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la sfida di gabriel

Rinchiuso nella cella dove morì il conte Cagliostro: "Dimostrerò che si può evadere"

In foto: l'illusionista Gabriel
di Redazione   
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gio 30 set 2021 18:04 ~ ultimo agg. 18:05
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Tre sole parole che spalancano una finestra sul mistero: “Si può fare”. Gabriel le ha pronunciate alle 7,30 di questa mattina, giovedì 30 settembre, quando è uscito dalla cella nella fortezza di San Leo dove 230 anni fa esatti venne rinchiuso Giuseppe Balsamo, più noto come il conte di Cagliostro.  Un’angusta stanzetta di dieci metri quadrati nella quale il detenuto fu calato da una botola del soffitto, con una finestrella chiusa da una triplice serie di sbarre dalla quale filtra appena la luce.

L’illusionista ha trascorso l’intera notte fra quelle quattro mura. Quando il celebre avventuriero ed esoterista vi fu rinchiuso dal Tribunale dell’Inquisizione, in molti pensavano o temevano che sarebbe riuscito a fuggire grazie ai suoi poteri magici. Ci provò inutilmente per 4 lunghi anni, fino al giorno della sua morte. Oggi Gabriel, dopo un lungo periodo di studio e preparazione, ha deciso di tentare ciò che a Cagliostro non è riuscito: l’evasione dalla cella nella Rocca di San Leo. E la notte passata nella tetra stanzetta è stata decisiva: “Più che per studiare l’ambiente – ha detto all’uscita della cella dove era stato rinchiuso alle 22 della sera prima – ho voluto passare la notte qui per entrare in sintonia con il personaggio. Sì, l’ispirazione mi è arrivata, non so se riuscirò, ma mi sento di tentare”.

Gabriel, illusionista di fama internazionale, è fra l’altro l’ideatore e l’organizzatore del Festival internazionale della magia di San Marino (la prossima edizione si svolgerà dall’11 al 13 marzo, e con ogni probabilità proprio in quell’occasione il mago tenterà la sua impresa). Il 18 agosto scorso Gabriel aveva sorvolato con un Robin acrobatico la fortezza per cercare di capire se vi fosse tecnicamente la possibilità di evadere. E il risultato del sopralluogo era stato positivo. La notte trascorsa in compagnia del fantasma di Cagliostro ha confermato che la fuga del secolo “si può fare”.

Chi era Cagliostro: Alessandro, conte di Cagliostro, è stato un avventuriero, esoterista e alchimista: una figura da sempre immersa nel mistero, tanto che esistono dubbi anche sulla sua vera identità, anche se la maggioranza degli storici concorda che il suo vero nome fosse Giuseppe Balsamo, nato nel 1743 a Palermo. Di certo c’è che in pochi anni divenne una vera celebrità, accolto con grandi onori in tutte le corti europee e amatissimo anche dal popolo. Una figura che fra mistero e magia è diventata leggendaria, tanto che a Cagliostro sono stati dedicati numerosi libri e film. Nel 1789 la moglie Lorenza lo denunciò al Tribunale dell’Inquisizione. Fu lo stesso Papa Pio VI con il suo Segretario di Stato a deciderne l’arresto; i giudici lo condannarono a morte come “eretico, dommatizzante, eresiarca, maestro e seguace della magia superstiziosa”, pena poi commutata nel “carcere perpetuo in una qualche fortezza, ove dovrà essere strettamente custodito, senza speranza di grazia” in conseguenza della sua abiura. E la fortezza scelta fu l’inaccessibile Rocca di San Leo, dove fu trasferito nel 1791. Una prigione terribile, un vero inferno dove visse gli ultimi anni della sua vita in isolamento assoluto. Inutile ogni tentativo di evasione: solo la morte lo libererà dal carcere il 26 agosto del 1795.

Ora, dopo quasi 230 anni, l’illusionista Gabriel ha tentato la più impossibile delle evasioni. E la notte trascorsa a San Leo, come lui stesso ha raccontato, gli ha dato la forza di provare a ridare la libertà a uno spirito incatenato in quella cella da più di due secoli.

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