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salvata da alcuni passanti

Tenta di stuprarla nell'androne di un palazzo, 31enne arrestato dalla polizia

In foto: repertorio
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 22 ott 2022 18:08 ~ ultimo agg. 23 ott 13:48
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Se n’è avuta notizia solo oggi (sabato), con l’emissione del decreto di giudizio immediato. Lo scorso 3 ottobre a Rimini una donna, senza fissa dimora, è stata violentata in piena notte all’interno dell’androne di un palazzo in via Coletti, dove si era ricavata un giaciglio di fortuna, e salvata dal provvidenziale intervento di alcuni passanti che, udite le sue urla disperate, hanno bloccato lo l’aggressore prima che si accanisse su di lei. E’ stata la polizia, allertata dagli stessi passanti, ad arrestare l’uomo, un 31enne somalo, arrivato in Italia nel 2016 con lo status di rifugiato.

La donna stava dormendo nell’androne di un palazzo dove sono situati dei distributori automatici di prodotti alla canapa, quando è stata afferrata e trascinata fuori dal negozio dal somalo, che le ha stretto le mani al collo tenendola bloccata nell’angolo tra la serranda e una colonna di un negozio attiguo. Con la forza l’uomo l’ha palpeggiata a più riprese. Poi ha tentato di baciarla in bocca e, dopo essersi denudato, di avere con lei un rapporto sessuale. Che per fortuna non c’è stato, dal momento che alcuni passanti sono riusciti ad allontanarlo. I poliziotti delle Volanti, accorsi in via Coletti, l’hanno immobilizzato e condotto negli uffici di piazzale Bornaccini. La vittima, invece, è stata soccorsa dal personale del 118 e trasferita in stato di choc per accertamenti all’ospedale Infermi, da dove è stata dimessa con una prognosi di cinque giorni.

Il somalo, che in passato ha lavorato come bracciante, incensurato, formalmente residente a Milano, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Al giudice ha spiegato di trovarsi a Rimini di passaggio e di non ricordare nulla di quanto accaduto quella notte. Colpa dell’alcol, avrebbe aggiunto in un italiano un po’ stentato, assunto in quantità eccessiva. Tuttora si trova rinchiuso nel carcere riminese dei Casetti e il gip Raffaella Ceccarelli, accogliendo la proposta del pm Luca Bertuzzi, ha disposto il giudizio immediato davanti al tribunale collegiale di Rimini. La prima udienza è stata fissata il prossimo 16 dicembre. La sua difesa è affidata all’avvocato Marco Gramiacci del Foro di Forlì.