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preoccupano 11 assenze

Pronto Soccorso in emergenza. CGIL: forte carenza di personale

In foto: il pronto soccorso dell'Infermi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 2 giu 2022 11:23 ~ ultimo agg. 15:29
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L’emergenza del pronto soccorso di Rimini è causata dalla carenza di personale medico rispetto all’organico minimo previsto di 25 dirigenti. Ad oggi si contano 11 assenze con correlata riduzione di due postazioni h24“. A riaccendere i riflettori sulle difficoltà che sta attraversando il pronto soccorso del capoluogo è la FP CGIL. “La risoluzione della criticità, tra l’altro all’inizio della stagione estiva, – attacca il sindacato – non può avvenire esclusivamente con le azioni compensatorie che l’azienda ha messo in campo, perché ricadono in parte su personale provato, stanco e demotivato. Inoltre i codici rossi continuano a pressare su uno sparuto gruppetto di dirigenti abilitato ad affrontare i casi più gravi, una sorta di battaglia delle Termopili quotidiana”.

Il sindacato è ben consapevole che criticità si stanno vivendo in tutti i pronto soccorso d’Italia e da qui chiede un intervento forte del governo: “Il pronto soccorso medicina d’urgenza di Rimini è in emergenza, come in emergenza sono altri pronto soccorso in tutta Italia. La politica sanitaria del governo dovrebbe occuparsi degli investimenti legati al Pnrr e alle future occasioni di determinare una medicina di prossimità e del territorio , considerando la gravità in cui versano le risorse sia economiche che di personale e stante lo scarso appeal che le professioni sanitarie hanno nel paese. La politica deve costruire una rete che tenga insieme: percorsi universitari, riconoscimenti di carriera professionale certi ed adeguamento stipendiale con il resto dell’Europa andando inoltre a riconoscere un netto stacco tra vita lavorativa e vita privata, favorendo tutti quei percorsi che possono portare alla costruzione di una famiglia e all’accudimento dei figli. Senza una reale, incisiva e risolutoria politica nazionale e regionale d’investimento nella sanità pubblica che non si rivolga solo al futuro prossimo, ma che sia in grado di risolvere le attuali contingenze, il fallimento è dietro l’angolo”.