Indietro
menu
Federconsumatori

I prezzi della spesa in aumento del 10,7%, 543 € annui a famiglia

In foto: carrello della spesa
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 15 set 2022 12:45
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

I prezzi del carrello della spesa in un solo anno si sono impennati del 10,7% a Rimini. Una crescita che si traduce in 543 euro annui in più a famiglia. E, aggiungendo le altre voci, si arriva ad un preoccupante +2.503 euro. A lanciare l’allarme è Federconsumatori Rimini che evidenzia come anche nel riminese il tasso di inflazione sia cresciuto in un solo mese dell’1,9% che porta, dati Istat alla mano, al +8,5% su base annua, il dato più elevato dal 1985. E purtroppo a segnare i rialzi sono anche i beni alimentari di prima necessità: +12% su pane e cereali, +11,2% sulle carni, +12,1% su latte e formaggi e uova, +25,4% su oli e grassi, +9,3% su pesce e prodotti ittici, +10,7% su acque minerali, bevande analcoliche e succhi di frutta, +8,9% sulla birra, +6,4% sulla frutta, +8,3% sui vegetali e +9% su zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolciumi.
Federconsumatori Rimini parla di “una dinamica allarmante che rende sempre più proibitivo il consumo di alcuni prodotti da parte delle famiglie” come testimonia il -16.8% per il consumo di carne.
Aumenti rilevanti – aggiunge il presidente Graziano Urbinati –, che incidono sui settori fondamentali della spesa delle famiglie, aggravio trainato anche nel nostro territorio dagli aumenti (dell’energia elettrica +105,6 %) e( del gas + 65,9 %). Questi rincari sono particolarmente gravi e inaccettabili perché colpiscono in maniera disuguale le famiglie e le aree del Paese, aumentando le disparità e le disuguaglianze a svantaggio delle famiglie meno abbienti e delle zone più fragili.”
Cosa fare allora? Da una parte l’associazione invita a mettere in atto corretti comportamenti sul consumo per evitare sprechi e spese inutili, ma d’altra parte è necessaria l’attenzione da parte del Governo e delle Istituzioni. Per Federconsumatori è necessario sterilizzare l’IVA sui prodotti fondamentali, azzerandoli su pane, pasta e latte e portandola al 4% su carne pesce.
Il decreto Aiuti Bis di agosto non ha funzionato da argine sul contenimento delle bollette – rileva Urbinati -, per questo è necessario intervenire con una riforma delle aliquote IVA, delle accise e degli oneri generali di sistema in bolletta, dall’altro, un potenziamento degli interventi per arginare l’emergenza sul piano economico e sociale, provvedimenti sostanziali, in grado di arginare la spirale di crisi che è innestata, fatta di rinunce, riduzione dei consumi, cali produttivi. Una spirale che colpisce e impoverisce l’intero sistema economico“. Federconsumatori plaude alla Legge Regionale sulle Comunità energetiche ma chiede anche la regolamentazione delle tariffe del teleriscaldamento (ed in quest’ottica il ruolo dei Comuni è fondamentale). “Inoltre è necessario pensare di destinare parte dei dividendi delle multiutilities – continua Urbinati – al sostegno dei cittadini in difficoltà con i rincari energetici. Infine ribadiamo ancora una volta la necessità di attivare presso la Prefettura provinciale un Garante dei Prezzi coinvolgendo i Crcu – Comitato regionale consumatori utenti e in sinergia con Mr. Prezzi al fine di monitorarne l’andamento e contrastare i fenomeni di speculazione purtroppo in atto” conclude il presidente di Federconsumatori Rimini.