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ricerca e formazione

Basta Plastica in Mare rinnova il direttivo. Impianti in mare, nessun passo indietro

In foto: il logo
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 17 dic 2022 16:33
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Come consuetudine alla fine dell’anno, il 5° dalla sua fondazione, si è svolta l’assemblea plenaria degli iscritti dell’associazione di promozione sociale Basta Plastica in MARE Network.

Gli organi statutari, dimissionari, sono stati riconfermati all’unanimità: presidente onorario Franco Borgogno, presidente Manuela Fabbri, vicepresidente Massimo Fusini, tesoriere Giovanni Benaglia. Per il direttivo: Rosanna Bellomo, Edoardo Carminucci, Lucio Gobbi, Giuseppe Prosperi, Eleonora Tagliaventi. Marco Zaoli, urbanista-paesaggista, ecologista, docente universitario, è stato confermato quale consulente scientifico di Basta Plastica in Mare Network.

La presidente Manuela Fabbri ha proposto alcuni cambiamenti: “Alberto Ravaioli esce dal consiglio su propria richiesta per impegni familiari e si aggiungono due nuove entrate legate la prima al network e la seconda al territorio: Enzo Favoino uomo di laghi nel nord Italia (anche nuotatore gelista appunto) e responsabile scientifico di Zero Waste Europe equilibra la partecipazione della giovane Rosanna Bellomo pugliese responsabile e facilitatrice dei progetti Erasmus +; secondo nuovo membro Paolo Morolli, rappresenta invece l’identità il nostro Adriatico insieme a Eleonora Tagliaventi, donna di mare di Cattolica per passione e professione.”

Soddisfazione degli iscritti – si legge nel resoconto – su contenuti e obiettivi prefissati, ben rappresentati dai progetti fin qui realizzati per la tutela del mare: dalla organizzazione della seconda edizione del Summer Camp “La Natura del Mare”, al 5° Fuorisalone Ecomondo, con la partecipazione alla cabina di regia regionale per la legge PlasticfreER, l’impegno con le scuole per l’educazione ai giovani quali agenti di cambiamento sui target dell’Agenda 2030 nel Bando RE-R interassociativo e infine, ma non ultima: l’opposizione scientificamente motivata all’industrializzazione del mare di Romagna.

A questo proposito Marco Zaoli ha richiamato alla necessità di promuovere la consapevolezza dei cittadini, poiché stando ai propositi in atto dei decisori nei prossimi anni tra Ravenna e Cattolica il mare sarà una giungla di impianti eolici, trivelle e rigassificatori.

Lucio Gobbi sollecitato da Prosperi si dichiara interessato, quale economista dell’Università di Trento, a verificare i costi dell’impronta ecologica che la loro costruzione, con mantenimento e smaltimento tutto ciò significherà, mentre altre discipline e ricercatori dovranno occuparsi della salute dell’ecosistema e dei suoi abitanti (animali e umani) e delle conseguenze che lo squilibrio provocato artificialmente con questi massici interventi dell’uomo avranno sulla natura del mare e la catena alimentare.

L’investimento su ricerca e formazione di Aps BPiMare continua: è stata ratificato il protocollo d’intesa con Generazione Mare, l’associazione professionale con sede a Roma, presieduta dall’avvocata Daniela Addis, in partnership per i progetti 2023, tra i quali l’evoluzione del Summer Camp che si sdoppia mantenendo l’obiettivo originale: “Dar Voce al Mare”. Formazione universitaria con crediti e grande divulgazione partecipata sulla centralità della tutela della risorsa mare.

Un comitato scientifico internazionale costituito insieme ai promotori già in rete, attribuirà borse di ricerca a giovani studiosi dedicate alla conoscenza e l’innovazione per la salute dell’ecosistema marino.

L’alta qualità universitaria del percorso formativo intrapreso dal Summer Camp è affidata alla professoressa Anna Montini (in veste di docente ordinaria di UniBo) la quale insieme a UniRimini per il Campus di Rimini, sta creando un corso specifico in inglese (con crediti) sulle conseguenze dei cambiamenti climatici su mare e aree costiere.