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il premio dell'Ordine Medici

Grossi: i medici ci sono ma il pubblico non attrae. Jano Planco, la vincitrice

In foto: la conferenza di annuncio dello Jano Planco
di Maurizio Ceccarini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 1 dic 2022 14:11 ~ ultimo agg. 2 dic 11:36
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Maria Mercedes Rossi

Sarà assegnato a Maria Mercedes Rossi lo Jano Planco d’Oro 2022, il premio che l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Rimini dal 2017 conferisce a una figura che abbia dato lustro alla sanità riminese. Corianese di origine, laica consacrata, è membro della Comunità Papa Giovanni XXIII che dal 2009 rappresenta alle Nazioni Unite tra Ginevra e New York. E’ medico chirurgo con specializzazione in malattie infettive ed ha lavorato per anni in Africa. La cerimonia del conferimento si terrà sabato 10 dicembre alle 17.45 al Grand Hotel di Rimini.

L’annuncio del premio è anche l’occasione per fare il punto sullo stato della professione medica a Rimini. Nell’ultimo quinquennio la media è di 55 medici iscritti all’anno, in prevalenza donne. Sono stati 78 nel 2022, compresi 23 trasferimenti.
“I medici ci sono però l’attrattiva presso il pubblico è sempre minore – spiega il presidente dell’Ordine Maurizio Grossi – un tempo la convenzione calamitava i giovani medici, oggi molti pensano a professioni presso strutture private e abbiamo un numero sempre crescente che va a lavorare all’estero e questo per noi è un dispendio di risorse. Noi formiamo questi medici, tra l’altro i medici italiani sono ricercatissimi e considerati tra i migliori in Europa e tra i primi al mondo, e poi ce li lasciamo rubare dagli altri e questo non va bene. Dovremmo pensare a una politica per incentivare il lavoro dei giovani nelle strutture pubbliche perché il Servizio Sanitario Nazionale ha bisogno di questi giovani medici, tutti molto bravi e vocati alla professione”. Una scarsa attrattività dovuta a più fattori: poca attrattiva economica a fronte di pesi di lavoro e rischi professionali come denunce sempre in aumento, ma anche un aumento di aggressività da parte degli utenti vissuto in particolare da medici e infermieri dei posti di Pronto Soccorso.

Sul tema dei medici sospesi per inadempienza vaccinale, Grossi parla dell’anticipo della riammissione stabilito di recente dal nuovo governo, rispetto alla scadenza di fine anno, come di “un colpo di spugna”. “Si è voluto dare un segnale di anticipo di due mesi di cui molti non hanno ben capito l’utilità. Però noi abbiamo naturalmente aderito, perché non potevamo fare altrimenti, alle direttive governative, e abbiamo riammesso in servizio tutti i medici che erano sospesi. Mediamente in questo anno e mezzo di procedure di verifica dell’obbligo vaccinale abbiamo avuto 45 medici sospesi tutti i mesi, abbiamo lavorato moltissimo su questo tema perché abbiamo avuto un buon numero di medici che non hanno aderito all’obbligo vaccinale”.

Qualche riflessione va fatta, per Grossi, anche sul tema dell’omeopatia. “Una pratica medica riconosciuta a livello nazionale ma che non deve sostituire le terapie ufficiali salvavita, ed era riconosciuta in ambiti circoscritti da cui è uscita”. E durante il covid c’è chi ha approfittato dei varchi aperti da queste forme per introdurre pratiche non in linea con le indicazioni del Ministero.  “Bisogna riscrivere le regole e mettere a posto le cose”, ribadisce Grossi.

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