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Inchiesta tra La Spezia e Rimini

Prodotti cinesi spacciati per italiani. Sequestro per un valore di mezzo milione

In foto: i sequestri
di Redazione   
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gio 30 set 2021 14:25 ~ ultimo agg. 17:22
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Nel corso di un’operazione di controllo su un’importazione di utensili e accessori di origine cinese, i funzionari dell’Ufficio delle Dogane della Spezia hanno riscontrato alcune carenze nella documentazione relativa alla sicurezza dei prodotti.
Successivi approfondimenti hanno confermato i dubbi e portato all’intervento presso lo stabilimento della società importatrice dei prodotti, da parte dei funzionari spezzini coadiuvati dalla Sezione Antifrode e Controlli dell’Ufficio delle Dogane di Rimini, ufficio territorialmente competente.
E’ stata quindi richiesta, alla competente Autorità Giudiziaria, l’autorizzazione all’accesso nel magazzino dell’importatore, dove i funzionari dei due Uffici Doganali hanno posto sotto sequestro avviatori elettrici, risultati illecitamente etichettati presso la sede con l’indicazione “Made in Italy”. La sola installazione delle batterie, anch’esse di origine cinese, non era infatti sufficiente a conferire agli utensili l’origine italiana del prodotto.
L’ accesso presso la società da parte dei funzionari dell’Agenzia dei Monopoli di La Spezia e Rimini ha permesso infatti di scoprire che l’importatore aveva nel proprio catalogo, prodotti dichiarati di origine italiana che, in realtà, venivano importati dalla Cina.
Il valore complessivo dei prodotti commercializzati con falsa indicazione supera i 500.000 euro.
Il rappresentante legale della Società importatrice è stato pertanto denunciato per aver consapevolmente ripetuto, nell’arco di diversi anni, operazioni di commercializzazione di prodotti con falsa indicazione di origine.

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