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Accordo con privato

In Consiglio delibera 'incongruente e affrettata'. L'opposizione all'attacco

In foto: l'opposizione in Consiglio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 4 dic 2021 17:50 ~ ultimo agg. 5 dic 11:22
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E’ un accordo transattivo con un privato ad accendere le prime vere polemiche per il nuovo Consiglio Comunale a Rimini. I consiglieri dell’opposizione a Rimini denunciano quelli che reputano fatti gravi avvenuti nell’ultima seduta del Consiglio Comunale di giovedì scorso. A firmare l’intervento sono i consiglieri di FdI, Lega e 3V. Nel mirino, una delibera contestata nei contenuti ma anche nelle modalità con cui è stata affrontata in Consiglio Comunale.
“Si chiedeva ai consiglieri – spiegano – di esprimersi col proprio voto riguardo l’opportunità, suggerita dall’amministrazione, di concludere un accordo transattivo tra il Comune ed un hotel fronte mare, circa la pretesa intervenuta usucapione (acquisto di un bene tramite il possesso protrattosi nel tempo) di un area di 816 mq per cui da oltre 20 anni pende causa civile; in procinto però di giungere a definitiva sentenza della Corte d’Appello dopo che quella di Cassazione aveva accolto i motivi di ricorso del Comune.
E si pretendeva – qui il primo fatto grave – che i consiglieri si esprimessero sulla suggerita convenienza di accordo (con conseguente riconoscimento dell’intervenuta usucapione a fronte di un esiguo pagamento in favore del Comune), pur trattandosi di delibera aggiunta solo 2 gg prima all’odg del Consiglio comunale e del tutto priva – secondo fatto grave – dei documenti necessari al formarsi di un giudizio minimamente informato sul punto (priva in particolare delle 3 sentenze già intervenute nel corso del giudizio)”.
“Sorvoliamo sul “coraggio” di tutti gli esponenti della maggioranza, i quali pur non avendo avuto, come noi, i documenti necessari e nonostante le evidenti incongruenze che abbiamo fatto emergere con alcune semplici considerazioni, sono stati granitici e convinti nell’approvare la delibera in “discussione”. Sorvoliamo appunto, ma che dire del resto ?!”, chiedono i consiglieri di opposizione.
Abbiamo ricevuto “risposte” evasive ed illogiche da parte di alcuni componenti tra Giunta, dirigenti e funzionari vari; in evidentemente stato confusionale, dato che si è arrivati a dire che – si cita a memoria – “se anche vincessimo la causa, rischieremmo di perdere i soldi perchè una delle parti convenute è fallita”, come se la vittoria fosse quella di ottenere due spicci (o magari meno problemi per il parco del mare ?) che non la proprietà dell’area stessa….  Tanto assurdo da suggerirci di attendere la registrazione nella speranza di aver sentito male”.
Per i consiglieri di opposizione “Le non poche incongruenze emerse che proprio per come emerse e per le (non) risposte ricevute, suggerirebbero forse anche un riesame della posizione giuridica e della convenienza dell’accordo (aspetto di merito però sul quale abbiamo responsabilmente scelto di sospendere il giudizio non avendo adeguata conoscenza delle carte). Ma un conto è la questione giuridica (e perdonerete la deformazione professionale dei tre avvocati che siedono tra noi), altro è la questione politica”.
I consiglieri chiariscono che “a prescindere dall’opportunità o meno della transazione in questione, si tratta dell’ennesimo caso in cui l’inerzia dell’amministrazione nel corso degli anni (peraltro sempre della stessa area politica eppure sempre autoassolutoria ed incapace di autocritica), ha consegnato aree di città – e che aree !! – a privati che legittimamente ne avevano maturato il diritto per intervenuta usucapione. Il tema per cui, ancora una volta, non è la presunta scaltrezza dei privati ma l’inadeguatezza dell’amministrazione (e anche di questa amministrazione che presenta delibere urgenti divenute tali per l’inerzia sua e dei suoi collaboratori, interni ed esterni). La quale, peraltro, così facendo non solo perde terreni importantissimi, non solo li perde a fronte di misere indennità, ma si espone – comprensibilmente – alle lamentele dei tanti altri frontisti che hanno regolarmente pagato le loro indennità al Comune nel corso dei decenni e che si sentono (e sono) vittime di ingiustizia.
Se l’Amministrazione, pertanto non si preoccupa di disperdere patrimonio e denaro pubblico, si preoccupi quantomeno di essere ed apparire giusta nei confronti della generalità.
E, dato che non ci interessa far polemica fine a se stessa, si preoccupi soprattutto – per l’avvenire – di mappare i terreni potenzialmente interessati da queste vere e proprie sciagure che il Comune potrebbe rischiare di dover ancora affrontare. 
Perché una cosa è certa: questa costosissima inerzia, che diventa ingiustizia, non deve ripetersi.
Ci siamo offerti di aiutare la Giunta in tal senso, in un sempre auspicabile spirito di collaborazione”.
La dichiarazione di intenti finale: “Vigileremo. Nelle difficoltà dei nostri impegni quotidiani e degli ostacoli che l’amministrazione ci pone non fornendoci gli strumenti necessari e quindi non mettendoci nelle condizioni di svolgere adeguatamente il compito per cui migliaia di riminesi ci hanno votato (la Presidenza mantenga l’impegno preso in tal senso !) Vigileremo e denunceremo, proponendo e collaborando. Perché questo è il nostro compito oggi.  E nell’adempierlo, cresceremo; singolarmente e come squadra”.
I firmatari:
Angelini Matteo
Ceccarelli Enzo
De Sio Luca
Marcello Nicola
Marchei Loreno
Pari Andrea
Renzi Gioenzo
Spina Carlo Rufo
Zilli Filippo
Zoccarato Matteo
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