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700 intervistati

Cecchetto "sonda" i riccionesi: partecipi e mediamente soddisfatti del sindaco uscente

In foto: Claudio Cecchetto
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 1 feb 2022 00:15 ~ ultimo agg. 12:03
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Arrivano i primi dati della ricerca commissionata da Claudio Cecchetto per capire se valga la pena candidarsi per le amministrative di Riccione. Cecchetto ha diffuso la prima parte del sondaggio, dove, però, non si fa cenno a domande che riguardano la sua eventuale discesa in campo. Sono valutate condizione sociale, posizionamento politico, interesse alla vita politica cittadina e valutazione dell’operato del sindaco uscente. Per la “seconda puntata” del sondaggio e per capire cosa i riccionesi pensino di una sua eventuale candidatura bisognerà quindi ancora attendere. Prima di proporre il sondaggio Cecchetto aveva dichiarato che sarebbero stati i risultati dello stesso a dargli indicazioni per una scelta, che avrebbe comunque dovuto contare sull’appoggio di una squadra.

La ricerca, realizzata da Astra Ricerche di Milano, è stata condotta a metà gennaio, attraverso 700 interviste telefoniche a cittadini riccionesi che vivono in diverse aree della città, di genere ed età rappresentative della popolazione.

È stato chiesto agli intervistati di classificare il proprio status socio-economico: in prevalenza hanno dichiarato di essere di classe media (62.4%) ma anche di classe superiore (21.4%: in Italia si riscontrano percentuali attorno al 12-16%); la classe inferiore è indicata meno frequentemente di quella superiore (16.1% – valore nettamente inferiore a quello nazionale, spesso superiore al 25%); in sintesi, la popolazione locale ritiene di essere più benestante di quella nazionale.

Non è stato chiesto il partito politico preferito o recentemente votato, bensì si è rilevata l’autocollocazione politica: meno di un soggetto su due si classifica nel continuum sinistra-destra (con il centro-sinistra e il centro-destra su valori percentuali quasi identici, e una lieve superiorità numerica della sinistra sulla destra) mentre è al 22,7% chi si dichiara lontano dai partiti o non interessato e all’11,7% chi segue la politica ma non si sente da una parte o dall’altra. Al crescere della classe sociale ci si sposta dall’apolitico verso il centro allargato (con centro-sinistra o centro-destra) e, anche se meno, verso destra. Il ‘picco’ della destra è tra i 45-54enni, quello della sinistra tra i 18-34enni. Uomini più moderati (33% per il centro allargato), donne più apolitiche (28%). Non sono rilevanti, invece, le differenze tra le aree geografiche in cui il comune è stato suddiviso.

Sondato anche il desiderio di partecipazione. Ricordando che al primo turno delle Comunali 2017 si recò ai seggi il 61.8% degli aventi diritto (il 71.2% alle precedenti), i dati fanno emergere desiderio di partecipazione elettorale visto che il 77.4% è intenzionato a votare (e un ulteriore 13.1% è incerto). I cittadini che si sentono di sinistra sono più intenzionati a recarsi alle urne (88%) di quelli di centro (85%) e di destra (78%). Anche coloro che si sentono apolitici spesso pensano di recarsi ai seggi (65%).

E’ stato poi chiesto agli intervistati di valutare l’operato del sindaco uscente: bene o molto bene per il 22.9%, male o molto male per il 17.6%. Prevale, dunque, un giudizio intermedio, 52.9%. Ma non mancano alcune sorprese: l’8% degli elettori di sinistra è convintamente positivo, ma il 14% di quelli di destra è convintamente negativo (e i pienamente soddisfatti presso questa area politica sono solo il 36%).