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Il manifesto contestato

Mignani risponde a Cecchetto: "racconta mezze verità"

In foto: Giulio Mignani
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 23 apr 2022 16:58
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Il suo avvocato sta già preparando una risposta ufficiale alla diffida ma intanto Giulio Mignani, candidato al consiglio comunale di Riccione con Forza Italia, affida a facebook la sua risposta informale al candidato sindaco Claudio Cecchetto (vedi notizia). Oggetto del contendere il divieto di affissione di un maxi manifesto elettorale. “Apprendo con stupore della nota che Claudio Cecchetto ha inviato alla stampa lamentando censure e bavagli perché non gli avrei consentito di installare un manifesto con la sua immagine sopra la proprietà dell’azienda di cui sono socio – scrive Mignani –. Mi stupisco perché un candidato sindaco dovrebbe almeno conoscere la differenza tra proprietà pubblica e privata (cominciamo malino come amministratore..).” L’esponente di Forza Italia accusa il candidato sindaco di raccontare “mezze verità. Sostiene di avere pagato uno spazio pubblicitario: non ho dubbi, ma non lo ha pagato a me“. Mignani racconta la vicenda: “un’agenzia nelle scorse settimane mi ha contattato per chiedere se lo spazio fosse disponibile e se potesse cercare potenziali interessati: nessun problema da parte nostra. Martedì 19 l’agente mi ha inviato una bozza di contratto che noi abbiamo modificato il 21 con le nostre richieste, tra le quali quella – ovvia – di potere sapere che pubblicità venisse installata. “Non si può”, ci è stato risposto perché il cartellone è già stato venduto. L’agenzia infatti aveva inviato il contratto sia a noi che a Cecchetto e firmato con lui senza attendere la nostra risposta che ovviamente è stata negativa.”
Cecchetto – prosegue Mignani – sa benissimo che non ha firmato nulla con noi anche se vuol far credere il contrario. Sa benissimo che ha pagato un’altra persona che non è stata in grado di fare il lavoro richiesto: se la prenda con lui. Sostiene che gli è stato negato il sacrosanto diritto alla parola per un divieto di natura “personale e privata”: certo, Claudio, che è di natura privata! Privata come il muro su cui volevi installare il manifesto! Mica gli è stato negato uno spazio pubblico. Gli è stato negato l’uso di una proprietà di un’azienda privata che non vuole mescolarsi in politica. Dov’è lo scandalo? Mica è roba sua.
L’affondo di Mignani prosegue e si focalizza sull’annullamento della conferenza stampa da parte di Cecchetto “come se le persone e le loro idee non contassero nulla senza la sua immagine a fare da cornice – dice l’esponente di Forza Italia –. Praticamente ha detto ai suoi candidati che non contano nulla senza di lui e che nemmeno conviene presentarli senza scenografia. Bel complimento“.
E per non farci mancare nulla – aggiunge – si lamenta che non ha potuto comunicare la sua candidatura a sindaco. Ma se ha riempito i giornali e i telegiornali!? La città è piena di suoi manifesti in cui posa da solo, con candidati e animali domestici. Ha dichiarato alla radio che vorrebbe Fiorello, Jovanotti e Amadeus in giunta, tanto per fare baccano. Ha aperto una sede nella piazza del mercato e adesso dice che senza un manifesto nessuno si accorgerà di lui? Lui che annulla la sua stessa conferenza stampa?
Poi la chiosa finale. “Claudio: nella tua lettera chiedi ai Riccionesi di provare a cambiare…. che ne dici di provare tu a dire le cose come stanno?” conclude Mignani.