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la procura: uso non conforme

Passerella al ponte di Tiberio, a processo in quattro

In foto: la passerella sospesa
di Lamberto Abbati   
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mar 4 ott 2022 16:00 ~ ultimo agg. 5 ott 13:23
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Polemiche mediatiche, interrogazioni in consiglio comunale e assemblea regionale, addirittura due esposti presentati in Procura. La realizzazione della passerella al Ponte di Tiberio, che all’epoca (era il marzo 2018) destò un gran clamore, è finita in tribunale e oggi si trovano a processo quattro persone. Si tratta di Vincenzo Napoli, l’allora funzionario incaricato della Soprintendenza di Ravenna di valutare il progetto del Comune di Rimini e la sua realizzazione; Daniele Fabbri, l’allora responsabile del procedimento per il Comune di Rimini; Federico Pozzi, il direttore dei lavori del Comune di Rimini; Antonio Petrone, legale rappresentante della ditta esecutrice.

La Procura contesta agli imputati l’uso non conforme di bene storico e il danneggiamento di bene pubblico e storico, un reato, quest’ultimo, che è stato contestato dal pm ieri in aula e che ha allungato i tempi di prescrizione di due anni e mezzo, portandoli dai cinque previsti inizialmente agli attuali sette e mezzo. L’intero procedimento, infatti, si sarebbe dovuto prescrivere nel giugno del 2023, essendo l’iscrizione a ruolo del 2018, in concomitanza con il termine dei lavori pubblici.

L’accusa ha sempre sostenuto che i fori (circa un centinaio in tutto) di mezzo metro di diametro l’uno, realizzati lungo le mura medievali per inserirvi i sostegni in grado di reggere la passerella, avrebbero danneggiato irreparabilmente un bene storico. Di tutt’altro avviso i difensori degli indagati, secondo i quali l’opera non solo è stata correttamente autorizzata, ma non comprometterebbe in alcun modo la conservazione del bene storico.

Ieri (lunedì) intanto in aula, davanti al giudice monocratico, Raffaele Deflorio, sono stati ascoltati alcuni testi tra cui il funzionario della Soprintendenza Vincenzo Napoli, che ha ribadito la conformità dell’opera realizzata dal Comune di Rimini, e il consulente della Procura.

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