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Restrizioni ingiustificate

Angelini (3V) risponde a Gianfreda: sui vaccini ideologia ma i numeri dicono altro

In foto: Matteo Angelini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 3 feb 2022 11:57
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Dal consigliere comunale del 3V Matteo Angelini arriva una risposta alle recenti dichiarazioni dell’assessore Kristian Gianfreda che invitava ancora una volta ad aderire alla campagna vaccinale (vedi notizia).

Nel mirino, in particolare, un passaggio dell’intervento di Gianfreda: “Oggi non vaccinarsi significa aumentare le possibilità di riempire i reparti degli ospedali, accrescere le probabilità che si sviluppino altre varianti, mettere a repentaglio la salute di chi non può vaccinarsi, anche se vorrebbe. Significa voler fare un passo indietro, quando avremmo la possibilità di farne mille in avanti”.

Angelini, che cita diversi articoli di stampa e di centri universitari, sottolinea “incongruenze” su come viene descritta la situazione ospedaliera: “Secondo quale presupposto il non vaccinarsi sarebbe strettamente correlato con il riempire i reparti? E’ ormai accertato da più fonti, Zangrillo, Bassetti e Crisanti per citarne alcuni ma la lista sarebbe veramente lunga, che chi viene conteggiato dagli ospedali come ricovero Covid, è semplicemente un ricovero con qualsiasi patologia ma che accidentalmente risulta positivo al test per Sars-Cov-2”.

“Riassumendo quello che dicono anche le Viro-Star, Omicron è si più contagiosa ma molto molto meno pericolosa, soprattutto per chi non è portatore di altre gravi patologie, le quali sono state sempre pericolose per qualsiasi malattia influenza compresa, e l’affermazione “pensare di proteggere chi non può vaccinarsi, anche se vorrebbe” è quanto meno fuorviante per non dire dolosa, in quanto ormai di dominio pubblico a livello globale che il vaccinato ha la stessa possibilità di contagiare rispetto un non vaccinato.
Ora che ci troviamo nella prima fase discendente dei contagi già da qualche giorno avendo raggiunto già da diversi giorni il picco di 200’000 positivi in un giorno solo e contemporaneamente con le terapie intensive al 15%, ovvero 1 persone e mezzo ogni dieci letti, in quale modo si potrebbe tornare a mettere sotto pressione gli ospedali?
Magari se a livello nazionale, poi regionale e poi comunale si fosse intervenuti per rafforzare la capacità ricettiva degli ospedali ad ogni livello, a formare personale qualificato, liberare i Medici di famiglia da protocolli sbagliati come dimostrato recentemente anche dal TAR e si fosse intervenuti con cure adeguate nei primi 3 giorni della malattia, quel 15% sarebbe potuto anche essere 1% e ora potremmo ritrovarci a parlare di altro, invece dopo due anni di emergenza (!), con notevole imbarazzo (spero) si continua a parlare di pressione sul sistema sanitario.
Senza dimenticare poi la discussione sulle sospensioni del personale sanitario, l’obbligo vaccinale a loro dedicato e soprattutto chi tra questi ha sviluppato la malattia ed ora ne è immune naturalmente”.

Ma è veramente grazie alla vaccinazione che possiamo permetterci di riaprire, oppure è grazie ad una variante che sfugge completamente al vaccino (noti i casi), ma estremamente meno pericolosa? Elevata partecipazione alla campagna vaccinale, oppure lo vogliamo spiegare meglio? Un elevato numero di costrizioni eseguite con diverse metodologie e a diverse categorie!!?”.

C’è la risposta a un’altra affermazione di Gianfreda: “per lasciarci la pandemia davvero alle spalle, serve il coinvolgimento di tutti, non solo di una parte, perché come è giusto ripetere, l’uomo non è un’isola”

Angelini cita un articolo della rivista The Lancet, “dove si dimostra che il vaccino può avere una funzione individuale diminuendo il rischio
di contrarre malattia grave ed ospedalizzazione (nota bene si stava studiando la variante Delta e non Omicron) per l’individuo vaccinato, ma la trasmissione è paritaria tra vaccinati e non vaccinati e anche nei confronti dei vaccinati”.

In conclusione, “Come da me affermato in Consiglio Comunale, credo che sia giunto il momento di iniziare a prestare molta attenzione alla comunicazione perché le persone iniziano a notare certi atteggiamenti che si fanno sempre più ideologici piuttosto che basati su dati reali, ma non solo, essendo gran parte del mio lavoro improntato sulla ricerca della “verità”, ribatterò colpo su colpo a queste affermazioni in stile
televendita e sarà sempre mia grande premura dare massima visibilità al tutto affinché parole importanti quali “ritorno alla normalità” non siano solo un misero slogan politico bensì una volontà ferrea di riuscirci davvero nel rispetto di tutti”.