Indietro
menu
Campagna tesa

Duello Lega-Pd, botta e risposta tra segretari sulla sfida Morrone-Gnassi

In foto: i segretari di Pd e Lega, Sacchetti e Giani
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
gio 15 set 2022 13:59
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 4 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Si scalda, se possibile, ancor di più l’atmosfera in vista del voto del 25 settembre e scendono in campo anche i segretari provinciali di partito. “C’è un solo candidato che declina sul riminese, temi e bisogni del territorio e che porterà davvero la Romagna a Roma, Andrea Gnassi, che con il suo LottoPerTe Tour si muove in ogni angolo di quella provincia, che è casa sua – attacca il segretario del Pd provinciale Filippo Sacchetti – Mentre Morrone lo fa con il navigatore quando esce dal casello dell’A14 e favorirà sempre Forlì in tutto, sosterrà il Ridolfi invece che l’aeroporto Fellini e l’ospedale Morgagni invece che l’Infermi”. Non tarda ad arrivare la risposta di Gilberto Giani, segretario della Lega di Rimini. “E’ ora di sfatare – dice – la balla colossale del ‘paracadutato’. Morrone è ‘romagnolo doc’ e profondo conoscitore dell’intero territorio con particolare riguardo per il riminese. Le prossime elezioni sono politiche non locali. Avere già un’esperienza di Governo e da parlamentare è un valore aggiunto per il nostro territorio“. Secondo Giani invece “puntare su un ‘peone’ destinato, fino a prova contraria, a pigiare un pulsante potrebbe essere un errore senza ritorno per il territorio“.

La nota di Filippo Sacchetti (Pd)

C’è chi parla solo di temi nazionali perché non conosce i bisogni locali e un territorio in cui è stato paracadutato per meri calcoli numerici e chi lotta da settimane per portare Rimini e la Romagna a Roma: stando fra la gente, muovendosi in una provincia che è casa sua, confrontandosi con le persone per raccoglierne esigenze e proposte di cui si farà portavoce in Parlamento”.
L’idea delle 50 Piazze Democratiche in cui andare a incontrare le comunità per disegnare insieme a loro il Paese del futuro sta cogliendo nel segno e ce lo dice la presenza costante in tutti i comuni della provincia, ai mercati, nei luoghi di aggregazione. Sono e saranno numerosi gli appuntamenti pubblici da Rimini a Santarcangelo, Misano, Novafeltria e San Clemente solo per citarne i più vicini e nel fine settimana ci saranno poi i tre giorni di Festa dell’Unità a Riccione”. “Se è vero che temi nazionali quali l’Europa, il contrasto al caro bollette, la tassazione e i diritti civili stanno scaldando la campagna elettorale e il Pd è pronto ancora una volta a dare un contributo progressista con i propri valori, lo è anche e soprattutto il fatto che il solo che li declina sul piano locale è Andrea Gnassi: l’unico candidato del territorio, il solo che conosce questioni trasversali alle città dopo anni di esperienza amministrativa culminata con il doppio mandato a sindaco del Comune capoluogo. Chi si sta occupando qui in provincia di sanità, rigenerazione ambientale e culturale, turismo e impresa, viabilità interna alle vallate, mobilità e trasporti integrati tra metrò di costa e aeroporto? Solo il centro sinistra che governa le città e il suo candidato Andrea Gnassi”. “Per essere degnamente rappresentati anche dove lo Stato è geograficamente molto lontano non c’è altra strada che votare il partito del territorio e Andrea Gnassi, che sostenerlo nel portare davvero la Romagna a Roma. Non lo farà di certo il candidato della destra, che viene da Forlì, tifa Forlì e non Rimini, che vuole più voli all’Aeroporto Ridolfi che al nostro Federico Fellini, che sosterrà sempre di più l’ospedale Morgagni che l’Infermi nel suo concetto di Romagna divisa che lo porta a Rimini solo per semplici calcoli di partito: senza neppure sapere che strada dover prendere una volta uscito dal casello per arrivare a Casteldelci o a Gemmano”. “Per avvicinare lo Stato e la politica nazionale a Rimini, l’unico voto realmente utile è quello per il candidato del centro sinistra, Andrea Gnassi“.

La nota di Gilberto Giani (Lega)

Filippo Sacchetti, segretario provinciale del Pd, è angosciato. Bloccato nelle aspettative di carriera politica, deve scaricare rabbia e frustrazioni su qualcuno. Così lo vediamo insultare con raro astio il candidato del centrodestra Jacopo Morrone, competitor all’uninominale della Camera a Rimini, di Andrea Gnassi. Sacchetti però sbaglia tutto, dimostrando ancora una volta i pesanti limiti di un Pd che localmente sta raschiando il fondo del barile”. “In primo luogo, è ora di sfatare la balla colossale del ‘paracadutato’. Morrone è ‘romagnolo doc’ e profondo conoscitore dell’intero territorio con particolare riguardo per il riminese, come dimostrano le tante iniziative intraprese alla Camera nella legislatura che si sta chiudendo. Le prossime elezioni sono politiche non locali. Avere già un’esperienza di Governo e da parlamentare è un valore aggiunto per il nostro territorio. In quest’ottica è certamente più autorevole avere una visione complessiva che limitarsi alla conoscenza di Borgo San Giuliano. Tra l’altro, se proprio volessimo parlare di ‘paracadutati’, vogliamo sapere cosa pensi Sacchetti di Simona Viola, candidata da Pd e coalizione di centrosinistra nel collegio senatoriale uninominale di Rimini e Forlì/Cesena, paracadutata addirittura da Milano. Se valessero le stesse considerazioni, Sacchetti dovrebbe avere il coraggio di boicottare la candidatura di Viola e di non votarla. Ma si sa, il doppiopesismo del Pd è notorio. Ciò che infastidisce Sacchetti è che la Lega è presente ovunque, conosce i problemi locali, ha ricette pragmatiche e concrete per curarli. Il Pd va avanti a slogan: il segretario Pd, infatti, non capisce che un conto è fare il sindaco comportandosi da ‘divo’ accentrando su di sé l’attenzione. Un altro conto, ben più difficile, è tutelare a testa bassa le esigenze del territorio romagnolo a Roma, dove si intrecciano interessi diversi e in contrasto fra loro. Abbiamo visto inspiegabili giravolte di Gnassi, la sua sordità di fronte al passaggio di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche alla provincia di Rimini (favorito e sostenuto da Morrone e dalla Lega), la sua chiusura sulle difficoltà logistiche in Valmarecchia, tant’è che è Morrone che si sta interessando della nuova strada statale. Stiamo assistendo a cambi di rotta improvvisi e non motivati e a troppe inesattezze da parte di Gnassi e del Pd su temi importanti per il territorio e sul piano politico. Segno di un’imbarazzante impreparazione su argomenti che saranno al centro del dibattito del prossimo Governo. Se davvero il Pd avesse a cuore il territorio capirebbe al volo quale sia la strategia giusta in queste elezioni. Puntare su un ‘peone’ destinato, fino a prova contraria, a pigiare un pulsante potrebbe essere un errore senza ritorno”.