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il 17 e 18 settembre

Un risposta per vecchie e nuove povertà. Torna 'Un Pasto al Giorno' dell'APG23

In foto: un pasto al giorno
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 11 set 2022 12:56 ~ ultimo agg. 10 set 22:08
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I volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Benzi nel 1968, tornano nelle piazze di Rimini per mostrare come la solidarietà sia la risposta più efficace contro le nuove povertà generate da conflitti e crisi globali. Il 17 e 18 settembre con l’iniziativa solidale “Un Pasto al Giorno” la Comunità raccoglierà il sostegno che le permette di garantire ogni anno 7 milioni e mezzo di pasti a persone in povertà e in difficoltà che accoglie nelle sue Case, mense e realtà di aiuto.

Un tasso di povertà assoluta in Italia – ricorda l’APG23 – che si conferma a ridosso dei massimi storici toccati nel 2020. Le speranze della ripresa post-pandemia che continuano a scontrarsi con le nuove difficoltà e con quelle di sempre. E uscendo dai confini nazionali, un mondo che sembra aver dimenticato le dure lezioni del passato, come si vede dal conflitto in Ucraina e dalle nuove tensioni che non mancano di scandire le giornate. Se c’è una lezione che la storia ci insegna, è quanto possa fare la differenza un approccio fondato sulla solidarietà e sul senso di comunità. Valori che la Comunità Papa Giovanni XXIII pone da sempre al centro del suo impegno, attraverso progetti e realtà di accoglienza in Italia e in 40 Paesi del mondo, e con una presenza costante anche in Ucraina fin dai primissimi giorni del conflitto.

«Abbiamo vissuto una fase in cui il mondo moderno è stato messo in discussione – ha spiegato il presidente della Comunità, Giovanni Ramonda –, con la pandemia, la fine della pace nel nostro continente europeo, l’emergenza climatica. Le conseguenze di ciascuno di questi eventi hanno ribaltato il nostro modo di vivere la presenza fisica, le priorità, le relazioni, i luoghi. L’unica via per superare questi cambiamenti è avviando una fase “costruttiva”, dove tutto il mondo cerchi la via della rinascita. Costruire è il verbo della consapevolezza, del fare, un verbo al futuro, che parla di un domani che inizia già oggi, è il verbo della speranza. Un concetto semplice ma fondamentale e fondante, sul quale si basa l’essenza della Comunità che di fronte a un’ingiustizia, a una povertà, a un’emarginazione lavora da oltre 50 anni per costruire quel senso di comunità capace, sostenendoci l’un l’altro, di trovare risposta e speranza per chi aveva perso tutto. Oggi, di fronte all’emergenza sociale a cui assistiamo, vogliamo costruire una tavola dove ci sia posto per tutti». 

L’impegno di Apg23 prosegue anche in Emilia Romagna da oltre 50 anni, attraverso l’opera di numerose realtà, tra Case Famiglia, Case di accoglienza e Centri di aggregazione. Sono oltre 1000 le persone che negli ultimi mesi vi hanno trovato non solo un riparo o un pasto caldo, ma anche un punto di riferimento per far ripartire la propria vita.

E a far capire quanto un approccio più solidale sia urgente anche qui, sono i numeri. Basti pensare che in Emilia Romagna la povertà relativa continua a farsi sentire tra le famiglie, con un’incidenza che dal 5,3% del 2020 è salita nel 2021 al 6% (dati Istat). 

Gli organizzatori hanno scelto come claim di questa edizione «Costruiamo una tavola in cui ci sia posto per tutti». E come ogni anno, non mancherà un piccolo gesto simbolico: i volontari della Comunità, infatti, distribuiranno a chi prenderà parte all’evento un libricino con sette preghiere in sette lingue diverse. “Un modo per sottolineare ancora di più quanto si possa e ci si debba sentire una comunità, e quanto questo possa segnare una vera e propria svolta nella vita di tante persone che hanno più bisogno”.

Il sito di unpastoalgiorno