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Anci e Upi sollecitano Regione

Sovraffollamento classi. Rimini tra le ultime province d'Italia

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 7 giu 2022 14:31
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In provincia di Rimini, dati del Sole24Ore alla mano, si contano 21,3 studenti in media per ogni classe. Un dato che pone il territorio al 100esimo posto in Italia in compagnia di Parma e Forlì Cesena. Ma anche il resto della Regione non se la passa meglio: Ravenna è ultima con 22 studenti per classe, Modena penultima con 21,9 mentre Bologna è 103esima con 21,5. Ci sono poi Piacenza con 19,8 (71esima), Ferrara con 20,3 (82esima) e Reggio Emilia con 20,9 (94esima). Alla luce di questi numeri Anci e Upi Emilia Romagna hanno chiesto un incontro co la Regione. “Il sistema scolastico regionale è tra i migliori del Paese – premettono il presidente di UPI Emilia-Romagna Gian Domenico Tomei e quello di Anci Emilia-Romagna Luca Vecchi, con una forte attrattività e un’alta qualità dell’offerta formativa, come dimostrano i test Invalsi che vengono somministrati ogni anno agli studenti. Occorre tuttavia – aggiungono – una pianificazione concertata per superare la criticità del sovraffollamento degli spazi scolastici e per questo chiediamo un incontro con la Regione, così da mettere in campo azioni condivise“. Tomei sottolinea come “questo dato paradossalmente sia un indicatore positivo, che evidenzia la forte attrattività del territorio emiliano romagnolo. Siamo una regione ricca di opportunità professionali e di sviluppo e questo porta molte famiglie a trasferirsi nelle nostre terre, aumentando di conseguenza anche la popolazione scolastica. Abbiamo studenti – conclude Tomei – tra i migliori del Paese, come dimostrano i test Invalsi che vengono somministrati ogni anno, perciò il sistema funziona. Occorre tuttavia analizzare con attenzione il dato dell’affollamento, per evitare fenomeni di disagio e problematicità che potrebbero incidere anche sulla didattica“. Per il presidente di Anci Luca Vecchi “la scuola, e più in generale l’investimento pubblico sull’educazione, in Emilia-Romagna ha saputo essere eccellenza diffusa e storicamente consolidata. Questo non significa che chi ha saputo essere bravo e lungimirante non debba essere sostenuto adeguatamente nel potenziamento delle risorse umane disponibili e nella crescita del personale insegnante. I dati della classifica reclamano una maggiore attenzione alla programmazione e all’investimento sul personale scolastico emiliano-romagnolo“.

 

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