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lunedì 6 febbraio 2023
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Coppa Italia Serie C

Rimini-Cesena, il pregara di Marco Gaburro

In foto: Marco Gaburro, allenatore del Rimini F.C.
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 6 minuti
lun 31 ott 2022 12:00 ~ ultimo agg. 1 nov 13:21
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Il Rimini quest’anno per Halloween vuole indossare la maschera di “V per Vendetta”. I biancorossi affrontano la seconda partita eliminatoria della Coppa Italia di Serie C, avversario il Cesena, con sete di rivincita per la sconfitta rimediata nel derby alla seconda di campionato (0-1 l’11 settembre scorso) e per il K.O. di sabato con la Carrarese, che ha interrotto a cinque la loro striscia positiva. I bianconeri si presentano al “Romeo Neri” con il morale alle stelle, forti di quattro hurrà nelle ultime quattro gare di campionato, che hanno allungato a sette la sequenza di risultati utili e portato i ragazzi di Toscano al quarto posto in classifica con 21 punti, tre in più di Laverone e compagni, a quota 18.

“Il Rimini vuole passare il turno soprattutto perché è importante passare il turno, a prescindere dall’avversario, perché la Coppa è una competizione importante e perché per noi lo è ancora di più per come stiamo gestendo il gruppo e per quelle che sono le individualità che abbiamo, che hanno in tante spesso bisogno di giocare e che vorrebbero giocare il più possibile, quindi più partite ci sono da giocare e meglio è – attacca l’allenatore del Rimini F.C., Marco Gaburro, alla vigilia -. Noi la viviamo ancora così la coppa, cioè con la speranza di passare per quello che è il prestigio della competizione e per l’importanza che ha per noi all’interno del nostro gruppo. In più ci mettiamo anche che è una partita sicuramente contro una squadra di livello ed è una partita che sicuramente vedrà uno stadio con molta gente. Questo sicuramente abbellisce quello che è un turno di Coppa Italia che comunque di per sé, infrasettimanale, è sempre bello, e in questo caso lo sarà ancora di più”.

Com’è uscito il Rimini dalla partita di sabato con la Carrarese? “È stata una battaglia, in questo senso penso che si sia visto. È stata una partita nella quale si è speso tantissimo, una partita nella quale si è arrivati in fondo anche abbastanza in difficoltà, se siamo onesti negli ultimi 5-10 minuti dal punto di vista proprio della fisicità. C’è ovviamente un grande rammarico per la beffa, io la chiamo beffa perché comunque era una partita che era ormai indirizzata verso lo 0-0, prendere un gol in quella maniera a quel punto della partita è chiaro che dal punto di vista psicologico ti rimane un po’ addosso. Però è un rimanere addosso che secondo me c’è stato, onestamente, soltanto nella giornata di ieri. Già oggi eravamo proiettati alla gara di domani e all’impegno della partita di domani, e ho visto un gruppo già positivo, come lo è sempre, perché onestamente ha sempre lavorato bene. 24 ore di fastidio anche fisico per quello che è successo erano abbastanza comprensibili, adesso sta a noi trasformare questo tipo di fastidio in una spinta ancora maggiore che dobbiamo portare in questa partita qua, che è una partita completamente diversa dal punto di vista non tanto della caratura tecnica, perché sono due squadre ottime sia la Carrarese che il Cesena, come lo siamo noi, ma dal punto di vista del tipo di calcio che propongono. Quindi sarà una partita molto più piena di duelli, ancora più fisica e molto giocata secondo me sugli spazi e non soltanto sul fraseggio. E questa cosa qui per il pubblico sarà sicuramente una cosa positiva, per noi lo deve diventare anche per quanto riguarda il risultato”.

Cambia qualcosa nelle scelte il fatto che sia una gara di Coppa con il Cesena? “Non le cambia per il semplice fatto che noi non abbiamo fatto tanto turnover neanche ad Ancona. Noi abbiamo fatto quella che in quel momento lì secondo me era la formazione per poter vincere la partita. Dopo è chiaro che la partita bisogna giocarla, però non ho fatto forzature al di là della freschezza dei singoli che io ritengo in quel momento lì alla pari, cioè non penso di fare cose lontane da questa. Quindi, sicuramente quando giochi due partite in tre giorni con una rosa come la nostra, dove ci sono tanti giocatori praticamente sullo stesso livello, è normale secondo me che ci sia un avvicendamento, però finisce lì. Non è totale, ma un avvicendamento basato su quelle individualità che secondo me sono alla pari a tutti gli effetti, senza nulla togliere poi a tutti i componenti del gruppo”.

Chi non è convocato? “Sono sempre i soliti gli infortunati: non recuperiamo né Sereni né Piscitella né Allievi. Lo Duca è recuperato, adesso devo fare il calcolo sul numero dei giocatori a disposizione perché non dobbiamo superare i 26, però lui è già due allenamenti che fa completamente con il gruppo. Quindi al di là della condizione, è un giocatore che possiamo considerare recuperato”.

Quanto cambierà l’undici di partenza rispetto all’ultima gara di campionato? “Penso di poterne confermare non lo so tre-quattro, adesso vediamo, non ho risolto del tutto. Galeotti è sicuramente in porta, questo è poco ma è sicuro, sui giocatori di movimento penso che 3-4-5 ci saranno ancora, su questi numeri qua”.

Qualche acciacco di troppo in questo momento sulle fasce in attacco. “Se siamo obiettivi, onesti, come cerchiamo di essere sempre, è un momento un po’ delicato da quel punto di vista, perché è vero che siamo tanti, è vero che abbiamo una rosa importante, è anche vero che abbiamo defezioni negli stessi ruoli perché comunque abbiamo Piscitella e Sereni fuori da un po’, Gabbianelli anche domenica ha avuto un problema, che adesso ha risolto, però comunque è una situazione un po’ tirata, Rosso è rientrato domenica per la prima volta dopo tanto tempo. Quando utilizziamo Santini lì, abbiamo fatto questo tentativo per un po’ di partite, lo allontaniamo un po’ dalla porta ed è una cosa che alla lunga secondo me non conviene. E dunque ci sono tante cose da tenere presenti, che ci devono far fare delle riflessioni, ma quelle non sono solo riferite alla partita di domani, sono riferite alla gestione del momento, soprattutto quando si giocano due partite attaccate. Quindi dobbiamo essere bravi da quel punto di vista a trovare le soluzioni giuste”.

Quale errore cercherà di non ripetere rispetto al derby di campionato? “Non posso dire troppo quello che non rifarei più, ma penso sia facile da intuire dall’esterno, per chi ha visto quella partita. Noi abbiamo un modo di giocare che a volte è un nostro punto forte e a volte diventa un nostro limite, che vuol dire che non siamo stati bravi finora abbastanza bravi, dico abbastanza perché lo siamo anche stati volendo, però non così come dico io, a fare delle variazioni sul tema che siano un po’ più marcate quando la partita è tanto diversa. Soprattutto in casa noi tante volte ci facciamo invogliare troppo da un nostro modo di far calcio, che poi in certe situazioni si traduce in una involuzione della manovra, perché tendiamo a chiamarci addosso l’avversario ed è una cosa che dobbiamo imparare a fare sempre di meno. Il Cesena è un’occasione da questo punto di vista perché in campionato ci ha, da questo punto di vista, messo in difficoltà, soprattutto nel primo tempo, perché se poi andiamo a vedere il secondo tempo di quella partita è stato completamente diverso. Dobbiamo essere bravi a cercare di non farci mettere in difficoltà. Dopo è chiaro che le armi nostre e dell’avversario sono diverse, e quindi ci si può mettere in difficoltà a vicenda non soltanto su un tema, però quel tema lì secondo me noi lo dobbiamo fare nostro perché comunque anche nell’ultima partita abbiamo avuto a tratti quel tipo di problema nella gestione della manovra dentro la nostra metà campo soprattutto. Penso che una squadra che ha consapevolezza di quello che possono essere una crescita e un percorso non si debba accontentare di quello che sa fare, ma debba cercare sempre più di evolversi. Io penso che da questo punto di vista i ragazzi abbiano capito questa cosa, adesso bisogna riuscire anche a farla nel momento in cui l’avversario e la partita te li chiamano, perché non è sempre così”.

Mencagli potrebbe partite dal primo minuto? “Sta bene, è un’occasione che a lui può giovare come può giovare alla squadra. Stava bene anche domenica, poi c’è stato l’infortunio di Pietrangeli che in quel momento lì mi ha impedito di metterlo dentro, altrimenti sarebbe entrato anche domenica. È un giocatore che ha recuperato al cento percento dal punto di vista del recuperò, è chiaro che la durata che possa avere e quanto possa accusare la fatica questo non lo sappiamo perché ha giocato solo un quarto d’ora, però è un giocatore che ha recuperato a tutti gli effetti, quindi sicuramente ci sarà”.

Sia il Rimini che il Cesena adesso hanno una condizione mentale diversa rispetto all’11 settembre, data del primo derby stagionale. “Il Cesena è in crescita, come il Rimini, nel senso che se alla fine andiamo a vedere il momento in cui abbiamo giocato quel derby nessuno dei due stava benissimo: noi venivamo da un pareggio, loro venivano da una sconfitta, eravamo all’inizio ed eravamo indietro tutte e due per quello che poteva essere il nostro percorso. Nelle ultime cinque partite loro ne hanno vinte quattro, noi di recente ne abbiamo vinte tre, abbiamo fatto un pareggio, insomma siamo due squadre che sono in una scia positiva, tolto il calcio d’angolo della Carrarese all’88’. Tolto quel calcio d’angolo si può dire che siamo due squadre che sono in un momento sicuramente migliore di quando hanno giocato la prima partita, questo sicuro, poi ogni gara fa storia a sé, questo lo sappiamo, le partite sono diverse, però tutte e due secondo me siamo più avanti dal punto di vista soprattutto mentale”.

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