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E costi gestione in aumento

Gli albergatori di Riviera Sicura: stagione flop, presenze appena accettabili

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 15 set 2022 10:50
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Nessun trionfalismo anzi una stagione flop con presenze appena accettabili e costi di gestione cresciuti a dismisura. Questa l’analisi impietosa sull’estate dei 300 operatori del turismo aderenti a Riviera Sicura. “Pretestuoso fare confronti sul mese di Giugno con gli anni della pandemia. – dice Giosuè Salomone, presidente dell’AssociazioneLuglio ha visto discrete presenze straniere che hanno, almeno in parte compensato la minore richiesta di italiani, ma è stato un turismo mordi e fuggi, perlopiù concentrato nei fine settimana. E agosto ha visto una richiesta decisamente più bassa anche rispetto agli anni della pandemia; e il turismo altospendente, che negli ultimi due anni aveva gettonato la riviera, quest’anno è tornato a viaggiare all’estero. Le tariffe a Rimini sono state nettamente inferiori rispetto alla scorsa stagione e, malgrado questo, non si è saturata l’offerta; ogni giorno si vedevano sui portali centinaia di strutture ricettive con camere vuote sui portali di prenotazione a vendere a prezzi quasi ridicoli rispetto agli ultimi anni. Settembre? Inutili gli inviti a tenere aperti: richiesta praticamente inesistente”. Secondo l’associazione, i costi energetici sono aumentati anche del 500%, quasi raddoppiati quelli dei servizi di lavanderia e incrementati di almeno il 20% i prezzi della spesa alimentare. A questo si aggiungono i problemi nella ricerca del personale. Aperture straordinarie in occasione di fiere ed eventi? Ogni apertura, spiegano da Riviera Sicura, sarebbe una rimessa quasi certa. “La cosa che ci preoccupa di più – aggiunge Giosuè Salomone – è la noncuranza da parte della politica e di realtà legate al comparto turistico. Un disastro che viene dipinto come un capolavoro ha del surreale. Quest’anno tanti colleghi non apriranno per fiere, eventi e capodanno, tanti altri lasceranno la gestione degli hotel e il numero delle strutture in vendita è destinato a raddoppiare a prezzi dimezzati perchè gestire un hotel a Rimini non è più un business interessante”. L’associazione boccia poi l’ipotesi di trasformazione in ostelli per le strutture marginali perchè “già ci sono e non si sono riempiti nemmeno quelli esistenti questa stagione“. Alla politica viene chiesta progettualità e lungimiranza partendo dalla ricerca di nuovi bacini di mercato, dal potenziamento dell’aeroporto, da una maggiore programmazione per la destagionalizzazione anche con nuove attrazioni, dalla conversione delle strutture alberghiere marginali in residenziale e commerciale. Gli albergatori lamentano poi che a fronte di una bassa richiesta ci sia un’offerta di camere assolutamente esagerata sul territorio. E questo comporta tariffe basse e, a cascata, scarsa qualità dei servizi. Fenomeni che finiscono per dequalificare la Riviera Romagnola. Secondo Riviera Sicura è controproducente pensare di trasformare le strutture marginali in realtà che continuino, comunque, a offrire ospitalità, quando mancano gli alloggi per famiglie di lavoratori stagionali che vorrebbero rimanere sul territorio dopo la stagione ma che non trovano soluzioni ragionevoli.

A fare l’analisi su circa 20.000 richieste da parte di turisti nella stagione 2022 è Lidia Bastianelli, manager di un gruppo alberghiero riminese: “Fino a pochi anni fa un’intera settimana di vacanza era la norma, oggi le richieste di soggiorni di sette giorni o oltre si fermano al 25% circa; e in fase successiva al preventivo una parte di chi aveva richiesto un soggiorno lungo ridimensiona la propria richiesta, malgrado prezzi competitivi, a causa di una capacità di spesa per le vacanze ben più bassa rispetto agli anni passati”. Numerosi gli albergatori che, fatta eccezione per la parte centrale di agosto, hanno lamentato preoccupanti vuoti ad inizio settimana per quasi tutta la stagione. Una situazione che, alla luce dei rincari subiti ha portato gli alberghi a vivere settimane in netta perdita. “Molte le richieste di due, tre o al massimo quattro giorni, perlopiù in pensione completa – prosegue Lidia Bastianelli – a conferma che la Riviera e la sua formula legata al tutto incluso attrae ancora, ma il trend è chiaro: turismo sempre più bassospendente e da breve periodo. Se la tendenza dovesse consolidarsi nei prossimi anni saranno ben pochi gli Hotel a non rischiare i conti in rosso a fine stagione”.