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Il Musica

Problemi di ordine pubblico. Stop di 15 giorni a discoteca di Riccione

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 10 set 2021 17:52 ~ ultimo agg. 11 set 14:10
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Nella mattinata di oggi (10 settembre) il personale della Squadra Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Rimini, in collaborazione con equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, ha notificato un provvedimento di sospensione dell’attività per 15 giorni ad una discoteca di Riccione, il Musica. Una misura presa in base all’articolo 100 del T.U.L.P.S., alla luce di una pluralità di fatti, ritenuti gravi e concorrenti, avvenuti tra fine luglio e gli inizi di settembre, come risulta dai diversi interventi effettuati dai militari della Compagnia Carabinieri di Riccione.
In particolare, oggetto dell’intervento sono stati episodi che si sono conclusi con denunce per resistenza a Pubblico Ufficiale, oltre a due arresti per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. Inoltre si sono potuti accertare diversi interventi del “118”, intervenuto in soccorso di alcuni giovani per “abuso di sostanze alcooliche e psicotrope” e traumi vari.
Nel provvedimento si è preso atto anche degli aspetti derivanti dalla presenza di un elevatissimo numero di giovani durante gli eventi organizzati senza il rispetto delle misure anticovid.
La sospensione della licenza della discoteca segue le quattro chiusure provvisorie di cinque giorni già precedente notificate al Musica.

Su Facebook lo sfogo del titolare Tito Pinton che parla di “antichi metodi che non portano a nessuna soluzione”, ricordando la pressione fatta perché ci fossero in tutta la città di Riccione dei punti test con tamponi.

Scrive, tra l’altro, Pinton: “In 27 serate tra estate 2020 e 2021 non ho notizie ne telefonate ne evidenti certezze di aver procurato la diffusione tra persone del virus. Ho solamente il demerito di aver messo in console le star dj più conosciute “. “Dobbiamo cominciare a far capire a tutti che i nostri locali sono attività, che noi proprietari viviamo con il lavoro di tale attività. I locali seguono controlli e ispezioni costanti e noi imprenditori della zona rappresentiamo una sicura spalla per le istituzioni. Siamo mezzi di comunicazione con i giovani. Non siamo delle bestie da punire perché non rispettiamo un decreto fatto male , discriminatorio , e che nessuno rispetta e fa rispettare”.