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il bilancio del sindaco

Si chiude l'era Gnassi: "Lascio una Rimini migliore. Unico cruccio la sicurezza"

In foto: il sindaco Gnassi affacciato al balcone di Palazzo Garampi
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 17 ago 2021 14:30 ~ ultimo agg. 18 ago 13:16
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3.653 giorni, tanto è durata l’era Gnassi. Oggi il sindaco di Rimini ha incontrato la stampa per fare un bilancio dei due mandati consecutivi (2011-2021), stretti fra la crisi economica del 2011 e la pandemia esplosa in Italia nel 2020 e non ancora terminata. Tanti i temi toccati: dal difficile e complesso ruolo del sindaco al processo di cambiamento della città; dalle sfide vinte ai rimpianti; dalla consapevolezza di lasciare una Rimini migliore di come l’ha trovata ai consigli per il suo successore.

L’inizio traumatico: “Erano passati appena 6 giorni dalla mia elezione, non avevo ancora  formato la Giunta, che il 6 giugno del 2011 esplode una bomba d’acqua che allaga la cittàracconta Gnassi -. Non si aprono le paratie di piazzale Kennedy e Rimini finisce sott’acqua. E’ nato da lì il PSBO, grazie a scelte radicali abbiamo rifatto le fogne. Stop alla merda in mare, stop agli allagamenti. Le fogne stavano a Rimini, come l’Ilva sta a Taranto”.

Il Masterplan che cambia la città: “Qui dentro c’è la Rimini di oggi. Nuovo lungomare (mentre prima avevamo un ‘lungocofano’), nuove fogne, un teatro restituito alla città, una nuova piazza Malatesta, il Museo Fellini. Circa un miliardo di investimenti… Io questo lo definisco il nostro Piano Marshall o, se preferite, PRRR (Piano Riminese di Ripartenza e Resilienza). Oggi Rimini è una città che corre in un Paese fermo. E’ una città più verde, più naturale, più forte, più attrattiva. Abbiamo piantato il seme della creatività e della sostenibilità, abbiamo anticipato il cambiamento: più spazio, più tempo, più vita. Oggi Rimini è una città migliore di come l’ho trovata 10 anni fa”.  

L’eredità: “Cosa lascio al mio successore? Bilanci sani (il debito comunale è passato da 141 milioni a 72), cassetti pieni e progetti già avviati, come la Cittadella della Sicurezza alla Caserma Giulio Cesare, con la progettazione definitiva che avverrà entro l’anno. Al mio successore, chiunque esso sia, voglio dare un consiglio: di proseguire il processo di riformismo radicale, di andare avanti nell’innovazione, di continuare la rivoluzione urbana”.

Pregi e difetti: “Il mio peggior difetto forse è il mio carattere. Mi hanno accusato di tentennare all’inizio e poi di essere diventato un uomo solo al comando. La cosa mi lusinga anche, ma non è esattamente così. Basti vedere che dietro al Piano Strategico ci sono i nomi e i cognomi certificati di 20mila persone. Il pregio? Ho sempre fatto gli interessi di Rimini, in questi 10 anni non hanno comandato gli interessi personali di nessuno”. 

Il ruolo del sindaco: “E’ un mestiere bello e impegnativo, che pesa inevitabilmente sulla sfera personale. E’ un impegno totale, è una missione, ma non lo dico per sentirmi un’eroe. Purtroppo noi sindaci abbiamo grandi responsabilità ma non i mezzi sufficienti per affrontare e risolvere i problemi. Il paradosso è che se fai rischi di essere indagato per abuso d’ufficio, se non fai invece per omissione di atti d’ufficio. In questi anni ho sopportato accuse infamanti, che hanno fatto male a me ma soprattutto alla mia famiglia, ho tenuto botta ma ho dormito poco”.

Quattro cose sconsigliate che rifarei: “Mi avevano sconsigliato di fare le fogne e le ho fatte, di fare la variante anticemento e il Masterplan e li ho fatti, di installare le cartoline di Cattelan nei luoghi simbolo della città e l’ho fatto, e poi di diventare sindaco… e ho fatto anche quello, per due volte!”.

Il cruccio: “E’ senza dubbio la sicurezza. Rimini e provincia contano 27 milioni di presenza all’anno, eppure veniamo considerati come Isernia. Mi sono sempre battuto per avere da Roma più risorse e più mezzi, che sono quelli necessari a garantire la sicurezza, ma spesso non è bastato. Però, voglio ricordare una cosa: l’ordine pubblico è di competenza dello Stato, anche se i cittadini poi vanno a reclamare dal sindaco. Intanto, però, abbiamo tolto gli abusivi dalle spiagge”. 

I parcheggi ci sono: “I parcheggi di attestamento al centro storico ci sono e sono aumentati di 352 stalli tra Flori, Tiberio e Scarpetti e ulteriori 546 posti sono in arrivo. Se però la pretesa è ancora quella di parcheggiare l’auto contro le mura del Castello, allora non è più possibile e sono felice sia così. Vi svelerò una cosa, per i parcheggi ho discusso anche in casa mia, ma sono felice della rivoluzione verde che ha intrapreso la città”.

Scuse ai riminesi: “Mi sento di chiedere scusa per i cantieri ancora aperti che invece dovevano già essere chiusi. Purtroppo il Covid e i contagi in alcune imprese hanno rallentato i lavori”.

Pandemia e zona rossa: “La Valconca all’inizio aveva gli stessi dati in termini di contagi di Nembro e della Val Brembana, è per questo che mi sono assunto la grande responsabilità di chiudere, per evitare che il contagio potesse dilagare. Il Covid ci ha insegnato che la salute è al centro di tutto, che è un fatto sociale, di comunità”. 

La politica e una frecciata a chi non c’è più: “Draghi è figlio di una crisi di sistema, l’Italia è un Paese fermo che grazie al nuovo premier sta cercando faticosamente di ripartire. Cosa penso del civismo? Che il civismo da salotto fa parte del trasformismo italiano, ma Rimini sa distinguere chi ci è da chi ci fa”.

La cosa più bella: “E’ senza dubbio il ritrovato senso di orgoglio della città, oggi ci ‘sentiamo’. Si vede che siamo orgogliosi di quello che siamo diventati: più aperti, più internazionali, più vivi”.

Cosa farò da grande: “Di sicuro fino al 3 ottobre farò il sindaco e lo farò con onore e disciplina come ho sempre fatto in questi 10 anni. Per il futuro non ho piani, si vedrà. Ho la fortuna di essere libero e quando sei libero puoi fare tutto”.

Infine da oggi è online www.rimini3653.it, il sito che racconta i principali risultati conseguiti dall’amministrazione comunale negli ultimi dieci anni, sintetizzati in 10 capitoli tematici. 1) L’ambiente. 2) Il disegno della città. 3) Sicurezza e territorio. 4) Scuole e politiche educative. 5) Cartoline dal mondo. 6) I nuovi motori culturali. 7) Una città senza fratture. 8) Le persone. 9) Un parco del mare a cielo aperto. 10) Il futuro oggi.

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