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No ad atti intimidatori

Scritte contro il green pass. Nuovi attestati di solidarietà alla Cisl

In foto: le scritte alla sede Cisl
di Redazione   
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mer 20 ott 2021 18:06 ~ ultimo agg. 19:33
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“Solidarietà e vicinanza alla Cisl dell’Emilia-Romagna, vittima dell’ennesimo, inaccettabile atto intimidatorio, con le scritte contrarie al Green pass comparse sui muri di una delle sedi di Rimini del sindacato”. Così il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Davide Baruffi, anche a nome del presidente Stefano Bonaccini e della Giunta, commentano l’episodio della scorsa notte (vedi notizia).

“Il rifiuto di una misura a tutela della salute delle persone e della collettività– prosegue –, che insieme alla campagna vaccinale sta permettendo di riaprire imprese e attività, luoghi della cultura e dello sport, di tornare al lavoro in sicurezza e di recuperare la socialità, si traduce in attacchi anche al mondo sindacale e del lavoro, col quale, invece- chiude il sottosegretario- continueremo a impegnarci per uscire definitivamente dalla pandemia e rafforzare una ripresa che sia equa e per tutti”.

Solidarietà anche dalla SPI Cgil riminese: “non esprimiamo soltanto solidarietà alle volontarie e ai volontari di questa Organizzazione, ma lo consideriamo un attacco compiuto anche contro di noi, contro il mondo del lavoro e contro la democrazia.  I tentavi di intimidire il Sindacato Confederale qualunque sia la forma di violenza adottata, verbale o materiale, non avranno spazio e lo abbiamo dimostrato nella grande manifestazione che si è svolta a Roma Sabato 16 Ottobre. Non è una piazza di parte, aveva detto il Segretario della CGIL Maurizio Landini, “questa è una manifestazione che difende i diritti di tutti”.

La grande risposta di piazza, ma non solo di piazza, alle violenze subite dice che la maggioranza dell’Italia vuole cambiare questo Paese e vuole chiudere con la violenza politica, con chi cerca di minare la coesione sociale. Pertanto, continueremo ad impegnarci fuori e dentro i luoghi di lavoro per la sicurezza di tutti e in primo luogo dei più fragili”.

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