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Riccione

Bertazzoni all'asta. Cetacea: da comune nessuna alternativa, impossibile lasciare

In foto: la colonia Bertazzoni
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 25 gen 2022 17:23 ~ ultimo agg. 26 gen 12:26
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La colonia Bertazzoni, per 13 anni sede del Centro di Recupero Tartarughe Marine della Fondazione Cetacea, sarà messa all’asta (base 9 milioni) il 31 gennaio. La soluzione alternativa per la Fondazione però non è stata ancora trovata e il tempo ormai è agli sgoccioli. “Al di là di affermazioni, non supportate da fatti concreti – scrive Sauro Pari – l’Amministrazione Tosi non ha trovato nel frattempo alcuna sistemazione alternativa“.
L’Amministrazione – prosegue il presidente di Cetacea – dopo aver dichiarato inagibile la struttura all’inizio dello scorso anno, ci aveva concesso di utilizzare la palazzina ex sede estiva della Polizia. Con grande dispendio di soldi ed energie nostre e dei nostri volontari, abbiamo trasferito strutture, arredi, materiale scientifico e animali in cura in quest’area. Trasferimento quasi ultimato. Abbiamo quindi richiesto all’Amministrazione di concederci in uso quest’area, almeno fino a quando non si trovasse una soluzione duratura. Ci è stato obiettato che l’Amministrazione non voleva scorporare l’area dalla vendita “perché il compratore non avrebbe interesse”.
Dopo aver riassunto la situazione, Pari avanza alcune considerazioni. “Fondazione Cetacea – spiega – non opera per lucro o per interesse speculativo per curare animali in via di estinzione
che dovrebbero stare a cuore agli amministratori come a noi. Negli anni abbiamo dato lustro alla città di Riccione dandole visibilità in un ambito non scontato, quello che ha a cuore l’ambiente e cioè la stragrande maggioranza dei cittadini e dei turisti.” Pari ricorda poi che nonostante la Fondazione Cetacea abbia vinto il bando per la concessione dell’ex delfinario di Rimini, abbia sempre affermato di non volere abbandonare Riccione. “Già quando era stato decretato per la prima volta il nostro allontanamento dalla struttura – ricorda – l’Amministrazione
aveva ricevuto, pare, più di tremila mail di protesta. Ma nemmeno questo pare sia servito. A questo punto ci corre l’obbligo di affermare che non possiamo e, soprattutto, non vogliamo, mettere a repentaglio la cura delle tartarughe marine, l’educazione ambientale, le nostre attività storiche in favore dell’ambiente qui a Riccione e quindi affermiamo di essere disponibili ad aprire una collaborazione con i privati che dovessero aggiudicarsi l’area vista la nostra impossibilità a lasciarla.
Se però l’aggiudicazione non dovesse arrivare, Pari annuncia che “proporremo alla cittadinanza riccionese di esprimersi sul nostro progetto che, pur riducendo di meno del 10% l’area in vendita, consentirebbe alla città di mantenere il suo ospedale delle tartarughe“.