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Il dibattito

Adunata Alpini. In Regione respinte le risoluzioni di Lega e FdI

In foto: Alpini in centro a Rimini per l'Adunata nazionale
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 13 set 2022 18:46
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Dopo l’adunata nazionale del maggio scorso a Rimini e le polemiche sui casi di presunte molestie (per le quali è stata disposta l’archiviazione), la Lega aveva presentato all’Assemblea legislativa regionale una risoluzione per “esprimere vicinanza all’Associazione nazionale Alpini al fine di riconoscerne la valenza sociale, culturale, popolare e identitaria, oltre a invitare tutte le città emiliano-romagnole a individuare un luogo pubblico da dedicare alla memoria e al sacrificio degli Alpini caduti in patria”. Il documento, su cui sono state presentate due proposte di emendamento a firma della Lista Bonaccini e del Partito democratico, è stato respinto. Stesso destino per l’altra risoluzione abbinata, firmata da Fratelli d’Italia, che chiedeva l’impegno a condannare “ogni episodio di molestia e di violenza contro le donne, con l’auspicio che venisse fatta al più presto chiarezza, e, qualora vi fossero responsabilità, si procedesse alla punizione degli autori dei reati commessi”, e chiedeva, contestualmente, di esprimere anche solidarietà “al Corpo degli Alpini, la cui immagine è stata lesa dai comportamenti di singoli individui tirati in ballo dal clamore mediatico come autori di atti per i quali non ci sono stati riscontri”. Non è stata abbinata invece la risoluzione presentata dal Pd nella seduta d’Aula che si è svolta a luglio, il cui oggetto era “valutare l’adozione di accordi o protocolli per tutelare le donne esposte al rischio di molestie in caso di grandi eventi”, perché giudicata non attinente all’argomento trattato. La Lista Bonaccini ha spiegato che “è stata tentata una mediazione per arrivare a una risoluzione unitaria perché tutti riconosciamo il valore del Corpo degli Alpini”. Per la Lega “i testi degli emendamenti danno per scontato che ci siano stati atti di molestie ma la procura di Rimini ha archiviato il caso. Viene dato per oggettivo un fatto ma gli atti processuali dicono il contrario. L’associazione degli Alpini, fra l’altro, ha già querelato per diffamazione chi ha offeso il Corpo”. Inoltre, prosegue il Carroccio, “l’emendamento del Pd va nella direzione della risoluzione di luglio, che, parlando di molestie, di fatto getta discredito sugli Alpini. Per questo motivo non è possibile arrivare a un documento condiviso”. ER Coraggiosa ha ricordato che “questa Assemblea è sempre pronta a condannare qualsiasi tipo di violenza contro le donne. Le risoluzioni nascono in un momento specifico e per questo c’è lo spazio per costruire un testo unitario”. Il Pd ha evidenziato “l’impegno da sempre svolto dagli Alpini nelle situazioni di emergenza, ma occorre altresì condannare le molestie di qualsiasi tipo. Non vogliamo condannare un Corpo ma trovare una condivisione su un atto di indirizzo. Noi non abbiamo mai indicato a carico di chi quelle presunte molestie debbano essere ascritte. Fra l’altro una condanna verso qualsiasi forma di violenza era contenuta nel testo originario di Fdi, poi emendato. Non è nostra intenzione, dunque, mettere sotto accusa il Corpo degli Alpini”.