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A livello locale e nazionale

Riprendere in mano i nodi dei frontalieri. Rossi (PD) sollecita la Regione

In foto: Dogana di San Marino
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 15 set 2021 12:51
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Dopo l’incontro, nei giorni scorsi, con Alessandra Gori e Agostino D’Antonio, rispettivamente presidente e vicepresidente del Consiglio Sindacale Interregionale San Marino – Emilia-Romagna – Marche (CSIR), la consigliera regionale del Pd Nadia Rossi ha presentato una risoluzione alla Giunta per sollecitare alcuni nodi sul frontalierato.

L’incontro è stato promosso dal candidato sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad che ha condiviso le richieste e le sollecitazioni del Csir. “Sono emersi alcuni nodi che vanno definitivamente affrontati e altri punti spinosi sorti con la pandemia – ricorda Nadia Rossi – Pensiamo sia urgente affrontarli visto che, banalmente, un terzo dei lavoratori impiegati ogni giorno nel sammarinese, ovvero più di 6 mila persone, è di nazionalità italiana e oltre il 72% risiede in provincia di Rimini. Di recente si registra anche una crescita esponenziale del frontalierato al contrario, con cittadini di San Marino che si spostano per lavoro nel territorio riminese”.

La Rossi ribadisce la necessità di “riprendere il percorso di stesura di un Protocollo per la costituzione dell’Osservatorio permanente sul fenomeno del frontalierato, con il pieno coinvolgimento e la cooperazione delle istituzioni italiane e sammarinesi. A livello nazionale, bisogna sollecitare a ogni livello la ripresa del confronto per raggiungere accordi fra i due Stati necessari a risolvere le problematiche esistenti in campo lavorativo, fiscale e sociale, penso ad esempio al riconoscimento della 104. In Italia siamo ancora in attesa dei decreti attuativi per il riparto dei 6 milioni di euro del Decreto Sostegni bis in favore dei lavoratori frontalieri dipendenti e atipici rimasti senza lavoro e senza copertura assistenziale. Si è arenata poi la proposta di legge per uno Statuto dei frontalieri, che al momento è stata solo presentata dai sindacati in commissione parlamentare e prevede l’inquadramento sul piano del diritto del lavoro e non meramente fiscale del frontaliere. In sostanza, stiamo parlando di pensioni, ammortizzatori sociali e tutele sanitarie e sociali, perciò di diritti che spettano a chi vive e lavora sia in Italia che a San Marino”.