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Sampierana, Narducci: "Per il primo posto lotta a tre". Tesserato Drudi

In foto: Drudi e Narducci
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 26 ott 2022 00:32
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Il duello al vertice continua. La Sampierana liquida il Bellaria 3-1 e tiene testa alla leader Gambettola. Un successo maturato nel primo tempo in cui la squadra di Barontini in avvio è stata sorpresa da un’azione veloce degli ospiti e poi ha macinato gioco e gol per il tris già alla fine della prima frazione.

La rete del pareggio è stata firmata da Marco Narducci, il centrocampista classe 1989 ritornato nel mezzo della scorsa stagione alla Sampierana la cui maglia vestì in Eccellenza qualche anno fa per alcune stagioni, e in precedenza protagonista in serie D al Verucchio. Un missile di destro da 25 metri finito nel sette non ha dato scampo al portiere Ramenghi.

“È il quarto gol che segno, uno anche di testa, io che sono alto solo 1,68, e visto che calcio anche i rigori e le punizioni mi sono posto un obiettivo ambizioso: raggiungere la doppia cifra, cioè raddoppiare il mio consueto bottino stagionale – sorride Narducci, il cui fratello Simone, ex difensore del San Marino, fa parte dell’area scouting del Torino –. Del resto c’è bisogno del contributo di tutti per tenere testa al Gambettola e giocarci le nostre carte fino alla fine. E poi io non ho mai vinto un campionato: a 33 anni chissà che non sia la volta buona”.

Gioca mediano davanti alla difesa o mezzala. Che ruolo preferisce?
“Non faccio differenze, ultimamente gioco davanti alla difesa: la forza della Sampierana è che sappiamo interpretare le indicazioni di mister Barontini al meglio e ci adattiamo senza problemi: ora il 4-3-3, ora il 4-2-3-1. Siamo tutti a disposizione”.

Il gap di quattro punti è colmabile?
“Ci scocciano i due punti lasciati al Torconca più che quelli al Novafeltria, una squadra organizzata, che gioca bene e che sarà in lotta fino alla fine con noi e con il Gambettola. Ci ha acciuffato nel finale con un eurogol di Collini, un ex. Ci sta. Ma a Cattolica avevamo dominato ed eravamo in vantaggio 2-0. Avremmo dovuto vincere per numero di occasioni e qualità del gioco. Una lezione che abbiamo mandato a memoria”.

In che cosa dovete migliorare?
“Abbiamo il migliore attacco, però possiamo essere più cinici sotto porta. Possiamo fare meglio in fase difensiva: otto gol subiti in sette partite sono un po’ troppi, concediamo qualcosa di troppo all’avversario. Però siamo imbattuti, abbiamo una bella compattezza di squadra tanto è vero che da ottobre dell’anno scorso, con l’arrivo in panchina di Barontini, abbiamo perso solo due partite”.

Come pensate di competere con il Gambettola?
“La rosa del Gambettola è di qualità e con individualità di spicco, ad esempio Spadaro, che conosco per averci giocato assieme, è uno che la butta dentro. Noi abbiamo un ottimo mix di giovani di qualità, affidabili e molto disponibili, che si sono ritagliati un ruolo importante tanto che spesso ne giocano quattro, e giocatori esperti, il nucleo storico: gran parte degli over gioca lì da anni e si conosce a memoria. Si allenano con scrupolo e sono un esempio. E poi abbiamo un tecnico che è un valore aggiunto. Ci ha dato la mentalità giusta: credere nelle nostre qualità per migliorarci sempre. Dobbiamo pensare partita per partita, cercare di arrivare allo scontro diretto avendo rosicchiato uno-due punti. È un campionato aperto. E, ripeto, occhio al Novafeltria”.

Ora vi aspetta una trasferta impegnativa sul campo della Stella Rimini…
“È una matricola, ha entusiasmo, è al quinto posto con 12 punti, è reduce dal colpaccio di Cervia, gioca su un campo ostico in sintetico: dovremo prestare attenzione ai lanci lunghi e alle seconde palle. Ci vorrà molta attenzione”.

Ha qualche rimpianto per la sua carriera?
“No assolutamente. Ho giocato qualche stagione in serie D, ma motivi di lavoro e di famiglia mi hanno costretto a fare altre scelte di cui non sono pentito”.

Intanto la Sampierana ha tesserato il jolly di centrocampo Alberto Drudi, classe 2001, cresciuto nel settore giovanile del Cesena e nella stagione scorsa al Diegaro. Come dire che la società non lascia nulla di intentato per arrivare alle meta.

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