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domenica 27 novembre 2022
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FSGC: presentato il nuovo Progetto di Responsabilità Sociale

In foto: ©FSGC/Pruccoli
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
sab 24 set 2022 23:51
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Alla presenza degli Eccellentissimi Capitani Reggenti Oscar Mina e Paolo Rondelli, la FSGC ha svelato ufficialmente, e nel dettaglio, il suo Progetto di Responsabilità Sociale, con ambiziosi obiettivi dedicati ai macro temi dei diritti umani e della sostenibilità ambientale, tutti fissati per l’anno 2030.

Questo contenitore, modellato sulla Football Sustainability Strategy di UEFA, ha nella Federcalcio di San Marino una sorta di centro-laboratorio (assieme ad altre cinque Federazioni medio-grandi) per una missione che presto vedrà coinvolte anche le altre Federazioni affiliate a UEFA. Una grande responsabilità per la FSGC, che ha allestito l’evento di presentazione nella Sala Stampa del San Marino Stadium, con la partecipazione al desk di Michele Uva – Direttore Division UEFA di Football & Social Responsibility – del presidente federale Marco Tura, del Segretario di Stato allo Sport Teodoro Lonfernini e del Football Social Responsability Officer della FSGC Andrea Zoppis.

In platea i dirigenti e i responsabili dei club e delle associazioni che collaborano con le iniziative della FSGC, la cui partecipazione attiva costituirà uno dei requisiti essenziali per la buona riuscita del progetto stesso, come rimarcato dallo stesso Uva nel corso del suo intervento. Prima però è toccato al Presidente Tura fare gli onori di casa. Il numero uno della Federcalcio ha elencato i principi generali di un’iniziativa che si iscrive nel solco di un impegno sociale, quello della FSGC, nato fin dal 2016 e poi proseguito negli anni con tappe che hanno portato in dote anche riconoscimenti internazionali, come ad esempio il Cafè Award del 2021, per aver migliorato l’accessibilità agli stadi dei tifosi ciechi tramite la messa a disposizione di telecronache audio-descrittive. La palla è poi passata al Segretario Lonfernini, che ha allargato il campo delle considerazioni definendo questo progetto un valore aggiunto non solo per il sistema-calcio di San Marino, ma per l’intero sistema-Paese, nella certezza che i suoi valori sapranno attecchire bene e portare frutto all’interno di una comunità da tempo sensibile a queste tematiche.

Michele Uva ha esordito congratulandosi con la Federcalcio di San Marino per aver rispettato il primo degli impegni assunti. “Siete stati di parola – ha affermato il dirigente UEFA –. A luglio avevate promesso, davanti agli Eccellentissimi Capitani Reggenti, che avreste approntato la vostra strategia entro ottobre, e così è stato. A ottobre, come sapete, tutte le Federazioni affiliate alla UEFA saranno a Coverciano per un incontro dedicato proprio a queste tematiche. E lì la Federcalcio di San Marino rappresenterà il caso di eccellenza a cui tutti potranno ispirarsi. Perché abbiamo chiesto proprio a San Marino di prendersi carico di questo progetto-pilota? Perché siete una Federazione credibile. Lavorare con voi è semplice. La UEFA ha varato questa strategia nel 2021, partendo da un presupposto rovesciato rispetto a quello cui era abituata prima. Fino a quel momento eravamo abituati a vedere il calcio come una destinazione dei mali che affliggono la società. Il razzismo, ad esempio, non nasce certamente negli stadi, ma lì arriva e purtroppo lì si manifesta rumorosamente. Allora abbiamo pensato ribaltare la prospettiva. Oggi vogliamo che sia il calcio a trasmettere i suoi valori alla società civile. Magari rappresentiamo una piccola parte della vita delle persone, ma possiamo comunque fare qualcosa. E il primo passo è dare l’esempio. Così si è buoni leader. Fino a quel momento la UEFA aveva delegato i suoi progetti a degli enti esterni. Oggi se ne assume totalmente l’impegno. Ma la UEFA non può agire da sola. Ha bisogno di tutte le Federazioni affiliate. Ma anche dei club. Una partita di calcio è un contenitore di valori incredibile. Tutti abbiamo la responsabilità di agire. Bastano piccole azioni, quasi tutte a costo zero. Ma, sommate, possono dare risultati importanti. C’è bisogno davvero di tutti: delle donne e degli uomini del calcio, ma anche delle istituzioni. San Marino ha dimostrato la sua affidabilità e il suo valore nel fare da laboratorio per questo e futuri progetti.”

Ad Andrea Zoppis il compito di descrivere nel dettaglio questo rinnovato – e strutturato – impegno della FSGC. “Si tratta di un passo in avanti all’interno di un percorso che parte da lontano – ha esordito il Football Social Responsability Officer della FSGC -. La prima strategia vera e propria risale al 2020. Fu pubblicata sul nostro sito e raccoglieva un po’ tutte le iniziative realizzate in precedenza. Per noi oggi è un onore essere stati scelti dalla UEFA per sviluppare questo progetto-pilota. Le iniziative singole del passato lasciano il posto a piani di azioni e indici di misurabilità. A poco a poco stiamo diventando più sistematici nel perseguire i nostri obiettivi, che sono sempre più ambiziosi. Per sviluppare questo progetto siamo partiti da un’analisi del contesto sammarinese e delle sue particolarità. Poi abbiamo identificato i precisi valori da assumere per la nostra strategia. Quindi siamo passati alla definizione della vision e della mission. Gli obiettivi specifici che ci diamo per l’anno 2030 sono stati modellati sulle 11 policiesi identificate dalla UEFA. Parliamo di aree specifiche in cui vengono suddivisi i macro-temi dei diritti umani e dell’ambiente, ovvero le due colonne portanti del progetto. Sette di queste policies appartengono alla prima macro-area, quattro alla seconda. Ognuna di queste sotto-aree ha degli obiettivi precisi.  Non generici, ma misurabili. E questo progetto entrerà in azione da oggi. Ma tutti noi dovremo ricordarci che per avere successo occorrerà il lavoro di squadra. Nessuno di questi obiettivi è raggiungibile senza l’aiuto di tutti i nostri stakeholders, compresi squadre, allenatori, tifosi e sponsor. Tuttavia tante iniziative sono già in fase di lancio. Ad esempio, il progetto del Calcio Camminato per pazienti affetti da Diabete di tipo 2, che sta partendo proprio in questo periodo.”

Sempre a proposito di progetti che si iscrivono nel solco di questa nuova strategia, ma che in realtà sono attivi o allo studio già da qualche tempo, sono stati illustrati nel corso dell’incontro allo Stadium anche i dettagli e i principi fondanti dell’iniziativa Football is Inclusion, che sarà inaugurata sul campo mercoledì prossimo.

Più nello specifico, è stata la Responsabile del Settore Giovanile della FSGC Jessica Guidi, e dopo di lei il Responsabile del Progetto Football is Inclusion Fabio Lepri, ad affrontare l’argomento, soffermandosi sull’importanza centrale del ruolo rivestito dalla FSGC, attraverso le sue risorse e i suoi canali, nel realizzare una proposta che includa davvero tutti gli aspiranti calciatori, anche le ragazze e i ragazzi con disabilità. La convinzione da cui muovono gli ideatori e i realizzatori di questo progetto è molto semplice, ed è stata sintetizzata dallo stesso Lepri: “Il lavoro non va fatto esclusivamente sul ragazzino con disabilità, ma sugli altri. Con l’obiettivo di offrire a tutti il percorso più idoneo ad esprimere il massimo del proprio potenziale.”

FSGC | Ufficio Stampa

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