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parapiglia e arresto

Alla festa per la Comunione esagera con l'alcol: schiaffo alla moglie e testata a un poliziotto

In foto: repertorio
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 9 mag 2022 17:51 ~ ultimo agg. 10 mag 15:10
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Aveva partecipato insieme alla moglie alla prima Comunione del figlio di un parente a Rimini, poi aveva festeggiato l’evento in un ristorante sul lungomare. Mentre tornavano a piedi alla macchina la donna, vedendo il marito ancora parecchio alterato a causa dell’alcol ingerito durante il pranzo, ha cercato di convincerlo a non mettersi al volante: “Dammi retta, guido io, è meglio così”, avrebbe ripetuto la consorte, che poi ha tentato di toglierli le chiavi di mano. E’ a quel punto che l’uomo, un 49enne pugliese con una sfilza di precedenti alle spalle, ha perso le staffe. Come una furia si è scagliato contro la moglie, colpendola con un violento schiaffo al volto nel bel mezzo della strada, nei pressi di via Satta.

L’aggressione, ovviamente, non è passata inosservata e ha attirato l’attenzione di alcuni passanti che si sono avvicinati alla coppia per soccorrere la donna, una riminese di 48 anni. Il marito, in evidente stato di ubriachezza, non ha gradito l’intrusione degli sconosciuti, ripetutamente offesi e minacciati. E’ nato un parapiglia che è stato risolto dall’arrivo di una Volante della polizia di Stato. Gli agenti hanno invitato il 49enne pugliese a darsi una calmata e mostrare i documenti. “Voi non sapete chi sono io, nella mia vita ho commesso molti reati e girato parecchie carceri. Vi ammazzo a tutti”. Poi, spinto sempre dall’alcol, ha sferrato una testata in pieno volto ad uno dei due poliziotti, recatosi in un secondo momento in pronto soccorso dell’Infermi dove i medici gli hanno riscontrato una policontusione allo zigomo destro guaribile in 6 giorni, come da referto.

L’uomo, che come è emerso in questura annovera precedenti per detenzione ai fini di spaccio, truffa e associazione a delinquere, è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, denunciato per rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale e sanzionato per ubriachezza. Lunedì mattina, assistito dal suo legale di fiducia Giuliano Renzi, è comparso in tribunale per la direttissima. Al giudice avrebbe detto di non ricordare di aver colpito il poliziotto: “Sono alto appena un metro e cinquanta, come avrei fatto a dargli una testata?”. Il pugliese, che insieme alla moglie vive a Rimini da anni, se l’è cavata con una condanna a sei mesi di reclusione, pena sospesa. La consorte, invece, si è rifiutata di sporgere denuncia contro il marito per il violento schiaffo al volto: “Stiamo insieme da sette anni ed episodi del genere non erano mai accaduti prima d’ora”.