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servizio sempre più richiesto

Tempo pieno, al via progetto sperimentale in una primaria di Rimini

In foto: l'elementare Lagomaggio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 16 nov 2022 14:09 ~ ultimo agg. 14:11
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Il Consiglio di Istituto della scuola primaria Lagomaggio ha approvato il progetto comunale per avviare un gruppo educativo post scuola pomeridiano di stampo sperimentale che vedrà, nella sua fase iniziale, il coinvolgimento delle due prime classi presenti nella scuola. Si tratta di aggiungere all’unica giornata già prevista dall’offerta educativa, altre quattro giornate di permanenza a scuola nel pomeriggio, comprensive di mensa scolastica e servizi di tipo ricreativo, socializzante e ludico con educatori ed educatrici professionisti. Una proposta che, dopo i necessari passaggi istituzionali, potrà partire già da dicembre. Ne dà notizia la vicesindaca di Rimini con delega alle politiche scolastiche Chaira Bellini.

Il tempo pieno, spiega la Bellini, è “un servizio sempre più richiesto dalle famiglie riminesi, quello del tempo pieno. Un ambito in cui Rimini conta un gap storico, siamo infatti il territorio della regione con meno classi a tempo pieno, una situazione non più procrastinabile”. “Quello del tempo pieno è un ambito di stretta pertinenza del Ministero dell’Istruzione, che abbiamo provveduto ad informare e con il quale, tramite la collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale, siamo in contatto e costante aggiornamento. Ma, viste le difficoltà attuali ad arrivare ad una soluzione di questo tipo, Rimini ha comunque deciso di avviare una sperimentazione locale che, se avrà riscontro positivo, potrebbe essere potenziata”.

“Non è certo questa – prosegue la Bellini – la risposta strutturale che tutti noi ci aspettiamo dallo Stato, ma la priorità oggi è quella di lavorare con quello che abbiamo, cercando da subito, senza aspettare altri, di dare la risposta ad un bisogno crescente delle nostre famiglie. Un quartiere, quello che fa riferimento alla scuola primaria Lagomaggio, in cui da tempo è alta la ricerca di questa opportunità che, ad oggi, è attiva solo parzialmente. Il Comune non può sostituirsi certo allo Stato nelle sue prerogative istituzionali, ma insieme ad esso, la dirigenza scolastica, il personale e l’associazionismo, può lavorare ad una soluzione interessante ed utile sia per i genitori che per gli studenti. Un tempo pieno creativo dove si aggiungono contenuti di di tipo diverso da quello prettamente scolastico, con un occhio alle capacità trasversali, ai laboratori, in una scuola che vorremmo rimodulare in maniera sempre più inclusiva e partecipativa. Al centro c’è il quartiere con le sue aspettative e i suoi bisogni speciali, dove la scuola gioca un ruolo non solo educativo ma anche di collante sociale, aggregativo e inclusivo”. La speranza è di poter offrire in tutta la città le stesse possibilità, potenziando la partecipazione dei territori, il coinvolgimento delle realtà locali e l’intraprendenza di educatori e personale, mettendo al centro non le necessità burocratiche ma le esigenze delle famiglie e i desideri dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze”.