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Dopo Operazione Popilia

Lotta illegalità. Uil: serve sforzo maggiore da politica e associazioni

In foto: Giuseppina Morolli della Uil di Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 10 ott 2021 10:50
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Le Camere Sindacali Territoriali della UIL di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini esprimo gratitudine alla Guardia di Finanza che con l’operazione Popilia ha permesso di alzare il velo su alcuni soggetti pregiudicati che tramite società di prestanome gestiva hotel e non solo sulla Riviera. “Si tratta di un risultato importante – si legge – anche perché ripropone all’attenzione di tutta la comunità il tema della legalità. A parere della Uil l’attenzione della comunità politica, economica e associativa, deve produrre uno sforzo maggiore per una sensibilizzazione che valutiamo ancora troppo timida“. Il sindacato ricorda come l’economia dell’Emilia Romagna, con distretti economici diversificati in un territorio regionale molto articolato, sia purtroppo molto attrattiva per la criminalità “e le operazioni di contrasto alla criminalità di questi anni – prosegue la nota – dimostrano la presenza strutturale nei nostri territori di organizzazioni malavitose“. Un aspetto che merita ulteriore attenzione considerando “che la ripresa post pandemia e i fondi del Pnrr, stanno portando e porteranno un rilancio dello sviluppo produttivo, dove per la Uil i temi fondamentali sono la qualità del lavoro, la sicurezza, l’occupazione, la redistribuzione, l’inclusione nel sistema produttivo di giovani e donne e il rilancio del welfare di comunità. Da tutte e queste esigenze, fondamentali per le persone e per la coesione sociale, la malavita e la criminalità più o meno organizzata, devono essere espulse con radicalità, attraverso una organica, condivisa, sinergica azione di condivisione di valori e azioni“. “A nostro parere sulle compravendite sospette di attività economiche – aggiunge la Uil –, deve essere fatto uno sforzo più concreto ed efficace, a partire dal mondo delle rappresentanze di interessi associativi. Deve fare riflettere il fatto che l’indagine, stando alle notizie stampa, sia potuta partire, dalla coraggiosa ed encomiabile denuncia di un lavoratore, minacciato per avere esercitato il diritto alla retribuzione.” “Fa inoltre riflettere – prosegue la nota – che operazioni di compravendita di hotel, e di gestione di molteplici attività economiche, con ipotesi di riciclaggio di denaro, non debbano trovare ostacoli, segnalazioni, e sospetti preventivi, da parte del sistema delle rappresentanze istituzionali o associative, che blocchino sul nascere queste degenerazioni, prima che arrivino a colpire, lavoratrici, lavoratori o cittadini. Ribadiamo quindi il nostro sostegno e il nostro ringraziamento a tutte le forze dell’ordine, e a tutti gli organi giudiziari, sempre più convinti delle nostre reiterate richieste di rinforzarne gli organici, le dotazioni, le strumentazioni, anche per incrementare l’attività di vigilanza sul lavoro e sul rispetto della sicurezza sul lavoro. Per la Uil lo strumento del Patto per il lavoro regionale con le sue declinazioni territoriali, rimane lo strumento dove risollecitare, uno scatto deciso a favore di una maggiore attenzione, con azioni concrete per il rispetto della legalità” conclude la nota firmata dai segretari Uil di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini, Enrico Imolesi, Marcello Borghetti, Carlo Sama e Giuseppina Morolli.

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