Indietro
lunedì 5 dicembre 2022
menu
domenica 27 novembre

Rocchetta presenta "Riccione la mia città". Un affascinante spaccato di storia

In foto: la copertina
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 22 nov 2022 11:29
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Sarà presentato domenica 27 novembre alle 16 all’Hotel Select di Riccione il libro di Fosco Rocchetta dal titolo “Riccione la mia città. Raccolta di scritti vari” (La Piazza Editore) pubblicato in occasione del centenario della città, col patrocinio del Comune. Introduce Gustavo Cecchini già direttore della Biblioteca Comunale di Misano Adriatico.

Il libro dell’autore e appassionato di storia locale raccoglie una ventina di scritti su Riccione ed il suo territorio, dal ‘700 ai nostri giorni. Ed ancora recensioni di libri che illustrano vari aspetti di questo estremo lembo di Romagna. In occasione del centenario del Comune di Riccione, due articoli descrivono quella “storica” battaglia, risalente ai primi anni del ‘900: una giusta rivendicazione che registrò, nel 1910, la prima domanda formale per ottenere l’autonomia, che Riccione otterrà il 19 ottobre 1922. In altro emerge, del tutto sconosciuto, il ruolo di maestro elementare di don Carlo Tonini nel 1849, quando Riccione faceva ancora parte dello Stato Pontificio.

E poi Riccione nel ‘700 frequentata dal medico ed erudito riminese Iano Planco, bramoso di cogliere gli aspetti storico-naturalistici che il territorio offriva. Due saggi descrivono naufragi in Adriatico: l’uno del gennaio 1779, alle “Fontanelle” (Naufragio della nave olandese “Caval Marino”), l’altro del gennaio 1929 (Naufragio della “Bruna”), l’evento funesto più noto della marineria riccionese del ‘900. Un saggio svela il ruolo di Riccione nel Risorgimento, e specie del villino Mattioli, che nel 1859-60 ospitò il Quartier Generale del 2° Corpo d’Armata Italiana, agli ordini del generale Mezzacapo.

Altri scritti illustrano le origini ottocentesche del turismo riccionese per scopi terapeutici e salutistici, con la presenza sulla spiaggia di bimbi scrofolosi. La nascita dei primi villini, che ebbero come “bagnanti”, personalità della cultura, tra cui il tenore Borgatti, ed il compositore Leoncavallo: due artisti che si esibirono spesso per beneficenza, contribuendo con la loro arte a fare di Riccione una raffinata stazione balneare. Lo stesso dicasi per l’assidua frequentazione del pittore Dudovich, ritenuto il più geniale disegnatore pubblicitario del ‘900.Viene poi riportato il numero del 27 agosto 1911 de’ “Il Giornalissimo”, coadiutore del Comitato ‘Risveglio Vita Riccionese”: una rarità bibliografica, con articoli goliardici e spiritosi, rivolti ai “bagnanti” di allora. Altri riguardano i primi anni venti del ‘900, con il sorgere di ampie strutture polivalenti, come il “Nirigua” e lo “Stadium”, veri archetipi della “industria del divertimento”, che segnerà poi in futuro Riccione.

Nel volume sono riuniti saggi apparsi dal 2015 al 2022 su varie riviste, tra cui “La Piê”, periodico d’illustrazione romagnola fondato nel 1920 dal medico e poeta romagnolo, Aldo Spallicci, “La Piazza”, mensile della Provincia di Rimini, “Il Ponte”, settimanale della Chiesa cattolica di Rimini, “Ariminum”, bimestrale del Rotary di Rimini.

Altre notizie
]