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Il Consiglio di Stato annulla la nomina del giudice Pasini

In foto: il giudice del tribunale di Rimini, Sonia Pasini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 16 set 2021 14:34 ~ ultimo agg. 17 set 11:25
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Il Consiglio di Stato ha annullato definitivamente la nomina del giudice Sonia Pasini, avvenuta con delibera del plenum del Csm il 6 giugno 2018, a presidente della sezione penale del Tribunale di Rimini, accogliendo così il ricorso di un altro magistrato che concorreva per l’incarico, Fiorella Casadei, sempre in servizio nel tribunale riminese. La sentenza del Consiglio di Stato è stata depositata il 4 agosto scorso. La nomina della Pasini aveva già ricevuto un primo stop da parte del tribunale amministrativo del Lazio nel dicembre del 2020.

Quella del giudice Pasini è una delle nomine di cui parlarono Palamara e un altro ex consigliere del Csm, Gianluigi Morlini, nelle chat agli atti dell’inchiesta perugina. Morlini scriveva a Palamara di Pasini dicendo che era uno dei nomi da tenere “sotto controllo” complimentandosi a vicenda per le nomine di Lucia Russo, Silvia Corinaldesi, Marco Mescolini e appunto Pasini. Il Consiglio di Stato, che nella motivazione non fa, però, riferimento a queste conversazioni, pur essendo state depositate innanzi ai Giudici amministrativi, conferma la sentenza del Tar che annulla la delibera del Csm.

Dopo il ricorso, il giudizio comparativo tra le due candidate era già stato svolto dalla V commissione del Csm l’8 febbraio di quest’anno, che con 4 voti e un astenuto aveva proposto la nomina della Casadei a Presidente di Sezione di Rimini. Il Tar di Roma – come riportato dal Fatto Quotidiano – aveva sottolineato come la valutazione comparativa abbia “appiattito” il profilo di Casadei, assistita nel ricorso dall’avvocato Alessandro Lipani, “per ricordarne solo quelle esperienze” sulle quali poteva essere fatto un “giudizio comparativo diretto” con Pasini, “in tal modo incorrendo in evidente travisamento e difetto di istruttoria, e comunque nel difetto di motivazione”. E’ poi “pacifico” per il Tar che Casadei “abbia circa 10 anni di attività in più” nel settore penale rispetto alla collega.

“Ritengo, in tutta coscienza – aveva dichiarato lo scorso dicembre Sonia Pasini, dopo lo stop da parte del Tar del Lazio – che la mia nomina fosse fondata su titoli e presupposti validi. L’annullamento è intervenuto solo per un difetto di motivazione della delibera di nomina che potrebbe essere colmato in mio favore”. Per il Consiglio di Stato, però, non è così.

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