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tranne lui, sindaci tutti eleggibili

Presidenza provincia, si vota il 24 novembre. Santi spiega l'anticipo

In foto: Riziero Santi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 18 ott 2022 12:55 ~ ultimo agg. 13:04
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Il presidente della Provincia Riziero Santi ha firmato il decreto di indizione, per giovedì 24 novembre 2022, dei comizi elettorali per l’elezione del prossimo presidente della Provincia di Rimini. Il mandato presidenziale è infatti in scadenza, mentre il Consiglio provinciale è stato rinnovato lo scorso dicembre. Come prevede la lege 56/2014, possono essere candidati alla carica di presidente i sindaci dei Comuni compresi nel territorio provinciale, mentre sono elettori i sindaci e i consiglieri comunali degli stessi Comuni ricompresi nel territorio provinciale di Rimini.

Le operazioni di voto si svolgeranno in un’unica giornata, giovedì 24 novembre, nel seggio costituito presso la sede della Provincia di Rimini in via D. Campana 64 (sala Marvelli) dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

Il presidente uscente Riziero Santi in un post su Facebook spiega perché ha convocato le elezioni in anticipo, rispetto al 90 giorni permessi dalla legge. Santi non si può ricandidare perché il suo mandato di sindaco a Gemmano scade nel 2023.

Tanti mi chiedono: “Perché ti sei dimesso?”. Non mi sono affatto dimesso, ho rispettato la scadenza naturale della legislatura di quattro anni partita il 31 ottobre 2018 e che si conclude il 31 ottobre 2022. La legge da 90 giorni di tempo per convocare le elezioni, io di questi 90 giorni ne usufruisco solo 24 perché andando oltre avrei escluso la possibilità a 15 Sindaci del territorio, di ogni colore politico, di candidarsi alla carica perché sarebbero rientrati sotto i 18 mesi, previsti dalla legge, di vigenza del loro mandato. Il Governo non ha convocato l’election day delle Province ed ha lasciato la decisione ai Presidenti. Penso possa essere apprezzato il fatto che, nonostante sul piano personale potessi avere il piacere di seguire e concludere alcuni progetti in corso, io ho deciso di non rimanere aggrappato al ruolo ma ho favorito la democrazia e la partecipazione rispetto ad una situazione di confusione istituzionale. Modalità e scelte di avvicendamento non mi riguardano, se non come Sindaco e quindi come elettore. Ho dato questa possibilità a tutti i 26 Sindaci candidabili (solo io non lo sono perché unico sotto i 18 mesi di scadenza da Sindaco) perché spero in un vero interessamento verso questo ente tutt’altro che inutile, soprattutto per l’equilibrio e la perequazione territoriale“.