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voleva incontrare il sindaco

Per riavere il suo pitbull entra in municipio e semina il panico, patteggia la pena

In foto: i carabinieri davanti al pronto soccorso di Novafeltria
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 1 minuto
gio 22 set 2022 14:55 ~ ultimo agg. 23 set 10:41
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Lo scorso 22 agosto era entrato in municipio a Novafeltria pretendendo di poter incontrare il sindaco. Il suo obiettivo era solo uno: riottenere la custodia del suo amato pitbull, tuttora in canile, che gli era stato portato via in seguito all’aggressione di alcuni passanti. Davanti alla risposta negativa dei dipendenti comunali (“Ci dispiace, ma il sindaco adesso non può riceverla”), l’uomo, un 37enne nato a Rimini ma domiciliato in Alta Valmarecchia, aveva perso le staffe minacciando tutti di morte. Per cercare di calmarlo erano intervenuti in prima battuta due agenti della Municipale. Nel frattempo i dipendenti erano stati costretti a barricarsi all’interno di una stanza. Visto il suo forte stato di alterazione, era stato chiesto anche l’intervento dei carabinieri.

Quando sul posto è arrivata una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile di Novafeltria, il 37enne era ancora all’interno del palazzo comunale che sbraitava e inveiva contro chiunque. Pochi istanti prima aveva sfondato una porta a calci e, secondo alcuni, persino urinato sulle scale. I militari erano stati costretti ad arrestarlo e condurlo in caserma, dove il 37enne aveva sferrato violente testate contro il vetro di contenimento, posto tra la sala d’attesa e l’ufficio, rompendolo. Nel cercare di placarlo un militare era stato colpito da una gomitata e curato in pronto soccorso.

Questa mattina il 37enne riminese, che nel frattempo aveva l’obbligo di presentazione quotidiana in caserma, è comparso davanti al giudice del tribunale di Rimini accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Alessandro Buzzoni. Resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento, questi i reati a suo carico. Il proprietario del pitbull ha chiesto scusa per il caos provocato quella mattina, giustificando il suo comportamento violento con l’abuso di alcol, poi ha patteggiato 11 mesi di reclusione. Pena che verrà sospesa se il 37enne pagherà i danni in municipio e in caserma.