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il caso

Morì a 2 anni in un incidente stradale, i genitori rischiano il processo

In foto: il tremendo frontale del 19 marzo 2019 (foto Migliorini)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 9 nov 2021 19:54 ~ ultimo agg. 24 mag 14:17
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Un terribile frontale tra due auto in via Coriano e un bimbo di 2 anni e quattro mesi deceduto dopo tre giorni d’agonia all’ospedale Bufalini di Cesena. Una tragedia difficile da superare per i genitori del piccolo che quella maledetta mattina del 19 marzo del 2019 hanno visto la loro vita cambiare per sempre. Ora, quegli stessi genitori, rischiano di finire a processo con l’accusa di omicidio stradale. La procura della Repubblica di Rimini ha infatti notificato a entrambi l’avviso di conclusione delle indagini, preludio a una probabile richiesta di rinvio a giudizio. Indagata insieme a loro anche l’allora 21enne riccionese, oggi 23enne, ritenuta responsabile dell’incidente mortale.

Il frontale tra la Fiat Punto guidata dalla giovane e la Volkswagen Golf condotta dal padre del piccolo, un 46enne marocchino, avvenne all’altezza del ristorante “Il Quartino”, in un tratto di strada critico, quello all’incrocio con via Pradella, già teatro in passato di altri incidenti. Secondo la ricostruzione degli agenti della polizia Locale, che quella mattina effettuarono i rilievi, la 23enne (difesa dall’avvocato Piergiorgio Tiraferri) avrebbe perso il controllo della Punto nell’affrontare una curva, invadendo la corsia opposta. Devastante l’impatto, con il muso di entrambe le vetture praticamente inesistente dopo la collisione e l’asfalto ricoperto da una distesa di rottami.

Secondo la procura e i suoi consulenti, i coniugi, assistiti dagli avvocati Stefano Cecchetti e Maria Rivieccio, non avrebbero agganciato correttamente il seggiolino posteriore dove sedeva il figlio. Una ricostruzione respinta con forza dagli indagati e dai loro periti, secondo cui la mancata protezione sarebbe da addebitarsi alla circostanza che sia l’auto sia il dispositivo erano alquanto datati e quindi sarebbero mancati quei meccanismi di sicurezza all’avanguardia presenti invece nei modelli più recenti. La madre, inoltre, ha più volte ribadito di avere sistemato lei stessa quella mattina il seggiolino, assicurando correttamente anche la cintura di sicurezza. Dubbi sul corretto posizionamento dell’ovetto e sulla sua adeguatezza, però, erano emersi già dai primi attimi dopo l’incidente.

Per i coniugi marocchini, distrutti dal dolore per la perdita del figlio, ora si prospetta un probabile processo, che qualora dovesse celebrarsi si giocherà inevitabilmente sullo scontro tra periti.