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venerdì 27 maggio 2022
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Calcio Serie D

Rimini-Ghiviborgo 1-1, il dopogara

In foto: Il saluto tra Gaburro e Vangioni prima del calcio d'inizio
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 9 minuti
dom 24 apr 2022 17:19 ~ ultimo agg. 25 apr 18:44
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Le dichiarazioni al termine di Rimini-Ghiviborgo 1-1 (vedi notizia).

Walter Vangioni, allenatore del Ghiviborgo: “All’andata è stata una partita diversa da questa, anche la mia squadra era diversa. Oggi penso che abbiamo trovato il pareggio in fondo, però la squadra ha fatto bene. Nel primo tempo abbiamo provato a ribattere alla forza del Rimini, che, non sono io a doverlo dire, è la squadra più forte del campionato, se è in testa, e lo sta dimostrando. Noi abbiamo cercato di fare una partita cercando di giocare liberamente con la testa perché sappiamo che venendo a Rimini ci sta di perdere, perciò i miei ragazzi hanno fatto vedere che hanno personalità. Questo per noi è un punto fondamentale per cercare di uscire dalle zone pericolose, anche se non abbiamo ancora fatto niente, però ci prepariamo a giocare le ultime gare anche con la consapevolezza che ce la possiamo giocare con tutti. Faccio i complimenti ai miei ragazzi e faccio i complimenti al Rimini perché, soprattutto ad inizio secondo tempo, ha fatto quel forcing, con il mister che ha inserito anche Ferrara mettendo in campo una squadra offensiva, e ha sbloccato la partita. Noi abbiamo fatto fatica a gestire quel quarto d’ora, nel quale abbiamo preso il gol. Però dopo siamo stati bravi a reagire perché con un uomo in meno pareggiare a Rimini penso sia una mezza impresa”.

Si aspettava qualcosa in più dal Rimini oggi? “All’andata è stata una partita diversa: nei primi venti minuti il Rimini ci ha schiacciato, onestamente, e avrebbe meritato il vantaggio, anche doppio. È stato bravo il nostro portiere all’andata, ci ha permesso di non andare sotto. Dopo abbiamo fatto 40 minuti nei quali abbiamo giocato discretamente. Oggi mi aspettavo un Rimini schierato con gli undici che sono scesi in campo perché sapevo che Mencagli non stava bene. Sapevo la loro forza, che è la catena di sinistra con Haveri, Tonelli e Piscitella, è una catena già di categoria superiore. Perciò abbiamo cercato di far giocare il terzino destro, che è un giocatore bravo, però forse facendo giocare lui siamo riusciti a levare i passaggi verso i giocatori più forti. E poi il mister nel secondo tempo ha cambiato le carte in tavola e ha fatto un cambio. Noi siamo stati bravi e fortunati perché in fondo quando pareggi con un tiro sotto l’incrocio non è bravo l’allenatore, è bravo il giocatore. Perciò abbiamo fatto un punto e diciamo che nel primo tempo la gara è stata equilibrata. Naturalmente giocare alla pari con il Rimini è quasi impossibile. Gli abbiamo concesso il palleggio, sapevamo che non puoi venire qua e tenere la palla tanto, perciò faccio i complimenti alla squadra avversaria, che è in testa, e sarà un bel duello col Ravenna fino all’ultimo, com’è giusto che sia il calcio”.

Marco Gaburro, allenatore del Rimini F.C.: “È una squadra che contro di noi riesce sempre a capitalizzare al massimo quello che fa. Ci sono delle squadre che, non lo so perché perché mi è capitato tutti gli anni e non riesco mai a capire il vero motivo, che per DNA ti sono un po’ indigeste. Sicuramente se noi prendiamo il volume di gioco che hai fatto con il Ghiviborgo tra andata e ritorno penso che di tiri ne hai fatti più di metà partite del campionato, però la porta è uguale per tutte e due e bisogna fare gol. L’avversario oggi ha sfruttato al massimo non dico neanche un’occasione, non si può parlare neanche di un’occasione concessa perché è stato un tiro dai 30 metri, in un momento in cui, ho sentito dire qualcuno, noi eravamo in controllo della partita. Ma noi non volevamo essere in controllo, noi volevamo chiuderla e abbiamo purtroppo sbagliato troppo sotto porta e quando sbagli tanto capita che l’avversario raccolga il massimo, com’è successo oggi”.

Anche oggi tante occasioni ma solo un gol all’attivo. “Basta che contiate le situazioni. Noi quest’anno abbiamo vinto una marea di partite 1-0, quando vinci 1-0 mezza cosa all’avversario capita che la concedi, a volte ci è successo e non ha segnato l’avversario, però l’abbiamo concesso, oggi ha trovato il tiro della vita, e facciamo i complimenti a loro perché nel calcio conta questo. L’importante è che siamo consapevoli che dobbiamo trovare due cose: ancora più determinazione sotto porta, perché non penso debba diventare un’ossessione però comunque possiamo fare meglio di quello che abbiamo fatto oggi, ma anche nelle ultime partite; e poi dobbiamo trovare più capacità di palleggio in certe situazioni della partita, quando magari vedi il traguardo che sta arrivando, quando vorresti che l’arbitro fischiasse la fine, quando ti senti avanti devi avere la personalità di tenere la palla, di gestirla, e noi oggi quando abbiamo perso Tonelli e Gabbianelli, che erano i giocatori di palleggio ed erano molto stanchi, lo avete visto tutti, abbiamo secondo me gestito peggio la palla nell’ultimo quarto d’ora rispetto a prima, abbiamo perso troppi palloni e abbiamo fatto errori di imprecisione. E questo ha concesso agli avversari, anche con un uomo in meno, di ripartire più volte rispetto a quello che avevano fatto in tutto il resto della partita. Dobbiamo quindi riflettere soprattutto su questa cosa perché poi la nostra tenuta difensiva secondo me difficilmente può essere criticata. Semplicemente se tu fai pochi gol allora diventa fondamentale addirittura non prenderne e se ne prendi uno rischi di non vincerla insomma la partita”.

Sull’espulsione di Mencagli per doppia ammonizione. “Non l’ho vista bene, non ho capito cosa ha visto l’arbitro. Non parlo di cose che non conosco, bisognerebbe rivederla. Sicuramente non è una cosa che ci aiuta perché bisogna cercare di non perdere pezzi e soprattutto di non perdere la testa in situazioni in cui sappiamo che bisogna avere quella tranquillità che devi avere quando giochi delle partite, sei davanti e devi cercare di portare a casa il massimo risultato, però devi sapere che c’è l’avversario. Io non vedo un finale di stagione in cui ci siano partite più facili, vedo un finale di stagione dove penso ognuno farà di tutto per fermarti, noi e anche l’avversario. Non è che vinci sempre, non succede in nessuno sport. Io nel finale sono rimasto 5-3-1 perché non volevo perdere la partita perché mi ricordavo della partita dell’andata: oggi noi siamo stati in difficoltà in certe situazioni di contatto coi loro attaccanti anche nel primo tempo, anche sullo 0-0, più di quanto di solito siamo con gli altri avversari. Quindi non eravamo così sicuri nella gestione dei loro contatti e dei loro contropiede. Quindi ho preferito chiuderla così, che poteva voler dire trovare comunque il gol perché abbiamo avuto magari il calcio d’angolo, la situazione alla fine, però non bisognava perderla perché sappiamo che comunque oggi perdere o pareggiare non era la stessa cosa, e quindi bisogna avere anche questa lucidità”.

È contento del primo tempo del Rimini? “Meno delle ultime due partite fatte in casa, però era un avversario più difficile questo. A volte spero di sbagliarmi quando presentiamo gli avversari, però purtroppo questo è un avversario più difficile da andare a prendere, più difficile da pressare perché è un avversario che muove la palla sempre con criterio, quindi appena sbagli un tempo d’uscita ti fa girare a vuoto. Quindi secondo me oggi abbiamo fatto un primo tempo di grande volontà, ma meno d’impatto rispetto ad altri primi tempi fatti in casa. Infatti siamo cresciuti molto a inizio secondo tempo, abbiamo provato a cambiare modulo, a cercare di entrare da tutte e due le parti. Infatti il gol è venuto da uno sfondamento sulla destra. In quella fase sembrava potessimo anche chiudere la partita perché loro hanno avuto un momento di smarrimento anche abbastanza grosso. Poi ballavamo troppo dietro per accettare l’uno contro uno, cosa che di solito accettiamo, noi di solito stiamo sempre uno su uno, loro si sono messi a 4-2-4 e noi dietro tutte le volte andavamo un po’ in difficoltà nei contatti, e ho preferito mettermi a cinque. E da lì secondo me non abbiamo più concesso niente. È chiaro che abbiamo perso mezzo uomo davanti, però pur perdendo mezzo uomo davanti penso abbiamo tirato almeno 3-4 volte in maniera decisiva in porta, dobbiamo essere più bravi e più fortunati”.

Sull’episodio da moviola che ha visto Germinale franare in area, nel primo tempo, dopo un contatto con Mosti. “Ormai, finita la partita, cosa volete che vi dica, che era rigore? Era rigore, lo hanno visto tutti. Però se non lo fischiano. Io penso che quando tu giochi contro il Ghiviborgo, con tutto il rispetto per il Ghiviborgo, quando giochi nella loro metà campo tutta la partita poi non devi essere nervoso, a fine del primo tempo io ai ragazzi ho detto: “se il Manchester City ha fatto un gol solo in due partite contro l’Atletico Madrid vuol dire che non è facile giocare contro una squadra che gioca al limite dell’area”, però se tu giochi tutta la partita a una porta sola e tiri in porta tutte quelle volte lì devi avere la capacità di raccogliere qualcosina in più”.

Tommaso Panelli, difensore Rimini: “Diciamo che è la nostra bestia nera. C’è solo da continuare il percorso che stiamo facendo. C’è da analizzare gli errori, le cose che abbiamo fatto bene e continuare “.

Che cosa è mancato oggi per centrare i tre punti? “Sicuramente se il risultato è questo qualcosa ci è mancato. Però credo ci sia ben poco da rimproverare alla squadra se non magari la gestione degli ultimi 7-8 minuti, perché anche nel primo tempo affrontavamo una squadra che si difendeva molto bassa con due linee molto strette. Quindi non era semplice riuscire a scardinarli. Nel secondo tempo siamo partiti forte, abbiamo avuto le nostre occasioni, siamo andati in vantaggio. La squadra ha fatto quello che sa fare, ha dominato penso in largo e in lungo la partita. C’è da continuare il percorso, da stare calmi, da analizzare le cose e pensare alla prossima partita”.

La parola chiave in questo momento è “calma”? “Ho parlato di calma perché penso sia il termine giusto in questo momento. Come abbiamo sempre analizzato le vittorie, analizzeremo questa partita con la consapevolezza che il destino è nelle nostre mani. Quindi non dobbiamo avere la frenesia di volerlo chiudere il prima possibile. Cioè, a tutti piacerebbe vincere tutte le partite, ma non succede quasi in nessun campionato, in nessuna categoria. Calma intesa in quel senso lì: analizzare come abbiamo sempre fatto, migliorare, lavorare durante la settimana e fare quello che abbiamo sempre fatto”.

Domenico Germinale, attaccante del Rimini F.C.: “Per la mole di attacchi offensivi a livello numerico abbiamo concretizzato poco, sia nel primo tempo che nel secondo tempo. Questa è l’analisi sotto gli occhi di tutti. Nonostante ciò eravamo riusciti a passare in vantaggio, un gol di vantaggio in queste situazioni qua, non ci sono tante distanze, non c’è inferiorità, ogni palla può essere pericolosa, una palla sporca, un calcio d’angolo, una rimessa laterale. Noi abbiamo preso il gol in una situazione secondo me di vantaggio dal punto di vista numerico, sotto il punto di vista della gestione avremmo potuto fare un po’ meglio”.

Com’è stato il suo gol? “Ha calciato Giammario Piscitella, ho messo il piede ed è entrata dentro”.

Sull’episodio da moviola che lo ha visto finire a terra in area al 38′ del primo tempo. “Ho chiesto perché io pensavo di prendere la palla e non l’ho presa. Quindi o l’ho lisciata io, sono scarso io, o qualcuno mi ha toccato il piede d’appoggio perché ero convinto, sono andato col piatto. Ci sta che uno la prenda male, ma non prenderla proprio mi sembrava strano. Sono due le cose, devo rivederlo: o sono scarso io o è scarso l’arbitro”.

Non è il primo episodio di questo genere. “Io agli arbitri rompo le scatole in tutte le partite da 15 anni. Ognuno ha il suo carattere, sbagliamo noi e sbagliano loro. È chiaro che quando un direttore di gara viene a Rimini in una situazione del genere sono due i casi: o cerca di non mettersi nei casini, cerca di fare un andamento lineare, fischia tutto, oppure ci sono quelli che cercano di, tra virgolette, passatemi il termine, farsi vedere, e quindi di cercare la situazione per decidere, di cercare il fischio in più. E poi si creano situazioni che a volte non sono piacevoli. Ma fa parte del percorso degli arbitri. Anche io quando ero più giovane mi volevo far vedere. Adesso che sono un po’ più grande preferisco fare le cose un po’ più semplici. È un percorso sia per loro che per noi. Penso sia un discorso che equivalga per tutti alla fine dell’anno. Non ci attacchiamo a queste situazioni, la partita avremmo dovuto chiuderla. Poi abbiamo preso un gol stupido. Io analizzerei più quello che è reale: abbiamo preso un punto, siamo a +6 perché loro devono ancora giocare, mancano quattro partite a noi e cinque a loro. Guardo i numeri io”.

La prossima gara, a Carpi, sarà tra dieci giorni. Come si riparte dopo questa partita? “Anche con l’Alcione vinci 1-0, fai fatica e la porti a casa. Mi sento dire: fisicamente, mentalmente. È vero, ma in questa fase di stagione le partite saranno tutte così, con il Sasso Marconi, con il Lentigione, con tutte le squadre sarà così. È la fase finale: in partite dove tu giocavi con un’altra testa, due mesi fa, la tua testa deve avere un nervo diverso perché sono partite diverse, tu giochi con una tensione diversa da quella di fare tre punti, devi assimilare altre tensioni. Come quando stai arrivando all’arrivo, cambiano le sensazioni. Questo bisogna sopportare. Bisogna alzare ancora l’intensità. Non voglio dire perché sono un po’ scaramantico, però, tu mi ha chiesto: come si prepara? L’abbiamo già preparata oggi al 91′, quando ha fatto gol quell’altro. Tu dirai: avrei preferito vincere, ed è vero. Però noi oggi al 91′ abbiamo preso gol e quando torneremo al campo lo sappiamo. E penso che si prepari così la partita”.

Simone Greselin, centrocampista del Rimini F.C.: “Purtroppo non sono arrivati i tre punti come speravamo e come abbiamo cercato in tutti i modi di ottenere sul campo. Abbiamo visto che queste partite finché non le chiudi non sai mai come andranno a finire, non siamo riusciti a concretizzare quelle che sono state varie occasioni, poi abbiamo preso questo gol all’ultimo che non ci voleva”.

Ultimamente la sensazione è che non sia al meglio. “Semplicemente sono stato fuori per un periodo per un problema che ho avuto, adesso mi sento bene, mi sento a posto. Sono rientrato e sono convinto di poter dare il mio contributo”.

Come pensate di gestire questo finale di stagione? “Adesso ci troviamo comunque a sei punti con una partita in meno, loro dovranno recuperare il 1 maggio, vedremo quale sarà il loro risultato. Però quello che dobbiamo fare noi è archiviare questa partita, imparare da quelli che sono stati i nostri errori e continuare il nostro cammino”.

Sull’occasione per il 2-0, su assist di Tonelli, al 33′ della ripresa, ci chiediamo ancora come abbia fatto a non entrare quel pallone. “Anch’io me lo chiedo, il portiere ci è arrivato, è un peccato perché speravo di poter trovare la rete che potesse dare il doppio vantaggio”.