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la sentenza di primo grado

Crac Aeradria, tutti assolti (tranne uno) gli imputati

In foto: Da sinistra Maggioli, Cagnoni, Vitali e Gnassi
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 14 gen 2022 22:29 ~ ultimo agg. 16 gen 11:06
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Dopo 11 ore di camera di consiglio, si chiude con l’assoluzione di quasi tutti gli imputati il processo di primo grado per il crac Aeradria, la società che gestiva l’aeroporto di Rimini, fallita nel 2013. Assolti dal tribunale collegiale di Rimini l’ex sindaco di Rimini Andrea Gnassi, l’ex presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali, l’ex presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli e il presidente di Ieg Lorenzo Cagnoni. Assoluzione anche per Mario Formica, ex vicepresidente di Aeradria, e per Fabio Rosolen, ex presidente di Rdr. Condannato invece a 4 anni il professionista Santo Pansica, accusato di aver avuto un ruolo negli artifici contabili per nascondere lo stato di dissesto della controllata Air. Per lui la Procura aveva chiesto una pena inferiore: 3 anni e 8 mesi.

Tra capi d’imputazione prescritti (i più gravi) e altri modificati, con l’ipotesi associativa caduta, l’accusa esce con le ossa rotte dopo l’assoluzione di tutti i “pezzi grossi” dell’inchiesta. I pm hanno sempre sostenuto che dal fallimento dell’ex società di gestione dell’aeroporto di Rimini sarebbe emerso il coinvolgimento dei poteri locali nella gestione delle attività economiche. Poteri locali che, secondo la tesi accusatoria, avrebbero aggirato le regole per favorire il successo economico del territorio. Da qui le accuse a vario titoli di concorso in bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e ricorso abusivo al credito, tutte respinte dal tribunale collegiale.

Esultano gli imputati e i loro legali: Moreno Maresi e Mattia Lancini per Vitali, Nicola Mazzacuva per Gnassi, Cesare e Roberto Brancaleoni per Cagnoni, Moreno Maresi per Maggioli, Giacomo Nanni per Formica, Liana Lotti per Rosolen.

Poche ore dopo la sentenza, Stefano Vitali affida a un post su Facebook il suo commento: “Oggi voglio solo festeggiare e augurare a tutte le persone oneste (perché per quelle disoneste è la situazione ideale), di non dover aspettare nove anni per essere giudicate!!! Grazie a tutti quelli che in questi anni mi hanno sostenuto e supportato. Grazie alla mia famiglia, per me nido sicuro, agli amici fantastici e a tutti quelli che hanno pregato ( alcuni forse più di quando sono stato male). Ovviamente un grazie grande a Moreno Maresi e Mattia Lancini che mi hanno difeso e protetto!”.

Non possiamo che esprimere massima soddisfazione per la sentenza odierna che, dopo quasi 9 anni dall’inizio delle indagini, ha finalmente sancito l’assoluta innocenza del presidente Cagnoni – affermano i suoi legali, gli avvocati Cesare e Roberto Brancaleoni – anche rispetto all’ultimo reato contestato, dopo che egli era stato prosciolto in questi anni dagli altri 10 capi di imputazione che gli erano stati ingiustamente contestati, tra cui l’infamante accusa di aver fatto parte di una associazione a delinquere, già definita fantomatica dal giudice dell’udienza preliminare. Siamo lieti di aver combattuto in questi anni perché venisse verificata e dichiarata la piena correttezza dell’operato del presidente Cagnoni, persona retta che ha avuto come proprio obiettivo sempre e soltanto il bene della Fiera di Rimini, dell’aeroporto e  della città. Egli ha dovuto subire in questi anni l’infamia dell’accusa, ampiamente pubblicizzata e data per fondata quando non lo era affatto, ed il sequestro di tutti i propri beni, poi ridotto ed infine revocato. Dobbiamo ringraziare il Collegio del Tribunale per la grande attenzione ed il massimo scrupolo con cui ha gestito una faticosissima istruttoria che ha consentito di far emergere la verità dei fatti”.
Gioisce anche il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad: “La contentezza e la gioia per l’assoluzione di Andrea Gnassi e Stefano Vitali nel processo cosiddetto Aeradria non può far dimenticare la loro sofferenza personale che si è snodata per gli ultimi 9 lunghissimi anni e che anche io ho in parte vissuto lavorando con loro. Momenti duri, in cui faceva male rendersi conto del loro dolore, della loro frustrazione nel vedersi additati di reati che sapevano bene di non aver mai commesso. Dire adesso che non vi erano dubbi su questo esito è facile. Chi ha seguito il processo però si è reso conto dell’assoluta insussistenza delle accuse mosse e la sentenza del Tribunale ha confermato il loro corretto comportamento. Lo stesso per Lorenzo Cagnoni e Manlio Maggioli”.