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Le parole dell'ex consigliere

Grotti (Lega): campagna "sabotata" perché amico di Sadegholvaad e sostenitore di Ravaglioli

In foto: Carlo Grotti
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 11 ott 2021 14:59 ~ ultimo agg. 16:08
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Nelle discussioni post voto all’interno della Lega, arriva anche l’accusa del consigliere comunale uscente Carlo Grotti Trevisan, conosciuto anche come regista, attore e surfista. “La mia campagna – scrive – ha subito letteralmente un sabotaggio, anzi più di uno”. “Ho ben altro oltre alla politica – prosegue – , ma per principio voglio raccontare cosa mi é accaduto“. Grotti, che non è riuscito a fare il bis in consiglio, spiega che all’origine del sabotaggio ci sarebbe stato il suo sostegno alla candidatura di Alessandro Ravaglioli. “Ceccarelli l’ho conosciuto dopo – scrive –, una persona in gamba, gentile e preparata , ma questo non sarebbe bastato a Rimini per vincere. Una persona come Enzo, per cui sottolineo che é stato un piacere correre, avrebbe avuto bisogno di molto più tempo per poter arrivare alle persone, ed é stato chiaramente inserito per colpa di diatribe interne e non perché il più forte a disposizione. Penso che invece sarebbe stato perfetto come assessore al turismo”. “Con Alessandro avremmo vinto? – prosegue Grotti – La certezza non si può avere, ma le probabilità sarebbero state molto più alte, la partita si sarebbe giocata fino ai rigori. Con Enzo purtroppo, si sapeva già in anticipo di perdere”.
Secondo l’ex consigliere, il centrodestra ha impostato una campagna elettorale sbagliata che non ha valorizzato il lavoro fatto in consiglio. “Lo stesso Pecci non si é nemmeno voluto ricandidare, sentendo il suo lavoro di cinque anni come capogruppo Lega nel consiglio comunale buttato al vento” rivela. Proprio Pecci insieme a Montevecchi e Grotti era una dei fautori della candidatura di Ravaglioli già dal mese di maggio: “saremmo partiti con un mese di vantaggio su Sadegholvaad, invece di trovarci a rincorrerlo” precisa Grotti che evidenzia anche come “il budget a disposizione dei due candidati era di entità molto diversa (ndr. più consistente quello di Ravaglioli)”
L’ormai ex consigliere mette poi in fila gli indizi che lo hanno portato a parlare di “sabotaggio subito”: in primis, l’esclusione del suo secondo cognome, Trevisan, dalla lista nonostante ne avesse specificato l’importanza (“a livello artistico come regista mi conoscono così”); poi il venir meno del ticket con Alice Mussoni (“convincendola che è più importante fare l’assistente per il “presto-sindaco” che correre insieme a me per il consiglio”). Ma non solo. Grotti infatti racconta di essersi visto portar via una persona dalla sua squadra “facendole pressioni, con perdita di relative preferenze e contatti, portandola ad un altro candidato” e infine di avere addirittura scoperto la sera prima del voto “l’esistenza di un gruppo su whatsapp di persone coalizzate contro di me”. “Lo scopo – spiega Grotti – una volta individuato parte del mio elettorato (persone, categorie ecc.. al di fuori degli amici e conoscenti più stretti) era di spiegare che io – sempre per il fatto di aver preferito Ravaglioli – sarei un nemico del partito, persino dalla parte di Jamil, vista la mia amicizia e stima con quest’ultimo”.
Ho sempre sperato di vincere – precisa invece con forza –. La squadra del cuore continui a tifarla, anche se sbaglia le scelte, e a maggior ragione se fai parte della rosa!”. “Di certo – ammette – non impazzivo dalla necessità di fare altri cinque anni in opposizione, ma dall’altra parte mi mancherà la parte più bella, aiutare i cittadini”. “La cosa più bella è quando ho sentito da più di una persona: “resti sempre il nostro consigliere”. Queste soddisfazioni valgono più della carica stessa.”
Infine gli in bocca al lupo al nuovo sindaco Jamil Sadegholvaad: “persona che stimo e che sono convinto farà un ottimo lavoro per la nostra città” conclude Carlo Grotti.

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