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blitz della polizia locale

In garage nasconde mezzo chilo di marijuana, arrestato 23enne. Ma lui: "E' quella legale"

In foto: la marijuana "contestata"
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 9 mag 2022 20:08 ~ ultimo agg. 10 mag 07:17
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Un 23enne riminese, lavoratore stagionale, è stato arrestato domenica sera dagli agenti della Squadra giudiziaria della polizia Locale di Rimini, dopo che nel garage della sua abitazione, dove vive con i genitori, sono stati trovati due involucri in cellophane contenenti 500 grammi di marijuana. Per il giovane, però, quella sarebbe cannabis light con alto CBD e quindi legale. Saranno le analisi sullo stupefacente a stabilire se il riminese abbia affermato il vero.

Tutto però ha inizio intorno alle 20, quando il 23enne (incensurato) viene visto uscire dall’abitazione di un 30enne magrebino in zona Bertola. Quando gli agenti salgono nell’appartamento, il nordafricano si disfa gettando dalla finestra 9 grammi di cocaina ancora da raffinare che affermerà essergli stati ceduti poco prima dal riminese in cambio di 500 euro, somma non ancora pagata. Oltre alla cocaina, in casa vengono sequestrati anche 5 grammi di hashish.

L’attività investigativa prosegue nell’abitazione del riminese, in zona Celle. Qui gli agenti effettuano una seconda perquisizione domiciliare che porta al rinvenimento della marijuana contestata. Il giovane, fuggito alla vista della pattuglia dopo la presunta cessione di cocaina al magrebino, viene convinto dai genitori a fare ritorno a casa. Al suo arrivo la Squadra giudiziaria lo dichiara in arresto per detenzione ai fini di spaccio e lo accompagna in comando dove trascorrerà la notte nella cella di sicurezza.

Questa mattina (lunedì) il riminese, difeso dall’avvocato Andrea Guidi, è comparso in tribunale per la direttissima. Al giudice ha spiegato di essersi recato a casa del magrebino per un saluto a un conoscente e ha respinto con forza ogni ipotesi di cessione di cocaina. “La marijuana in garage? Quella è CBD, è legale”, si sarebbe difeso. Il giudice ha convalidato l’arresto, respinto la misura cautelare in carcere avanzata dal pm e lo ha rimesso in libertà in attesa del giudizio abbreviato condizionato alla perizia dello stupefacente. Il giovane sostiene di essere vittima di un grande equivoco, ma gli agenti della Squadra giudiziaria sono di tutt’altro avviso.