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'non è solo fatto giuridico'

Adunata e molestie. 'Non una di meno' consegna al sindaco le segnalazioni social

In foto: 'Non una di meno' in piazza
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 13 mag 2022 15:02 ~ ultimo agg. 18:27
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Oggi le attiviste riminesi di Non una di Meno ha consegnato al Comune di Rimini a consegnare al sindaco Jamil Sadegholvaad un plico con la stampa delle testimonianze di molestie accadute durante l’adunata degli alpini ricevute sui propri canali social. “Abbiamo voluto fare questa azione simbolica per chiedere una risposta da parte dell’amministrazione comunale a tutte quelle persone che sono state molestate e hanno subito violenze in quelle giornate, risposta che tuttora non è arrivata da parte del Sindaco. Abbiamo voluto stampare queste testimonianze, in forma anonima per tutelare chi le ha inviate, per sottolineare la realtà e concretezza dei fatti”.

Oltre a proseguire col supporto legale a donne intenzionate a sporgere querela, è stato lanciato anche l’invito a un’assemblea pubblica giovedì 19 maggio alle ore 18.00 all’Anfiteatro piazza Francesca da Rimini. “Non vogliamo promuovere questo incontro per parlare di quello che è accaduto all’Adunata degli Alpini e continuare a spettacolarizzare i fatti dentro il circuito mediatico, ma per discutere e organizzarci affinché questi non accadano mai più. Vogliamo continuare a tenere aperto quello spazio inclusivo e intersezionale che si è generato da fatti che riteniamo gravissimi e che ci raccontano di catcalling, molestie sessuali, insulti, accerchiamenti, palpeggiamenti nelle strade, nei parchi, sotto casa, nei luoghi di lavoro, da troppi minimizzati e considerati del tutto normali. I fatti di Rimini, come quelli avvenuti alle precedenti adunate o in qualsiasi evento pubblico che richiami un certo numero di persone, ci dicono pertanto che la cultura della violenza maschile e di genere è diffusa, parte integrante della società che abitiamo. Per questo non si tratta di un fenomeno che riguarda poche mele marce, ma che investe l’intera società. Siamo tutt3 coinvolt3!”.

“E’ solo merito del gruppo di autodifesa transfemminsita (Non una di meno, Casa Madiba, Pride Off), una rete che da anni promuove pratiche mutualistiche e forme auto-organizzate e comunitarie di cura in città, se le molestie mascherate da goliardia e tradizione – figlie di una cultura che vuole donne, persone trans e gender non conforming assoggettate al potere e alla prevaricazione maschile – sono emerse e stanno facendo discutere la politica e tutto il paese”.

Rivendicato il proprio ruolo nelle giornate dell’Adunata a tutela delle vittime di molestie, c’è poi l’attacco alle istituzioni: “A fianco delle vittime non c’erano invece e non ci sono nemmeno ora le Istituzioni locali, almeno noi non le abbiamo ancora viste. Ed ora che l’evento è finito e il dibattito aperto, tutto si riduce ad un fatto giuridico: se non denunciate, tacete. Terribile. Ancora una volta un problema sociale e culturale, quello della violenza maschile contro le donne e di genere, viene relegato solo ed esclusivamente sul piano formale, repressivo, giuridico. Questo approccio è stato ed è tuttora fallimentare, lo dicono i numeri dei femminicidi, 22 solo dall’inizio dell’anno, lo dicono i fatti ed episodi come quelli accaduti a Rimini. Per questo è necessario incontrarsi e discutere insieme”.

“Questi fatti sono avvenuti e sono stati agiti dai responsabili con un senso di impunità, evidentemente senza che fossero state adottate delle misure idonee e adeguate a contrasto, sia da parte di ANA che del Comune di Rimini. Questo non deve più accadere, in nessun evento pubblico promosso nella nostra città come altrove. Perché nessuna donna, nessuna persona si senta insicura e in pericolo mentre cammina nelle strade della propria città, perché nessuna donna si senta in dovere di sentirsi toccare, richiamare come un cane, sottostare ad apprezzamenti non richiesti, perché queste – lievi o gravi che siano – sono violenze e molestie sessuali”.

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