Indietro
menu
Questione inviti

Consiglio sicurezza. Riccione Civica attacca: Galassi si dovrebbe dimettere

In foto: Andrea Delbianco e Gabriele Galassi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: < 1 minuto
ven 12 nov 2021 16:35
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura < 1 minuto
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Resta teso il clima a Riccione in vista del consiglio comunale aperto sull’ordine e la sicurezza pubblica. Nei giorni scorsi, non senza polemiche, nella riunione dei capigruppo si era definita la data del 18 novembre alle 21 nella sala del consiglio e con la partecipazione di massimo 24 persone tra il pubblico (vedi notizia). Ora l’oggetto del contendere è la modalità di invito. Riccione Civica rende pubblica la proposta inviata ai consiglieri: “per evitare di sopraffare la Vostra autonomia politica e di soddisfare il principio di rappresentatività delle categorie economiche e della cittadinanza, ed al fine di agevolare il compito del Presidente del Consiglio Comunale, anche su indicazione del Segretario Comunale, si invita Ciascuno di Voi a segnalare, entro e non oltre 15.11.2021, n. 2 persone per ogni gruppo politico a cui il Presidente invierà l’invito per il Consiglio Comunale aperto del 18.11.2021“. Una proposta che a Riccione Civica non va giù. “Quale dibattito libero e sereno potrà mai esserci se le forze politiche devono indicare prima chi avrà parola – attacca Andrea Delbianco. Mai avremmo immaginato tanta arroganza da parte dell’istituzione della Presidenza del Consiglio comunale, un organo che per sua natura per altro è “terzo” dovendo tutelare e garantire prima di tutto trasparenza ed equità di trattamento verso tutte le forze politiche“. Secondo Riccione Civica “siamo di fronte ad una situazione mai vista prima, la città deve sapere quali metodi “medioevali” e “censori” ispirano questa amministrazione“. Motivo per cui “il Presidente Galassi dovrebbe presentare le dimissioni” prosegue la nota.
Per Delbianco “è impossibile, dovendo indicare prima chi interverrà, garantire l’imparzialità ed evitare la politicizzazione degli interventi dal pubblico. I cittadini non si faranno mettere il cappello da nessuna forza politica perché verrebbe meno la libertà di espressione di ognuno di loro” conclude.