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dell'associazione OaSì

La ricca fauna delle colline di Torriana immortalata in un video

In foto: dal video dell'associazione OaSì
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 16 feb 2022 14:16 ~ ultimo agg. 17 feb 11:19
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Una lepre con le orecchie in allerta, due faine che giocano, un grosso istrice, ma anche un agile capriolo, una volpe curiosa e un giovane lupo alla ricerca di cibo. Sono solo alcuni degli animali immortalati delle fototrappole poste sulle colline di Torriana. Le immagini documentano una fauna selvatica ricca che vive a solo pochi chilometri dalla costa. Il monitoraggio è stato fatto dalla neonata associazione Oasì – Insieme per le Valli APS, che per due mesi ha acceso le video camere per raccontare la bellezza della popolazione animale di quel territorio, in gran parte riaperto alla caccia.

Nel video ci sono anche i cinghiali, braccati dai cacciatori e inseguiti dal loro naturale predatore, il lupo, che, però, si deve accontentare di una preda molto più piccola. Sulla caccia al cinghiale OaSì fa presente che, per migliorare l’equilibrio, si potrebbero usare metodi di cattura selettivi, indicati da ISRA. “Le braccate sono dannose. I cinghiali, inseguiti dai cani, si disperdono in tutto il territorio e le nostro fototrappole li hanno ripresi“.  Il lupo, ricorda ancora l’associazione, è una specie protetta, non è pericoloso per l’uomo ed è un notevole regolatore delle popolazioni soprattutto di cinghiali: non può diventare un problema di ordine pubblico da risolvere in modo violento: “Il timore è che venga raccontata una storia sbagliata: ci sarà chi alzerà il dito contro i lupi accusandoli di mettere a rischio la sicurezza del territorio, ma la verità è un’altra: in un mese le due fototrappole hanno ripreso un lupo un solo giorno, ma tutte le notti hanno filmato diversi cani lasciati liberi in cerca di prede“.

La nuova associazione fa propria la battaglia del comitato che vuole il ripristino dell’Oasi di Torriana Montebello nei suoi confini originari, assieme all’istituzione del Parco lungo le aste fluviali del Marecchia e dell’Uso. Il video è solo il primo atto, spiegano, di un percorso da fare insieme per proteggere quell’area cosi preziosa nell’ecosistema del territorio.