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giovedì 26 maggio 2022
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Calcio Serie D

Rimini-Fanfulla 2-1, il dopogara

In foto: Marco Gaburro, allenatore del Rimini F.C.
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 8 minuti
dom 3 apr 2022 17:35 ~ ultimo agg. 4 apr 16:21
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Le dichiarazioni al termine di Rimini-Fanfulla 2-1 (vedi notizia).

Emiliano Bonazzoli, allenatore del Fanfulla: “C’è un po’ di rammarico. Sapevamo di venire a Rimini, giocare contro una squadra importante, la prima della classe, non era facile. Penso che i miei ragazzi oggi abbiano fatto vedere che non c’era questo grande gap tra noi e il Rimini. Devo fare i complimenti ai miei giocatori, fino alla fine ci hanno creduto, l’abbiamo riaperta, siamo stati anche un po’ sfortunati nel secondo tempo perché c’è stata anche una grandissima parata da parte del loro portiere. C’è un po’ di rammarico, ho fatto i complimenti ai miei giocatori. Bisogna continuare con queste prestazioni per il finale di campionato, cercare di fare più punti possibili per arrivare il prima possibile alla salvezza, però io penso che se loro sono consapevoli che possono fare queste prestazioni si può arrivare a una salvezza sofferta”.

Cos’è mancato al Fanfulla per fare risultato oggi? “Centimetri. Purtroppo si sa: siamo una squadra che sulle palle inattive soffre molto, è un dato di fatto perché concediamo tanti centimetri agli altri. Oggi Rimini è preparato sulle palle inattive, in più gli davamo non so quanti centimetri di altezza, quindi ci sta. Bisogna concederne il meno possibile, però penso anche che il gioco che abbiamo espresso sia una delle nostre qualità migliori, bisogna ripartire da lì”.

Soprattutto nel secondo tempo siete riusciti a mantenere il pallino della manovra. “Siamo stati all’inizio un po’ coperti, pensavamo che il Rimini iniziasse con un 4-3-3, poi tra il primo e il secondo tempo abbiamo un po’ alzato il nostro interno, siamo andati quasi uomo a uomo, penso anche che il Rimini sia calato fisicamente, comunque non c’è stata quella intensità che ha mostrato nel primo tempo. Noi siamo venuti fuori invece con la voglia di recuperare, l’intensità, la corsa, purtroppo c’è mancata la zampata finale. Sono contento della prestazione che hanno fatto i ragazzi: avevo chiesto una prestazione importante per far vedere che siamo vivi, e ho visto questo oggi”.

Marco Gaburro, allenatore del Rimini F.C.: “Secondo me abbiamo fatto un primo tempo di altissimo livello, penso uno dei migliori primi tempi che abbiamo fatto in assoluto in casa quest’anno, sul piano dello sviluppo, sul piano della pressione a tutto campo, sul piano della verticalità del nostro gioco. Siamo andati in stanchezza più che in gestione nel secondo tempo perché cambiando modulo abbiamo utilizzato giocatori in ruoli che non sono abituati a fare, hanno corso più del solito e sono andati un po’ in difficoltà. Non abbiamo più i doppioni per fare i cambi su quel tipo di modulo sempre alla stessa maniera, però onestamente se non c’è Deratti per terra non esce mai gol, ma non esce neanche mai un tiro in porta. Quindi dispiace che si sia dovuto fare sette minuti di, tra virgolette, parentesi tonde, quadre e graffe, sofferenza. Non mi è piaciuta, se vogliamo, la mentalità in certi momenti del secondo tempo perché si poteva guardare avanti e invece abbiamo fatto un palleggio di troppo. Però non stavamo tutti così bene in quel momento per pensare che poi l’ammazzavi la partita, bisognava riuscire a trovare un colpo che magari non siamo riusciti a trovare: il tiro di Scott (Arlotti, ndr), abbiamo avuto due-tre situazioni in cui secondo me avremmo potuto far gol. È chiaro che poi lì non conta più: se sei avanti 2-0 e prendi il 2-1 vai in affanno in qualunque campionato, in qualunque momento della stagione. Ci sta. Affanno per modo di dire perché noi sulle palle alte eravamo molto tranquilli: doveva uscire qualcosa di sporco, tipo il loro gol, perché se anche avessero continuato a mettere palla avanti così con quei tre difensori centrali lì era difficile la prendessero. Insomma, ero abbastanza tranquillo”.

Cos’ha detto all’arbitro prima del rientro negli spogliatoi alla fine del primo tempo? “Ho parlato con l’arbitro perché mi dicono che io sono il responsabile della panchina, ma io rispondo tanto per me e faccio fatica a rispondere per gli altri. Semplicemente c’è stato un po’ di caos dopo quel rigore clamoroso non fischiato e io ho cercato di tenere tranquilli gli altri, però poi non puoi dirmi che espelli me. Se vedi che la volontà è quella di tenere tranquilla la panchina puoi parlare anche con qualcuno della panchina se ti dà fastidio. Non mi sembrava un momento in cui ci fosse un input troppo secco e poco obiettivo nei confronti di quello che stava succedendo. Poi alla fine del primo tempo hanno capito che c’era tutto fuorché la voglia di andare in polemica, mi sarebbe dispiaciuto dover uscire in una situazione del genere. Ho protestato sul rigore in sé, ma penso che avrebbe protestato qualunque allenatore del mondo, cioè è finita lì. È stata una protesta molto composta”.

Aveva detto alla vigilia che sarebbe stata una squadra complicata da affrontare. “Lo dico sempre – e sorride -. Con la rosa che abbiamo noi a disposizione è abbastanza agevole riuscire a preparare la partita perché ci sono tante soluzioni. Questa è la premessa. Diciamo che all’andata mi aveva dato l’idea di una squadra che avrebbe potuto darci fastidio sulla loro sinistra e che aveva una catena un po’ più forte, e siccome noi stavamo lavorando sul 3-4-3 penso da un mese ormai, da Querceta, in maniera alternata in allenamento, ci tenevo a giocare una partita col 3-4-3 anche in casa, anche in vista della partita di Ravenna. Cioè, volevo passare da questo cambiamento perché un conto è dire possiamo fare e un conto è fare. Penso che la squadra avesse bisogno di uno step in più di maturità anche per avere imprevedibilità durante le partite. Penso che sul piano difensivo abbiamo fatto un’ora perfetta e nonostante questo abbiamo trovato molta più ampiezza rispetto al solito in casa. E questa secondo me è una cosa che ci può servire come esperienza e ci può rimanere lì perché comunque nelle prossime partite ci può essere bisogno anche di questo”.

Come mai Mencagli non è entrato in campo, nonostante Germinale a un certo punto sembrava aver dato tutto? “Mencagli è stato male stanotte. Si poteva anche buttarlo dentro, però meglio che non servisse. Doveva entrare solo in situazione estrema perché comunque aveva ancora la febbre e quindi ho preferito non buttarlo dentro”.

Il Rimini si presenta allo scontro diretto di domenica prossima a Ravenna con otto punti di vantaggio. “So che a voi piace guardare gli altri, a me piace guardare i miei perché mi diverto. Cosa volete che vi dica, che è meglio arrivare a +8 che a +5? Sì, va be’, ve lo dico, però dipende da quello che fai poi domenica. Altrimenti siamo a dire le stesse cose. Io penso che noi in questo momento dobbiamo pensare a noi e a fare un passo alla volta, oggi lo abbiamo fatto. E sapevamo che oggi poteva uscire che andavi a +8 o poteva uscire che andavi a +2. E quindi non era la stessa cosa. Noi abbiamo fatto il nostro, adesso dobbiamo pensare a fare il nostro domenica: fare il nostro domenica vuol dire fare una settimana importante. Sono convinto che staranno tutti bene questa settimana perché vorranno esserci tutti. In realtà è una partita da questo punto di vista come le altre, quindi giocherà chi starà meglio e chi arriverà con la testa giusta perché penso che la testa conterà molto in questo tipo di partita. Noi dobbiamo giocare, non dobbiamo guardare la classifica e fare calcoli perché è in questo momento della stagione che o giochi e fai benissimo o cammini e parli. Non c’è la via di mezzo, lo abbiamo visto negli ultimi cinque minuti. Noi dobbiamo correre e fare benissimo, e basta. Non dobbiamo pensare ad altro”.

Omar Laribi, centrocampista del Fanfulla: “Noi ci abbiamo provato fin dall’inizio. Questo è un monito per tutti i ragazzi giovani che abbiamo in rosa: venire a giocare a Rimini e fare una gran partita, fare un grandissimo secondo tempo contro una squadra rodata, contro una squadra forte, deve essere solo un punto di partenza per noi e per i ragazzini che giocano nella nostra rosa. Noi partiamo da quella voglia lì di voler raggiungere il pareggio a tutti i costi contro la prima in classifica. Abbiamo altri obiettivi indubbiamente con una rosa giovane, sono solo segnali positivi”.

Quanto vi ha destabilizzato trovare un Rimini che non è partito con il solito 4-3-3. “No, in realtà sono sincero niente. Perché conosciamo i giocatori, conosciamo l’ambiente, abbiamo preparato la partita al meglio. I gol sono arrivati su due palle inattive, quindi sono sincero, senza offesa per nessuno, non è cambiato assolutamente niente”.

Vi mancavano alcuni giocatori importanti. “In realtà ce ne mancano un po’, fa parte del campionato. I campionati, soprattutto di serie D, sono lunghi, costellati dall’utilizzo di tantissimi giovani che frequentano la scuola ancora. Quindi in un periodo come questo dove in qualsiasi situazione si entra in quarantena o mezza febbre si viene allontanati, bisogna fare i conti anche con queste cose. La nostra rosa è questa, andiamo avanti a testa alta. Dispiace per chi non è potuto venire perché venire a Rimini e fare una gran partita come questa è sempre d’aiuto per le carriere future”.

Siete dispiaciuti per il risultato finale? “C’è rammarico, c’era rammarico mercoledì col Carpi, col Ravenna al 95′, col Forlì al 95′, è così, c’è tanto rammarico. Bisogna portarsi dietro tutti gli errori e cercare di farne il meno possibile da qua in avanti perché adesso le partite iniziano a diminuire e il nostro obiettivo è salvarci assolutamente”.

Fabrizio Carboni, difensore del Rimini F.C.: “Abbiamo fatto una buona partita secondo me, con un’ottima vittoria. Secondo me abbiamo disputato un ottimo primo tempo, giocando anche molto a calcio, poi forse siamo un po’ calati nel secondo tempo, però io penso che la squadra abbia gestito abbastanza bene il risultato, anche alla fine, negli ultimi cinque minuti, prendendo il 2-1 ci siamo abbassati ancora di più. Però credo che in quell’istante la squadra abbia dimostrato carattere e penso che non abbia subito dopo il 2-1 neanche un tiro in porta”.

Com’è arrivato il secondo gol del Rimini? “Gabbianelli ha battuto il calcio d’angolo, io l’ho toccata, poi sinceramente non so cosa sia successo. L’importante è che sia entrata. Io l’ho presa, poi continuando la corsa non ho visto bene. Ma va bene così, chiunque l’abbia presa è uguale”.

I due gol di oggi sono arrivati entrambi su calcio piazzato. “Ci stiamo lavorando tanto e credo che i risultati si stiano vedendo. Oggi abbiamo preso tre punti, l’altra volta altri tre, e sono sei. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo perché è ancora lunga”.

Andrei Tanasa, centrocampista del Rimini F.C., parte dal +8 sul Ravenna. “Un bellissimo vantaggio dopo la vittoria convincente di oggi, però non ci dobbiamo minimamente addormentare perché mancano ancora tante partite e bisogna pedalare fino in fondo”.

Nella ripresa è emersa un po’ di stanchezza nella vostra squadra. “Sì, un po’ di stanchezza, non siamo rientrati benissimo nel secondo tempo, non dico molli, ma titubanti su qualche palla, poi loro hanno preso un po’ di fiducia, però secondo me abbiamo tenuto molto bene il campo senza rischiare grosse cose. Poi è venuto il gol negli ultimi cinque minuti è normale che loro non avevano più niente da perdere e si sono buttati tutti in avanti”.

Gianmarco Gabbianelli, attaccante del Rimini F.C., commenta il suo gol su punizione, che ha sbloccato la partita dopo appena dieci minuti. “Devo rivederla, però penso che quando il portiere prende gol sul suo palo la colpa sia sempre anche sua, però penso sia partita abbastanza forte ed è andata bene così”.

Che partita è stata? “Secondo me abbiamo fatto un buon primo tempo, pressandoli alti sin dall’inizio, ultimamente in casa probabilmente non avevamo questo approccio. Però secondo me oggi sapevamo che loro sono una squadra che gioca tanto, e quindi dovevamo per forza aggredirli e provare a metterli in difficoltà in uscita”.

Oggi è forse il caso di dare un’occhiata alla classifica, no? “Ma gliela diamo sempre secondo me, oggi siamo un po’ più contenti rispetto alle altre volte. Secondo me non è proprio finita anche perché domenica in caso di risultato negativo ce li abbiamo un’altra volta a -5. Andiamo là sicuramente per fare la nostra partita e verrà fuori sicuramente una grossa partita tra due squadre forti”.

A livello psicologico loro potrebbero arrivare alla partita con meno carica dopo quanto accaduto oggi? “Speriamo, infatti secondo me loro oggi pensavano già a domenica. Però, anche se il Forlì in questo momento era un po’ in difficoltà, il derby è sempre una partita sentita, e infatti il risultato è così”.