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Troppe diagnosi tardive

Aids: infezioni in costante calo in Regione. Rimini prima per incidenza

In foto: repertorio
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 28 nov 2022 11:55 ~ ultimo agg. 15:47
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Continuano a diminuire in Emilia-Romagna le persone che contraggono l’infezione da Hiv: negli ultimi 16 anni il trend è costantemente in calo sia per gli uomini che per le donne. Le nuove diagnosi sono passate dalle 368 del 2006 alle 175 del 2021 (anno in cui si è registrata però una lieve inversione di tendenza, +30). Resta alta, invece, la percentuale di chi arriva a una diagnosi tardiva: il 57%. Ad attestarlo, i dati dell’ultimo Report curato dall’assessorato regionale alle Politiche della Salute. La provincia di Rimini è seconda in Regione per numero assoluto di nuove diagnosi nel 2021, 22, e prima per incidenza ogni 100mila abitanti, 6,5. 50 le nuove diagnosi a Bologna (con un’incidenza di 4,9), 20 a Reggio Emilia (incidenza 3,8) e a Modena (incidenza 2,8), 19 a Parma (incidenza 4,2), 12 a Ferrara (incidenza 3,5) e a Forlì-Cesena (incidenza 3,0), 10 a Piacenza (incidenza 3,5) e a Ravenna (incidenza 2,6). Negli ultimi 15 anni le persone sieropositive diagnosticate sono prevalentemente di sesso maschile (74%), nella fascia di età 30-39 anni (31%) e di nazionalità italiana (68%). La modalità di trasmissione principale risulta essere nell’88% dei casi quella sessuale (52% eterosessuale e 36% omo-bisessuale). In quasi un quinto dei casi di sesso femminile, la sieropositività è stata scoperta in corso di gravidanza.

In Emilia-Romagna – sottolinea l’assessore Raffaele Doniniil trend in calo delle infezioni da Hiv conferma l’impegno della sanità pubblica e il grande lavoro delle associazioni. Questi dati, però, non ci devono far abbassare la guardia, perché resta ancora alta la percentuale di chi scopre tardi di aver contratto il virus. Per questo dobbiamo continuare a sensibilizzare le persone, promuovere l’uso del test e far sì che aumenti la consapevolezza dei rischi, superando stereotipi e pregiudizi”.

Anche con questo obiettivo, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids che si svolge giovedì 1^ dicembre, la Regione promuove tre webinar organizzati da helpAids, con professionisti sanitari e rappresentanti di associazioni per confrontarsi su prevenzione e salute (due sono in programma giovedì alle 10 e alle 14, il terzo lunedì 5 dicembre alle 15; programma e iscrizioni sono disponibili al link: https://www.helpaids.it/webinar2022). E sono numerose le iniziative che le Aziende sanitarie e ospedaliere promuovono su tutto il territorio per sensibilizzare i cittadini, realizzate anche in collaborazione con Associazioni, Enti Locali, Istituti scolastici e farmacie.

Per rafforzare la rete di tutti i soggetti coinvolti, la Giunta regionale ha rinnovato recentemente la Commissione Consultiva Tecnico-Scientifica per gli interventi di prevenzione e lotta contro l’Aids, composta da 18 esperti di diversa professionalità tra le discipline interessate alla prevenzione, cura e assistenza delle persone sieropositive HIV e del mondo del volontariato regionale. A presiederla è stata nominata Cristina Mussini, professoressa ordinaria di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e direttrice della Struttura Complessa di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.

L’Hiv in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna nel 2021 sono state registrate 175 nuove diagnosi di infezioni da Hiv in persone residenti, con un’incidenza pari a 3,9 casi ogni 100.000 abitanti; incidenza che si mantiene più alta nel sesso maschile (6,4 rispetto a 1,5 del sesso femminile).

Nel periodo 2006-2021, secondo i dati del Settore prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, l’incidenza media è risultata di 7,0 casi per 100.000 abitanti: il trend è in calo in entrambi i sessi. L’unico lieve rialzo è stato registrato proprio nel 2021, rispetto alle 145 diagnosi del 2020: l’ipotesi è che siano state recuperate diagnosi non effettuate l’anno precedente a causa della pandemia, ma solo i dati futuri potranno confermarlo.

Nell’intero periodo considerato le persone sieropositive diagnosticate sono prevalentemente di sesso maschile (74%), nella fascia di età 30-39 anni (31%) e di nazionalità italiana (68%). La modalità di trasmissione principale risulta essere nell’88% dei casi quella sessuale (52% eterosessuale e 36% omo-bisessuale); in particolare, nel 2021, la trasmissione omo-bisessuale risulta più alta rispetto a quella eterosessuale (rispettivamente 47% e 43%). In quasi un quinto dei casi (19%) di sesso femminile, la sieropositività è stata scoperta in corso di gravidanza; in genere si tratta di donne straniere (84%).

Una diagnosi precoce dell’infezione da Hiv consente di attivare tempestivamente cure efficaci. Nel periodo 2006-21, oltre la metà (52%) delle persone era già in Aids, o in una fase molto avanzata dell’infezione, al momento della diagnosi HIV. Nel 2021 tale quota è pari al 57%.

L’incidenza per classi di età mostra come le più colpite siano quelle tra i 20 e 49 anni: il fenomeno è appena rilevabile per i giovanissimi sotto i 20 anni e di minor impatto negli ultracinquantenni. Le persone straniere con diagnosi di infezione da Hiv rappresentano poco meno di un terzo (32%) del totale: sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. L’incidenza degli stranieri presenta un andamento costantemente più alto rispetto a quello degli italiani, anche se la differenza si è ridotta nel tempo.

Nel 2021 i nuovi casi di Aids tra residenti in Emilia-Romagna sono stati 47. L’incidenza biennale 2020-21 (più stabile, vista la scarsa numerosità) è pari a 1,0 casi per 100.000 abitanti. Dal 1996, anno di introduzione delle terapie antiretrovirali (ARV), si è osservato un forte calo delle diagnosi e dei decessi, con un incremento progressivo del numero delle persone che vivono con una diagnosi di Aids.