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Verso il voto

Gnassi: sanità e scuola devono essere priorità del Governo

In foto: il candidato del Pd Andrea Gnassi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 13 set 2022 18:59
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Il covid e la crisi energetica rischiano di squilibrare un quadro già incerto che ha visto, negli ultimi 40 anni, sanità e scuola come i settori su cui si è meno investito e più tagliato. “Voglio essere molto chiaro – sostiene Andrea Gnassi, candidato alla Camera per il Pd e il centro sinistra – per me le tre grandi sfide dell’Italia da qui al 2050 sono natalità, sanità e scuola. Con la pandemia le regole sono cambiate ed è diventato evidente che la spesa sulla sanità è imprescindibile per un Paese, e che la sanità del futuro non può che essere territoriale e domiciliare. L’ospedale non può più essere il polo attrattore, struttura centrale in cui sono concentrati tutti i servizi sanitari. Semmai deve essere lo snodo attraverso cui, con ramificazioni nelle diverse parti urbane, costiere, di mezzo e interne, sono distribuite le prestazioni a tutta la popolazione. Con la sanità si sviluppa la nostra visione futura di mondo, di insediamento urbano, di lotta allo spopolamento e cultura nel rapporto con i contesti territoriali.

Accanto a questo – prosegue Gnassi – voglio scattare una fotografia della situazione: l’Italia ha una popolazione che diminuisce e che invecchia. Tra 30 anni saremo qualche milione in meno e l’età media sarà la più alta o tra le più alte d’Europa. Che tipo di protezione medica e sanitaria immaginiamo per uno scenario come questo? Nel Riminese ci abbiamo pensato, ed è nata Rimini One Health: formazione e sviluppo della sanità territoriale in raccordo con l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, Ausl Romagna e diversi soggetti economici del territorio, con un investimento consistente nella componente preventiva della salute, cioè gli stili di vita sani. Il Parco del Mare è già la prima barriera medica o sanitaria: meno inquinamento, più attività motoria, più relazioni hanno effetti benefici sulla salute. One Health spiega un sistema di sanità territoriale e diffusa, prevede presidi sociosanitari a nord e a sud del riminese, con il rafforzamento dell’hub ospedaliero dell’Infermi ma servizi anche nell’entroterra. “Un modello – aggiunge il candidato Pd – in linea con il Pnrr, di cui la provincia di Rimini sta utilizzando i fondi, oltre 36 milioni di euro già stanziati, per le nuove Case della Salute da Rimini agli altri Comuni, la costruzione di reparti Osco per le cure intermedie, le RSA, il rinnovamento delle strutture da Bellaria a Novafeltria, da Santarcangelo a Riccione. I cantieri sono aperti, alcuni interventi già in via di conclusione e pronti all’uso dei cittadini. In linea con questo, serve uno sforzo ulteriore per affrontare le criticità che ci ha lasciato il Covid e anni di tagli nazionali: la mancanza di personale medico e infermieristico, le liste d’attesa, il ricambio generazionale nella categoria dei sanitari, il sistema pubblico da sostenere per permettere a tutti di curarsi a prescindere dalla carta di credito in tasca. La Romagna che ha messo insieme le sue aziende sanitarie resta un modello solido di equità.” Secondo Gnassi la grande sfida del prossimo governo e dell’Italia è come intende investire sulla sanità del futuro. Noi dalla Romagna un’idea ce l’abbiamo.