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dopo l'ammonimento

La questura attua il protocollo Zeus per proteggere le donne e rieducare gli uomini

In foto: i sottoscrittori del protocollo
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 24 nov 2022 18:53 ~ ultimo agg. 25 nov 10:09
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In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la questura di Rimini ha sottoscritto il protocollo Zeus, in collaborazione con l’associazione Dire Uomo e la cooperativa sociale CIPM. Il protocollo è finalizzato a rieducare gli uomini raggiunti da un provvedimento di ammonimento per stalking o violenza domestica.

In Italia nel 2022 ci sono ogni giorno 86 donne vittime di violenze, maltrattamenti o stalking. Un numero decisamente alto, che può essere ridotto non solo con l’intervento delle forze dell’ordine, ma anche con appositi percorsi di recupero nei confronti di quegli uomini che pur non essendosi ancora macchiati di reati da codice rosso, hanno però iniziato ad attuare comportamenti persecutori nei confronti delle donne. Ed è proprio questo a cui mira il Protocollo Zeus: dare la possibilità a chi ha già ricevuto un ammonimento da parte del questore di farsi aiutare da esperti in grado di correggere l’aggressività prima che questa possa degenerare in violenze sempre più pericolose.

Ricorrere all’ammonimento è molto semplice. La vittima deve esporre i fatti a qualsiasi ufficio di polizia o carabinieri e avanzare richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell’autore delle condotte persecutorie o della violenza domestica. Il questore, verificati i fatti, adotterà il provvedimento e l’autore verrà diffidato alla prosecuzione delle condotte.

Il questore Lavezzaro, che ha già attuato con successo il Protocollo Zeus in precedenti esperienze, appena arrivata a Rimini si è trovata a dover affrontare tre casi di femminicidio in due mesi e mezzo. Una circostanza che ha evidenziato l’urgenza dell’attuazione del protocollo. A sostenere l’iniziativa anche il Comune di Rimini, che insieme all’associazione Rompi il Silenzio fornisce aiuto alle donne vittime di violenze fisiche e psicologiche. Da gennaio a ottobre 2022 sono state 288 le richieste di aiuto nel Riminese, 24 invece le donne messe in protezione e con loro 37 minori.

Fondamentale l’apporto delle due associazioni coinvolte nel progetto, chiamate anche attraverso percorsi psicologici ad evitare che gli ammoniti possano risultare recidivi. Come sottolinea il questore Lavezzaro, “nel 2022 nessuno ammonito è risultato coinvolto in femminicidi”Più in dettaglio, la percentuale di ammoniti che hanno aderito al trattamento e che sono, successivamente, risultati recidivi (cioè sono stati denunciati per maltrattamenti in famiglia o atti persecutori) ha un andamento decrescente nel tempo. Se nel 2020 i soggetti denunciati per atti persecutori dopo essere stati ammoniti erano il 20% di tutti quelli a cui era stato irrogata la misura di prevenzione, nel 2022 la percentuale scende al 9%. Stesso andamento per le persone ammonite per violenza domestica.

In relazione alle denunce per reati connessi alla violenza di genere: persecuzioni, maltrattamenti, violenza sessuale (Codice Rosso) la Squadra Mobile ha acquisito 175 denunce, di cui 52 presso gli Uffici specializzati, gran parte con modalità dell’ascolto protetto, nell’anno 2021. Invece nell’anno 2022 sono state acquisite 150 denunce, di cui 41 con la stessa modalità appena descritta.

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