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S. Ermete, la favola di Luca Bonifazi

di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 13 ott 2021 22:33
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Nessuno sceglie di fare il calciatore per caso: il percorso è cosi complesso e oneroso che per farlo devi tenere insieme con una passione fuori dal comune mille tessere di un mosaico complicatissimo. E nessun genitore, quando riconosce negli occhi del figlio la luce, quella luce, può arginare l’esuberanza del suo adolescente preferito. Può accompagnarla e se è genitore fortunato condividerla. La passione muove tutto e non a caso, lo sa bene il difensore Luca Bonifazi, uno che di mestiere fa il difensore risultando duttile all’occorrenza sia nel ruolo di centrale che di terzino ma anche da ala in caso di s.o.s.

Nell’ultimo turno di campionato il S. Ermete ha rispolverato il difensore tenuto nel taschino della camicia da ben cinque stagioni. Per uno che si è formato tra S. Vito e S. Ermete non è un problema perché già a 15 anni, sotto la gestione Pazzini, veniva convocato tra i grandi, ed ora che gli anni sono 20 (classe 2001’) è arrivata la sua occasione ed il suo momento, risultando il migliore in campo tanto da meritare il plauso dagli stessi compagni e dalla dirigenza: “sono contento per la prestazione di domenica scorsa. Siamo una squadra forte, compatta, siamo molto uniti tra di noi e siamo desiderosi di metterci in mostra perché riteniamo che fino alla fine possiamo giocarcela contro chiunque. Il S. Ermete non credo sia inferiore a nessuno, occorre pazienza. Tanti di noi non hanno potuto svolgere la preparazione, altri hanno finito la stagione balneare, quindi siamo risultati forse prevedibili sia atleticamente che mentalmente. La vittoria di domenica ci fornisce ulteriore fiducia e consapevolezza nei nostri mezzi”.

Parla chiaro Bonifazi, sentendosi dentro il S. Ermete e partecipe di questo progetto nonostante negli ultimi anni le presenze da titolare siano state ben poche: “il S. Ermete è cresciuto tantissimo a livello di nomi. Davanti a me ci sono stati sempre dei bravi calciatori che meritavano la titolarità. Infine, specie nei primi tre anni, non penso che da ragazzino, potessi chiedere di giocare titolare, per me l’importante era esserci ed imparare da chi conosceva meglio di me la categoria d’appartenenza”.

Il tempo ha premiato la sua pazienza, anche se Pazzini ne conosce bene le qualità essendo stato in tutte le stagioni a S. Ermete il suo unico allenatore: “con lo studio non riuscivo a gestire il tempo per gli allenamenti. Ho avuto le mie colpe, crescendo, scegliendo la strada del lavoro, paradossalmente ho trovato più tempo per me stesso e da dedicare al calcio. Rimango con i piedi per terra, conosco il valore dei miei compagni ed il mio, quando il mister lo riterrà opportuno mi farò trovare pronto”.

Bisogna guardare dentro un prisma per avere la vera percezione del weekend calcistico, pista sempre piuttosto misteriosa su cui nulla è mai come sembra, sicuramente ora Bonifazi, avrà una certezza: “in quella pista corre anche lui!”.

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