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i commenti della politica

Concessioni balneari: intesa vicina? Ecco le modifiche al vaglio

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 24 mag 2022 16:13
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Per effettuare le gare relative alle concessioni balneari ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2024 (12 mesi in più) ma solo in caso di contenziosi legali oppure di difficoltà oggettive da parte delle amministrazioni comunali nell’espletare le procedure. Lo prevede la proposta di riforma contenuta nel ddl concorrenza e frutto di una difficile mediazione tra le forze politiche. Ad elaborare la proposta, spiega l’Ansa, il viceministro allo sviluppo economico Gilberto Pichetto. Dopo l’annullamento della proroga al 2033 nel novembre scorso da parte del Consiglio di Stato, il consiglio dei ministri aveva approvato una proposta che prevedeva le gare entro il 31 dicembre 2023. Tempi ritenuti troppo stretti da parte dell’Anci che aveva manifestato l’impossibilità per i comuni di espletare migliaia di procedure in così breve tempo. Altra questione dibattuta, quella dell’indennizzo per gli attuali balneari in caso di mancato rinnovo dopo l’evidenza pubblica: in base alla bozza del provvedimento, andrebbe determinato “sulla base delle scritture contabili” o “di perizia giurata redatta da un professionista abilitato, che ne attesta la consistenza”. La proposta originale del governo prevedeva che l’indennizzo venisse calcolato solo sugli investimenti non ancora ammortizzati, mentre i balneari chiedevano di tenere in considerazione tutti i beni materiali e immateriali. La bozza del ddl concorrenza, ora all’esame dei gruppi parlamentari, prevede che l’indennizzo sia “a carico del concessionario subentrante” per “la perdita dell’avviamento connesso ad attività commerciali o di interesse turistico, del valore residuo dei beni immobili oggetto di investimenti per l’esercizio dell’impresa”. Esclusi dal calcolo i beni abusivi. Il Governo conta di arrivare all’approvazione definitiva entro la fine di giugno. Per le concessioni balneari servirà poi un decreto attuativo da approvare entro dicembre 2022. Toccherà poi alle Regioni emanare le loro ordinanze e ai Comuni espletare le gare.

Soddisfatto il Senatore del M5S Marco Croatti. “Sulle concessioni balneari – spiega – il testo su cui si sta trattando è un buon compromesso, che recepisce molte proposte del Movimento 5 Stelle presentate in Senato già nell’ultima legge di Bilancio. Entro il primo gennaio 2024 si aprirà un nuovo sistema di gare pubbliche che pone fine al regime delle proroghe infinite che da anni caratterizza il settore, con imprese costrette a vivere nella più assoluta incertezza, con canoni di concessioni irrisori per lo Stato, e con utenti costretti a pagare prezzi esosi per i servizi ricevuti. In questi lunghi mesi abbiamo lavorato in maniera costruttiva con imprese e associazioni per giungere ad una definizione di equilibrio della questione, che ora è a portata di mano”. “Vogliamo rilanciare il settore e introdurre garanzie a tutela dei diversi interessi contrapposti. Come il M5s aveva già chiesto lo scorso dicembre alla legge di bilancio ci saranno clausole di premialità a favore delle imprese titolari, tutele a favore di micro e piccole imprese familiari, così come a favore di società sportive e del terzo settore. Per quelle concessioni che passeranno di mano – prosegue Croatti – ci sarà il riconoscimento di un equo indennizzo a carico del subentrante calcolato sulla base del valore economico dell’impresa. Sempre nel solco del quadro normativo da noi proposto, avremo anche clausole sociali a tutela dei lavoratori del settore. Come abbiamo già sostenuto a più riprese, in queste settimane abbiamo cercato di coniugare una maggiore tutela degli interessi dello Stato, delle imprese virtuose, dei lavoratori e soprattutto dei cittadini e degli utenti di queste attività. Proprio questi ultimi, infatti, potranno finalmente avere prezzi più equi e un servizio migliore. Il regime di proroghe infinite, sostenuto per semplici fini elettorali da alcune forze politiche, non poteva essere la soluzione al problema” conclude Croatti.

Perplesso invece Roberto Biagini del Conamal. “Solita furbata all’italiana totalmente inapplicabile, incomprensibile, ambiguo ed in contrasto con i principi U.E. e quindi non reggerà al vaglio di un giudice. L’indennizzo (eventuale): a) deve essere coperto dal legittimo affidamento e la Corte di Giustizia è stata chiara nel riconoscerlo solo agli investimenti documentati ante 2010. b) non deve discriminare il nuovo “competitor” gravando di ulteriori costi oltre a quelli della gara. Siamo di fronte alla ulteriore e vergognosa marchetta della politica nei confronti dei balneari.