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giovedì 19 maggio 2022
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Calcio Femminile B

San Marino Academy corsara a Como: Menin chiude con una magia (2-4)

In foto: ©PhotoAgency
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
dom 6 mar 2022 20:14
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Serie B Femminile, 2021-22 | 18. giornata, Como Women – San Marino Academy 2-4

IL TABELLINO
COMO WOMEN [4-3-3]: Small; Cecotti (dal 79’ Roventi), Rizzon, Lipman (dall’85’ Bianchi), Vergani; Picchi, Pastrenge, Beil (dal 79’ Mariani); Rigaglia (dal 59’ Carp), Di Luzio, Kubassova (dal 59’ Carravetta). A disposizione: Dubini, Bettineschi, Salvi. Allenatore: Sebastian Andre De La Fuente.

SAN MARINO ACADEMY [4-2-3-1]: A. Piazza; Marrone, Montalti, Venturini, M. Piazza; Fusar Poli, Brambilla; Menin (dall’85’ Kuenrath), Bertolotti, Massa (dal 69’ Baldini), Jansen (dal 5’ Barbieri (dall’85’ Papaleo)). A disposizione: Micciarelli, Montanari, Alborghetti, Cecchini, Kiamou. Allenatore: Alain Conte.

Arbitro: Giuseppe Sassano di Padova.
Assistenti: Andrea Cocomero di Nichelino, Alessandro Baracchi di Bergamo.

Ammonite: Vergani, Menin, A. Piazza.

Reti: 1’ Jansen, 19’ Picchi, 49’ Barbieri, 58’ Massa, 64’ Carp, 81’ Menin.

CRONACA E COMMENTO
Eccolo, l’esame di maturità superato a pieni voti. Eccolo, il vecchio spirito della San Marino Academy così caro ad Alain Conte. Le Titane giocano oltre la classifica e le indisponibilità, e sul campo della seconda forza del campionato centrano un risultato dal grande peso specifico, specie sul morale. In classifica si registra il sorpasso sul Cittadella e l’avvicinamento alla coppia Bari-Chievo, con una partita in meno rispetto a tutte le dirette rivali. Ma, soprattutto, a Ponte Lambro si è rivisto ciò che ha fatto le fortune di questa squadra nel precedente ciclo targato Conte. Abnegazione e capacità di soffrire, in primis. Quello cui il Como, arrabbiato per la sconfitta infrasettimanale nello scontro diretto per la vetta, ha costretto le Titane nel primo tempo fin dalle battute iniziali. Già perché ad infastidire – eufemismo – ulteriormente le lariane c’è stato anche il gol-lampo di Jansen, abile a interrompere il primissimo giro-palla avversario e fredda davanti a Small. Erano passati appena 15″ dal fischio d’inizio e presumibilmente qualche record di velocità, in quel momento, è caduto. Per la San Marino Academy, tutto o quasi sembra mettersi per il meglio. Quasi, perché Jansen, nel tirare, sente dolore alla caviglia e invoca il cambio. Entra Barbieri, tenuta precauzionalmente in panchina, all’inizio, ma costretta suo malgrado ad entrare subito nella mischia. La bomber biancoazzurra, come le compagne, capisce subito che, per il momento, si va più di sciabola che di fioretto. Il Como infatti reagisce rabbiosamente, prendendo il pallino del gioco ed esplorando soprattutto le fasce, dove Kubassova e l’ex Rigaglia mettono apprensione alla retroguardia ospite con cross tesi e velenosi che però vengono sempre risolti con tempismo dalle avversarie. Come quando Massa, da terra, pulisce l’area piccola sulla palla calciata forte da Kubassova o come quando Rigaglia, subito dopo, mette un cross basso che per fortuna delle Titane incontra prima il piede di Marrone che quello delle ragazze di casa. Se le manovre avvolgenti trovano tutto sommato l’Academy ben preparata, molte più difficoltà sorgono dalle mischie su piazzato. Al 9’ Di Luzio svetta senza marcature sulla punizione di Pastrenge, con palla alta. Poi, sull’angolo che Kubassova calcia sul secondo palo, Rizzon trova il tempo dello stacco e pure la porta, costringendo Alessia Piazza ad una parata complicata ed estrema: la palla rimbalza però sulla coscia di Picchi, a cui basta semplicemente essere nel posto giusto – la linea di porta – per festeggiare il gol del nuovo equilibrio. Nuovo piazzato, nuovo briviso: minuto 25’, Pastrenge pesca sul secondo palo la solita Rizzon, che anche stavolta riesce ad incornare verso la porta, arrendendosi solo alla traversa. Visto che le punizioni e i corner sono un terreno promettente, il Como ci riprova alla mezz’ora quasi da centrocampo: Pastrenge batte una punizione lunghissima verso la mischia davanti a Piazza, da cui sbuca il piede di Lipman che manca il bersaglio di poco. Le ospiti provano ad uscire dall’angolo nei minuti finali di frazione: Marrone dalla destra crossa per Barbieri che, pressata e spalle alla porta, riesce a coordinarsi al volo senza dare forza e angolo al destro.

Nella ripresa, un nuovo colpo di scena nel copione del match: Small esce con incertezza sul cross di Menin e il pallone rimbalza nella zona di Barbieri, che non ci pensa due volte ad appoggiarlo in rete per la nona esultanza personale in campionato ed il nuovo vantaggio ospite. Non sono passati che pochissimi minuti dal fischio iniziale. A questo punto qualche crepa si allarga fra le file lariane, mentre le ospiti guadagnano energie mentali e fisiche supplementari. La riprova concreta al minuto 58’: Barbieri elude sia Lipman che Vergani prima di allargare per Massa, che con un mancino preciso – ma anche con la complicità di Small – indovina la conclusione che vale il 3-1. De La Fuente attinge a piene mani dalla panchina e sono due delle nuove entrate a costruire il gol dimezza distanze: anche qui la “scena del crimine” è un piazzato, con Caravetta a calciare la palla in area e l’altra subentrata, Carp, a farsi trovare pronta per il tap-in vincente. Anche Conte mette mano alla panchina, dove poche però sono fisicamente in grado di contribuire alla causa. Il Como torna a premere con forza ma nel momento del massimo sforzo offensivo arriva la magia risolutrice di Menin, che su servizio di Barbieri, praticamente sulla linea di centrocampo, vede Small fuori dai pali e la batte con un pallonetto lunghissimo, da cineteca. C’è anche una dedica al padre in lotta con un brutto male, dedica che il capitano e bandiera della San Marino Academy affida ad una maglietta. Nei minuti restanti il Como si getta nuovamente in avanti, cogliendo un’altra traversa con Rizzon, anche in questo caso su piazzato. Per il resto, le Titane concedono solo una conclusione dalla lunga distanza – mancino di poco alto – all’ex Di Luzio e poco altro. L’urlo di gioia levato al cielo dopo i 5’ di recupero testimonia bene l’importanza del risultato e di come è stato costruito, trampolino ideale da cui lanciarsi per affrontare gli altri due impegni di questa densa settimana: la Roma CF mercoledì e la Pro Sesto domenica.

Ufficio Stampa San Marino Academy