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mercoledì 20 ottobre 2021
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Quasi 100 iscrizioni

S. Ermete Calcio, Settore Giovanile in crescita. Intervista ad Adil Mezgour

In foto: Adil Mezgour
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 30 set 2021 19:51
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IL CAMBIAMENTO. Ogni macchina ha il suo perché, almeno quasi sempre. Un presupposto di partenza che ovviamente vale ancora di più in un momento del genere nel quale la transizione energetica e l’elettrificazione sono diventati i temi e le realtà pratica nella quale i progetti, gli investimenti e la realizzazione delle case sono ormai indirizzati in maniera quasi esclusiva. E proprio questo esempio di progetto, di investimento, di realizzazione e di esclusività ha indotto il S. Ermete a realizzare -seppur in anni dettati dalla pandemia- il cambiamento.

Il passato recente si staglia sulla strada del futuro prossimo del S. Ermete Calcio. Dall’approccio al consolidamento di una realtà giovanile che ha il diritto e il dovere di gonfiare il petto guardando il futuro con sorriso, affrontando il presente con serenità con occhio al passato come da esempio prestabilito. Ebbene, il S. Ermete Calcio è divenuta una realtà del territorio sempre più consolidata a livello giovanile. Oggi, vedendo i numeri di questa stagione che hanno toccato le quasi 100 iscrizioni, il grande salto è stato compiuto: dai Primi Calci ai Giovanissimi, ben cinque squadre rappresentano attualmente i verdi.

DIETRO LA REGIA. Il settore giovanile si avvale di diversi collaboratori, ma dietro ad ogni uomo, c’è una grande donna. Il plauso che la società tiene a fare è quello relativo alla figura di Daniela Fronza, segretaria del S. Ermete Calcio. A parlare ai nostri microfoni è l’attuale responsabile del settore giovanile Adil Mezgour nonché protagonista tra le fila della Prima squadra come attaccante: “Daniela ha tesserato oltre 90 bambini. C’è stato un dispendio di energie enorme da parte sua anche nella realizzazione del Camp Estivo. Oltre a Daniela ci tengo a ringraziare tutta la società e il personale che ci ha aiutato a proseguire l’attività agonistica, osservando le regole del Covid e mantenendo efficiente l’attività agonistica anche nel periodo estivo (cosa non scontata)”.

LO STAFF. Attualmente il S. Ermete vanta le formazioni dei Primi Calci, Piccoli Amici, Pulcini, Esordienti, Giovanissimi. A dividersi il lavoro nel ruolo di allenatori troviamo Adil Mezgour, Francesco Cenarelli, Filippo Ceccarelli, Francesco Marcaccio, Nicola Sartini, Alessandro Rossi. La novità è rappresentata dal preparatore dei portieri , ruolo ricoperto da Simone Guerra. Proprio su quest’ultima figura Mezgour desidera soffermarsi: “Sono tanti i bambini che quest’anno danno vita al nostro settore giovanile. Tutti gli allenatori sono bravi, capaci e professionali. Cerchiamo d’insegnare ai bambini l’arte del divertimento calciando il pallone. Il resto lo fanno da soli! Alcune figure riteniamo che siano indispensabili e quella di Guerra, nel ruolo di preparatore dei portieri, è fondamentale in quanto non tutti i settori giovanili possono individuarla e permettersela. Il ruolo del portiere è tra quelli più delicati: inculcare al bambino, dalla tenera età, movimenti essenziali seguendo l’arte del divertimento e del sorriso pensiamo che sia importante”.

I VALORI. Partiamo da Mezgour, una carriera alle spalle invidiabile come calciatore con l’apice la Seconda Divisione (la vecchia Serie C2 italiana). Essere responsabile del settore giovanile mentre attualmente percorri gli ultimi anni di una carriera calcistica, ti porta a pensare alla terra dove sei nato, in quel mare che bagna Casablanca, c’è un pallone che galleggia e riflette la storia di un uomo che ha deciso di attraccare dove l’ha portato il cuore: si può navigare per una vita intera, sentire il richiamo del proprio talento, ma poi c’è un giorno in cui, lasciando sulla banchina il pallone, i sentimenti ti prendono in contropiede e ti sballottano contro te stesso ed è proprio per l’amore dei suoi bimbi che oggi continua a calciare quel pallone dividendosi a metà. Cosa insegna il settore giovanile del S. Ermete? A giocare divertendosi, amando quel pallone che equivale a purezza e spensieratezza com’è giusto che sia nella tenera età, divenendo strumento di compagnia in tempi in cui la pandemia ha aumentato l’arte sedentaria facendo smarrire al giovane il senso di libertà, l’aria, il profumo dell’erba che offre questo meraviglioso sport.