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il giudice: nessun reato

Il padre fa vaccinare la figlia, la madre è contraria e lo denuncia

In foto: repertorio
di Lamberto Abbati   
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ven 14 ott 2022 15:22 ~ ultimo agg. 15 ott 15:14
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Visioni opposte sulla necessità di sottoporre la figlia di 9 all’iter vaccinale obbligatorio hanno spinto una madre a denunciare il padre della loro bambina. Per tre anni due coniugi riminesi, che sono separati, si sono sfidati a colpi di carte bollate.

Nel 2020 la donna, una 42enne contraria alla vaccinazione, era riuscita dopo essersi rivolta all’avvocatessa Martina Montanari ad ottenere dal Tribunale dei Minori di Bologna un decreto che obbligava il marito 50enne a sottoporre la bambina ad accertamenti medici per stabilire se avesse contratto alcune malattie esantematiche prima di farla vaccinare. Non solo, l’uomo avrebbe dovuto ottenere preventivamente anche il certificato di idoneità alla vaccinazione da parte del pediatra di fiducia della figlia.

Disposizioni che il marito avrebbe ignorato, facendo inoculare alla bambina due dosi di vaccino esavalente. Un comportamento che ha mandato su tutte le furie la donna, preoccupata per la salute della figlia. Da qui la decisione di denunciarlo per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

L’uomo, assistito dall’avvocato Piero Venturi, si è sempre difeso sostenendo che la figlia, prima di entrambe le inoculazioni, era stata visitata non dalla sua pediatra, come in effetti aveva dispoto il tribunale minorile, ma comunque da uno dei medici in servizio all’ambulatorio delle vaccinazioni pediatriche dell’Ausl di Rimini, che ne aveva valutato la vaccinabilità e quindi l’assenza di controindicazioni all’esecuzione delle dosi in programma.

Il pubblico ministero Paola Bonetti, dopo aver valutato attentamente il caso, aveva chiesto l’archiviazione delle accuse per il padre della bambina. Una decisione alla quale si era opposta la legale della madre, chiedendo che venisse formulata l’imputazione coatta o in alternativa che ci fosse una prosecuzione delle indagini. Ieri, però, il gup del tribunale di Rimini, Raffaella Ceccarelli, ha messo la parola fine disponendo l’archiviazione.