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intervista a don Mathieu

Domenica a Rimini si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

In foto: Giornata del Migrante
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 24 set 2022 18:07 ~ ultimo agg. 18:10
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Si svolge domenica 25 settembre alla parrocchia di Bellariva la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che quest’anno ha per tema: “Costruire il futuro CON i migranti e i rifugiati”. Si partirà alle 9,30 con un momento di accoglienza delle diverse comunità di immigrati presenti in diocesi, per poi proseguire fino alla celebrazione della messa presieduta dal vescovo alle 16,30.

Ci spiega il valore di questo appuntamento don Mathieu Faye, direttore della pastorale Migrantes diocesana.


“Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati” è il tema scelto dal Santo Padre per la 108ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) che verrà celebrata domenica 25 settembre 2022.
Papa Francesco nel messaggio diffuso lo scorso maggio, evidenzia l’impegno che tutti siamo chiamati a mettere in atto per costruire un futuro che risponda al progetto di Dio senza escludere nessuno. “Nessuno dev’essere escluso – esorta il Papa – il progetto (di Dio) è essenzialmente inclusivo e mette al centro gli abitanti delle periferie esistenziali. Tra questi ci sono molti migranti e rifugiati, sfollati e vittime della tratta. La costruzione del Regno di Dio è con loro, perché senza di loro non sarebbe il Regno che Dio vuole. L’inclusione delle persone più vulnerabili è condizione necessaria per ottenervi piena cittadinanza. Dice infatti il Signore: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi» (Mt 25, 34-36)”
“Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati – continua nel suo messaggio il Papa – significa anche riconoscere e valorizzare quanto ciascuno di loro può apportare al processo di costruzione. Mi piace cogliere questo approccio al fenomeno migratorio in una visione profetica di Isaia, nella quale gli stranieri non figurano come invasori e distruttori, ma come lavoratori volenterosi che ricostruiscono le mura della nuova Gerusalemme, la Gerusalemme aperta a tutte le genti (cfr Is 60,10-11). Nella medesima profezia l’arrivo degli stranieri è presentato come fonte di arricchimento: «Le ricchezze del mare si riverseranno su di te, verranno a te i beni dei popoli» (60,5). In effetti, la storia ci insegna che il contributo dei migranti e dei rifugiati è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E lo è anche oggi. Il loro lavoro, la loro capacità di sacrificio, la loro giovinezza e il loro entusiasmo arricchiscono le comunità che li accolgono Ma questo contributo potrebbe essere assai più grande se valorizzato e sostenuto attraverso programmi mirati. Si tratta di un potenziale enorme, pronto ad esprimersi, se solo gliene viene offerta la possibilità”.
Gli abitanti della nuova Gerusalemme – ricorda Francesco– mantengono sempre spalancate le porte della città, perché possano entrare i forestieri con i loro doni. La presenza di migranti e rifugiati rappresenta una grande sfida ma anche un’opportunità di crescita culturale e spirituale per tutti. Grazie a loro abbiamo la possibilità di conoscere meglio il mondo e la bellezza della sua diversità. Possiamo maturare in umanità e costruire insieme un “noi” più grande. Nella disponibilità reciproca si generano spazi di fecondo confronto tra visioni e tradizioni diverse, che aprono la mente a prospettive nuove. Scopriamo anche la ricchezza contenuta in religioni e spiritualità a noi sconosciute, e questo ci stimola ad approfondire le nostre proprie convinzioni.”
“Se vogliamo cooperare con il nostro Padre celeste nel costruire il futuro – conclude il Pontefice – facciamolo insieme con i nostri fratelli e le nostre sorelle migranti e rifugiati. Costruiamolo oggi! Perché il futuro comincia oggi e comincia da ciascuno di noi. Non possiamo lasciare alle prossime generazioni la responsabilità di decisioni che è necessario prendere adesso, perché il progetto di Dio sul mondo possa realizzarsi e venga il suo Regno di giustizia, di fraternità e di pace.”

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